Normale Medio Grande

Under 19 un'annata DOC

GIOVANILI - 27/04/2010 00.01
Innanzitutto un grande applauso per le nostre Under 19 che hanno lottato per tutto l’anno e hanno raggiunto l’obiettivo di essere sicuramente tra le migliori dieci squadre italiane.

Arrivare terze in Lombardia è già un traguardo importante, perché è la Regione con più squadre e più atlete d’Italia, e la qualità tecnica nasce da una “quantità” che tutta l’Italia ci invidia. E laddove in alcune regioni esiste una sola squadra o due al massimo che raccolgono i migliori prospetti, sappiamo bene che in Lombardia le migliori ragazze giocano per molte squadre. Un sistema che migliora il livello tecnico dei campionati lombardi, e che permette a più squadre lombarde di disputare interzone e finali nazionali ad altissimo livello, anche se poi non sempre si riesce a vincere un titolo italiano, proprio e per lo stesso motivo: non tutte le ragazze migliori della regione giocano nella stessa squadra.

Di necessità virtù. Abbiamo finito la stagione senza il reparto lunghe [Pastorino, Surpi, Kruk, Zecchini] che, come in una cinica regia [persino l’infortunio a Francione che ne ha dimezzato l’impiego, nonostante abbia giocato stringendo i denti], ci sono state tolte una dopo l’altra per i più svariati motivi. Da ultimo la bronco-polmonite fulminea e imprevedibile di Alessia Sartori, a due giorni dalla partenza. Insomma un quintetto di tutto rispetto lasciato a casa.

Eppure non è per questo che abbiamo perso la finale con Napoli. Ma andiamo con ordine.

Partenza martedì 13 aprile, la sera, per arrivare di notte e affrontare il primo giorno di campionato, se possibile, più riposate. Ed è stato fantastico. Il gruppo è composto da 11 ragazze: Valentina Cerrato [94], Martina Cannarozzi [93], Elisa Pelachin [93], Cristina Danese [92], Alice Matteoni [91], Erika Francione [91], Arianna Pulvirenti [91], Alessia Pulvirenti[91], Ilaria Brino [91], Paola Masciaga [91], Arianna Caniati [91].

La mattina di mercoledì allenamento di rifinitura. Tanto tiro e un ripasso completo di tutti i nostri giochi e situazioni speciali, una riflessione sulle difese che avremmo potuto mettere in campo a seconda delle avversarie. Insomma tanta confidenza con il campo che avremmo calcato dalla sera di mercoledì, una partita al giorno, per tre indimenticabili giornate.

Fuori dal campo siamo quasi sempre in spiaggia, a guardare il mare, facciamo molte foto, anche una che ci piace molto: L’Onda Orange 

Arriva subito l’ora della partita e La Spezia, sponda Olimpia Termocarispe, ci aspetta con le sue giovani di talento. Diciamo subito che tutte le squadre presenti sono molto ben messe sotto canestro. Solo il confronto “fisico” è impari, ma rimarrà “impari”, appunto, solo la fisicità. Perché l’intensità che subito mettiamo in campo è superiore a qualunque altra compagine.

Con Spezia paghiamo l’emozione e l’adattamento alle loro lunghe. Sono ben messe in campo e sanno cosa fare, 13-14 Orange è il primo quarto. Ma già il secondo quarto indirizza la partita sui giusti binari. E’ un perentorio 4-15 per Milano, che viene incrementato nel terzo quarto con un rotondo 11-18. L’ultimo quarto serve solo a dosare le forze per il giorno dopo [12-6 Per Spezia] che rende meno amara la sconfitta per le Liguri.
Sanga Milano – Spezia= 53-40

Napoli spazza via Umbertide, che noi affrontiamo il giorno dopo. Sono molto più grosse e alte di noi. E noi giochiamo con nel cuore il disappunto perché Spezia ha sprecato l’occasione della vita. Ha raggiunto Napoli sul filo della sirena, nonostante un pessimo 1-6 ai tiri liberi nell’ultimo minuto. Avrebbe potuto vincere contro Napoli, e ci avrebbe messo nella condizione invidiabile di “fare calcoli” il giorno dopo. Il supplementare è il monologo di Bocchetti che regola da sola Spezia [12-2 pro Napoli].
Noi siamo consci che, forse, Napoli non è imbattibile. Ma dobbiamo prima superare Umbertide.
Le ragazze sono concentrate e giocano a mille all’ora. Questi i primi due quarti: 18-9; 18-3 e sul 36-12 cominciamo a pensare per davvero che solo Napoli ci divide da un’impresa memorabile: giocare la Finale Nazionale di Latina dal 17 al 21 maggio. Cominciamo a credere che ce lo meriteremmo. Abbiamo fatto vedere il miglior gioco del Torneo e, lo scopriremo dopo, la miglior difesa d’Italia di tutte le Interzone Under 19.
San Gabriele Milano-Umbertide=54-31.

Spezia regola Umbertide e si aggiudica il terzo posto. Tocca a noi.

Partiamo a razzo e le ragazze di Napoli non credono ai loro occhi: BUM! Zero a Sette per il Sanga!
8-15 prima e 11-17 il risultato alla fine del primo quarto per le milanesi.

Cediamo quattro soli punti nel secondo [13-9], ma cominciamo a far fatica a segnare. Al riposo siamo 24-26, in vantaggio di due preziosi punti.

Vantaggio che rimane alla fine anche del terzo quarto [10-10] per un 34-36 che ci da grandi speranze.

Nell’ultimo quarto paghiamo tutta la nostra inesperienza nel gestire una palla diventata troppo “pesante”. Sbagliamo tiri facili da sotto, perdiamo qualche pallone di troppo. Eppure la difesa organizzata di squadra ci tiene a galla a sei minuti dalla fine siamo ancora avanti, ma sarà l’ultimo nostro vantaggio. Sara Bocchetti sale in cattedra. Ecco cosa vuol dire aver giocato oltre 30 minuti di media a partita in serie A2 quest’anno, contro le briciole di minuti delle nostre che hanno scaldato [immeritatamente] la panchina tutto l’anno. Bocchetti e Cupido sapevano cosa dovevano fare e l’hanno fatto, insieme alle due di College Italia, insieme alla lunghissima Tramontano [16 punti per lei, immarcabile per noi]. Tre bombe consecutive ci tagliano le gambe. Abbiamo cambiato la difesa ma non è cambiata la loro esperienza. Sapevano cosa dovevano fare e l’hanno fatto, con semplicità. Il resto lo hanno fatto i tiri liberi nel finale.

Finisce la partita [41-48 per Napoli] e le napoletane fanno una festa indescrivibile, e hanno ragione. Non pensavano di vincere, sono incontenibili perché hanno visto in faccia l’onta dell’eliminazione da parte di una squadra [Milano] che ha fatto sua la miglior arma che poteva utilizzare: la forza del gruppo e l’organizzazione di gioco, nonostante le importanti assenze.

Il Sanga Under 19, quest’anno, è stato persino commovente nella sua forza dirompente, fatta di difesa aggressiva, corsa in contropiede e un tiro letale e mortifero dall’arco dei tre punti.

Ci rimangono molte soddisfazioni in questa lunga e travagliata annata [la vittoria su Biassono al supplementare, la vittoria con Costamasnaga, la sconfitta di misura con la Pool Comense, la vittoria sofferta al supplementare con Urago, la bellissima esperienza al Criterium Internazionale].

Ma soprattutto la soddisfazione più grande, avere dato l’anima per avere un’identità di squadra che addirittura molte squadre, anche senior, ancora se la sognano.

GRANDI RAGAZZE! E FORZA SANGA FOREVER
Un grazie a Chiara De Ponti che, ne sono certo, ci ha accompagnato a Pesaro…

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