Intervista doppia a Raffaele ‘Ganga’ Gennaro e Niccolò con due ‘c’ Zappetti: amici e colleghi super impegnati.

Tornano le interviste doppie e, terminato di conoscere le giocatrici della prima squadra, diamo spazio agli allenatori del Mondo Sanga’s Tigers. Questa settimana parliamo con Raffaele Gennaro e Niccolò Zappetti, amici e colleghi super impegnati, dal momento che allenano più gruppi, sia femminili che maschili, spaziando dal MicroBasket ai gruppi senior.

Nome e soprannome/i:
R: Raffaele. Il soprannome l’ho ereditato da mio padre: dato che entrambi fin da piccoli eravamo paffutelli e di buona forchetta, ecco il nomignolo Ganga che in calabrese vuol dire guancia :).
N: Niccolò, con due c, i miei genitori ci tengono… Soprannomi tanti, a parte i diminutivi, vezzeggiativi o troncamenti del nome (Raffo mi chiama Ni). Uno di questi è cestistico, vi racconto come è nato: gli amici del mare che ho conosciuto al campetto, una delle primissime volte mi hanno chiesto quale fosse il mio giocatore preferito, risposta (per me) ovvia Chris Mullin. Da allora mi chiamano così, molti di loro credo ignorino tuttora che non sia il mio vero nome.
Poi ce ne sarebbero altri (Caiazzo, Busecca, California…) ma preferisco lasciare un alone di mistero sulla loro provenienza!
Quali e quante squadre alleni (anche da assistente)?
R: Bella domanda! Quest’anno tra istruttore, assistente e preparatore ho un bel po’ di squadre, alleno il gruppo del MicroBasket, due gruppi Scoiattoli, due gruppi Aquilotti, il gruppo degli Esordienti, nel femminile do una mano come tuttofare nei gruppi U14, U15 e faccio atletica alle U17..infine alleno la mitica squadra dei SangaPapà.
N: Quest’anno sono impegnatissimo! Sono capo allenatore nel settore maschile di due gruppi senior (Promozione ed UISP) e degli U13, mentre nel settore femminile sono assistente U14, U15 ed U17.
Come stanno andando i campionati?
R: Di quale squadra?!?! Scherzi a parte, stiamo vedendo moltissimi miglioramenti nei vari gruppi del Minibasket, posso dire che siamo sulla buona strada e che siamo a buon punto. Mentre con gli Esordienti stiamo andando benissimo, crescita costante in allenamento e vittorie corali in tutte le partite.
N: I campionati maschili stanno andando meglio delle aspettative, l’obiettivo è confermarsi nei gironi di ritorno e togliersi qualche altra soddisfazione!
Le squadre femminili partecipano ai campionati Elite e stanno facendo fatica, nelle ultime settimane sono arrivate delle belle vittorie, speriamo che siano di buon auspicio!
Dai un voto alla stagione:
R: Siamo a metà dell’opera e per ora mi/ci regalo un 7,5, anche se credo che a fine stagione questo voto migliorerà.
N: Preferisco dare un voto alla fantasia delle domande: 4! (L’Ufficio Stampa ringrazia 🙂 )
Da quanto alleni e perchè hai iniziato?
R: Ho iniziato a fare l’istruttore quasi per sbaglio tre anni fa perché volevo mettere in pratica non solo tutto quello che ho acquisito durante le mie esperienze da “giocatore” (parolona), ma sopratutto concretizzare il mio percorso di studio. Per chi non lo sapesse sono laureando in Scienze Motorie.
N: Questa è la terza stagione, ho iniziato per caso grazie a Dario (Lovino). Un giorno ero in ferie e ci siamo trovati per pranzo, lui poi doveva andare ad allenare con la Giorgia (Colombo) in una palestra vicinissima a casa mia, allora ho pensato “Ma sì dai, vengo anch’io”!
Prima di diventare allenatore sei stato anche un giocatore? Che tipo di giocatore eri?
R: Da piccolo giocavo sia a basket che a calcio, fino ai 13 anni, poi la passione per il manto erboso ha avuto la meglio sulla palla a spicchi, che nonostante tutto non ho mai abbandonato da spettatore. Come giocatore ero il classico rompiscatole, aggressivo, un piccolo Gattuso per intenderci.
N: Ho giocato e, quando le caviglie non scricchiolano, ci provo ancora. Ero un buon tiratore, secondo chi mi chiama Chris Mullin avrei potuto fare lo specialista in NBA, in realtà ho fatto fatica a (non!) trovare spazio in serie C…
Siete entrambi assistenti di Giorgia Colombo: descrivetela dentro e fuori dal campo.
R: Oooh la Giò, lei è così, sia in campo che fuori, una bomba ad orologeria, molto esigente ma allo stesso tempo sempre disponibile. La Giò è la Giò.
N: Giorgia ha una passione smisurata per questo gioco e trasmette alle ragazze un’enorme carica emotiva, riesce a creare con tutte loro un rapporto davvero speciale. In palestra le piace lavorare sui fondamentali e meno sulla tattica.
Fuori dal campo è una persona solare che pensa a divertirsi e fare casino!
Su quali aspetti del gioco o fondamentali ti piace lavorare in palestra e quali proprio, se potessi, lasceresti sempre al tuo assistente?
R: Per quanto riguarda i piccoli non dispiace la formula del gioco-sport aggiungendoci anche un pizzico di tecnica in più, mentre per quanto riguarda le grandi mi piace lavorare sulla difesa a differenza della nostra Giò.  Odio fare solo una cosa, arbitrare: ecco perché spesso lascio il compito alla mia cara assistente, scusami Ali.
N: Lascio volentieri ai miei assistenti la parte organizzativa, burocratica e di comunicazione… Non mi piace rincorrere le persone al telefono, mandare e-mail e così via, quindi apprezzate lo sforzo che sto facendo per scrivere qua!!!
Sul campo non ho preferenze, anzi.. Se c’è qualcosa che non mi piace, ci metto ancora più impegno per trovare/creare esercizi utili e divertenti.
Non ci sono aspetti del gioco che si possono trascurare!
Una passione extrabasket?
R: Amo il calcio e il Milan, come il coach Boninsegna sono un ottimo degustatore di Birre, mi piace ascoltare del buon vecchio Rock e adoro i Tatuaggi, ne ho un bel po’.
N: La mia versione eremitica/letargica si divide tra sport (in TV), serie (TV) e videogiochi (sulla TV). Però sono anche capace di socializzare ed uscire con gli amici.
Citazione preferita:
R: Ne ho tantissime anche se la mia preferita forse è la più semplice, quella che ho conosciuto tramite un cartone animato, HAKUNA MATATA.
N: “The saddest thing in life is wasted talent” (Robert De Niro in Bronx).
Weekend senza partite, che fate?
R: Senza partite??? Quando?! Dove?! Beh approfitterei per far un bel viaggetto per staccare un po’.
N: Esistono?! Dormo. Oppure mi dedico ad una delle passioni extracestistiche di cui sopra.
Descrivi l’altro come allenatore:
R: Io lo chiamo il Saggio, spesso risolve con tutta la sua calma i vari quesiti che il campo ci offre, è il simbolo del: non serve agitarsi, le cose si risolvono tranquillamente. Lo descriverei come il Coach Zen.
N: Io e Raffo abbiamo frequentato lo stesso corso per istruttori minibasket. Ha più esperienza di me con i piccoli e ci confrontiamo spesso sugli esercizi da proporre. Ha molta fantasia e riesce sempre ad unire l’utile (parte didattica) al dilettevole (per i bimbi). Grazie agli studi in Scienze Motorie, ha seguito la preparazione fisica di diverse squadre, un’altra sfera di conoscenze che gli invidio molto, oltre a quelle eno-gastronomiche della sua terra natìa.
Salutatevi:
R: Ciao Saggio!
N: I nostri saluti di inizio allenamento sono dei cenni del capo con lieve movimento sopracciliare, in genere di dissenso. Alla fine invece mi lascio andare ad un “Ciao RRRa (come il Dio Sole dell’Antico Egitto o comunque delle sue parti), buon rientro a Cornarédo!

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