FABIO PIZZUL: IL SANGA HA CAPITO LA VALENZA DEL TERRITORIO

Lo sport lombardo e milanese da anni è in difficoltà, attraversa un momento di impasse e di buio che sembra non aver fine e che si rispecchia anche nella crisi di Inter e Milan, le due squadre che dovrebbero essere l’espressione massima dell’intero movimento sportivo. La ricetta vincente per uscire dal guado di questo stallo e smarrimento la stanno dando quelle realtà sportive che gravitano come pianeti nella dimensione sportiva lombarda e stanno facendo un’importante lavoro sul territorio, come il Sanga diventato oramai un sinonimo di buone pratiche sportive. Anche Fabio Pizzul, giornalista, politico candidato consigliere Pd per la Regione Lombardia e cultore della materia Sport, si è soffermato con noi sul tema provando a dare la sua soluzione al problema.

“Il connubio tra territorio e sport a livello di squadre giovanili con una finestra sullo sport di vertice è vincente, perché lo sport ha da sempre legami molto molto stretti proprio con il territorio. Per molti il Sanga è impegnato in una zona problematica come quella di Via Padova, a Milano, in realtà il Sanga stesso ha capito che quella è una zona ricca di risorse e con il suo lavoro sta facendo si che lo sport non sia di plastica, ma un qualcosa che avvicina e aggrega. Il suo progetto è vincente perché non vuole diventare un modello, ma in quanto milanese fino al midollo, risponde di continuo alle sollecitazioni del territorio e dell’ambiente. Io parlerei di un metodo Sanga che con passione e un pizzico di follia ha capito che l’idea giusta è quella di un quartiere vivo che dialoga e rappresenta un bel progetto di comunità”. Il basket femminile con le sue tante squadre sparse per la Regione e le tante praticanti può essere proprio il motore trainante di un processo di rinnovamento.

“Si, è vero – continua Pizzul – il basket femminile suscita grandi entusiasmi in chi lo conosce e lo pratica, ma purtroppo fa fatica ad uscire dall’anonimato. Bisognerebbe rilanciare la bellezza del gesto atletico di queste ragazze e creare una bella rete su tutto il territorio lombardo che permetta a tutti gli addetti ai lavori di fare eventi e promozione di questo sport declinato al femminile. Serve un sistema basket con una gamba maschile e una femminile per costruire un modello Milano vincente anche in questo settore. Lo sport a Milano è in affanno soprattutto perché ha un problema legato ad impianti vecchi, poco innovativi e aperti al futuro a cominciare da San Siro. In questa città c’è grande voglia di sport ma la pratica è molto individuale e fatica a diventare una vera e propria comunità sportiva. Bisogna partire dal basso per riportare Milano ad uno sport di vertice grazie anche al suo indotto e alla sua enorme capacità di essere catalizzatore e propulsore di idee. Deve essere in grado di sfruttare anche il suo enorme potenziale comunicativo dato dall’avere media importanti. Il resto devono farlo tutte le società sportive mettendo insieme le forze e non litigando difendendo ognuna il proprio orticello. Nei prossimi anni servono investimenti mirati, non solo per qualche evento di vertice, ma sugli impianti e sullo sport di base e diffuso perché lo sport sia non un occasione di marketing ma un elemento strategico di sviluppo, un elemento trasversale di benessere per vivere bene”.

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