San Gabriele Milano eventi: che successone al PalaIseo la tappa in rosa di Armani Junior Program con la serie A del Sanga e i campioni dell’EA7 Olimpia Milano Miroslav Raduljica e Milan Mačvan.

La terza tappa dell’Armani Junior Program, la prima tutta in rosa in Italia, ha fatto centro al PalaIseo. Già perché quello andato in scena sul parquet milanese lunedì pomeriggio dalle ore 17 alle 19 è stato l’evento dell’anno ben organizzato in collaborazione tra l’Olimpia Milano e il San Gabriele Milano che hanno deciso di coinvolgere tutti i centri  minibasket al femminile del territorio. E all’invito hanno risposto in tantissime: oltre 300 infatti le baby campioncine  che sono arrivate al PalaIseo con le rispettive divise di gioco in rappresentanza di molte società della zona

: dalle neroarancio padroni di casa del Sanga alle biancorosse del Geas Sesto, dalle azzurre di Corsico alle gialle canarine del Mojazza, dalle biancoblù dal Castel Carugate alle orange dell’Ardor, dalle reds del Milano Basket Stars alle pari età del Giussano e molte altre ancora accompagnate dai loro istruttori ma anche da tantissimi genitori tifosi che hanno poi seguito la manifestazione divertendosi sulle tribune. Dalle ore 17 tutte le giovani cestiste si sono così esibite insieme sul campo con il pallone in mano tra divertenti gimkane, percorsi e gare affiancate per l’occasione anche dalle giocatrici di casa del Ponte Casa d’Aste San Gabriele Milano di serie A2 fino all’ingresso sul parquet dei due grandi ospiti d’eccezione: i campioni della squadra tricolore in carica di serie A maschile, l’EA7 Olimpia Milano Miroslav Raduljica e Milan Mačvan.

Al loro ingresso sono stati accolti da un calorosissimo e variopinto benvenuto con tutti i minicestisti a bordo campo per dare il cinque ai due campionissimi che hanno fatto prima il giro del campo e poi giocato con loro: ”Per noi – hanno detto Miroslav e Milan – è un grande piacere essere qui con voi e soprattutto divertirci con voi giocando tutti insieme sul un campo di basket. E’ davvero una bella emozione stare qui  con voi”. Alla fine Miroslav e Milan hanno firmato autografi e magliette oltre a concedersi alle tante foto di rito e agli immancabili selfie

con tutte le ragazze e le società presenti. Anche grazie a loro il primo Armani Junior Program in rosa voluto in collaborazione con San Gabriele Milano ha davvero fatto… canestro!!!

 

 

MINIBASKET A TUTTA BIRRA

Week end molto intenso con diversi impegni per il nostro minibasket.
Sabato mattina, al Pala Iseo, gli Aquilotti 2007 Trotter guidati da coach Mariangelo e coach Pulvi hanno giocato contro la quotata formazione di Azzurini Niguardesi perdendo la loro prima partita di campionato per 5 tempi a 1.

Nel pomeriggio duplice appuntamento al Trotter: gli Aquilotti 2006(mix frigia + trotter) capitanati per l’occasione da coach Pulvi e coach Ferretti vincono 6 tempi a 0 contro San Pio giocando una delle migliori partite dell’anno.

Subito dopo gli Scoiattoli 2008 Trotter allenati da coach Chiara vincono 4 tempi a 1 contro Azzurri Niguardesi confermando il successo dell’andata.

 
Contemporaneamente in Frigia, coach Mipo e coach Pulvi hanno guidato gli Esordienti competitivo ad un’altra vittoria(10 di fila!!!!) contro Belk Basket School, rimanendo così ancora al comando della classifica.

 

 

 

 

 

Domenica invece al Pala Frigia scende in campo il gruppo di coach Sara Canova che vince una partita difficilissima per 3 tempi a 2 contro Cesate. A fine partita il commento soddisfatto di Sara:”Mix di bimbi per Aqui gialli con cesa frigia e trotter. Inizia la partita con con un lento risveglio ed infatti si perde il primo tempino. Ci si riprende e si  vince il Secondo ed il terzo. Sembra che la partita sia dalla nostra, ma gli avversari(cesate Asd) non demordono e vincono il quarto e pareggiano il quinto sul finale. I Sanga Tigers però rispondono da vere tigri e vincono l’ultimo tempino.

 


A seguire, in frigia, gli esordienti non competitivo con coach Pulvi giocano contro la formazione di Malaspina. Buonissima prestazione di squadra che ci porta a vincere 68 a 13.

 

 

 

Subito dopo  le nostre tigrotte di Frigia giocano una partita spettacolare e piena di emozioni che finisce con un pareggio nonostante anche un tempo supplementare. Molto soddisfatta coach Lorena della prestazione e dei miglioramenti delle sue ragazze

 

Anche il prossimo week end (11/12 febbraio) si prospetta molto ricco di appuntamenti, non ci resta da aspettare e allenarsi duramente per preparare al meglio il prossimo weekend.
Buon divertimento e sempre Forza SANGA!

Minibasket – Aquilotti 2005 secondi al Torneo Città di Trento!

Bellissima esperienza per gli Aquilotti 2005 targati Sanga’s Tigers (mix di bimbi provenienti dai centri  di Frigia, Trotter e Cesalpino) a Trento che sfiorano la vittoria finale, classificandosi secondi dietro ai pari età della Dolomiti Energia Trento. Ma vediamo com’è andata nel dettaglio.

7 le squadre partecipanti:
– Mb Gardolo
– Tezenis Verona
– Mb Trento
– Arcobaleno Basket
– Sanga Milano
– Bufali Cernusco sul Naviglio
– Virtus Alto Garda

Girone all’italiana con classifica finale, partite che durano 3 tempi da 6 minuti ciascuno.
I nostri bimbi, capitanati per l’occasione da Coach Mattia, si dimostrano carichi fin da subito (anzi fin dal giorno prima.. :D) e, per nulla stanchi dalla sveglia suonata presto, battono senza fatica il MB Gardolo per 3 tempi a 0 (1-13) (0-14) (0-16) con belle giocate di squadra e tutti i bimbi che rispondono “presente” a referto.

Breve pausa e altra partita, stavolta contro il basket Cernusco.
La partita si dimostra subito combattuta: il primo quarto ci vede vincitori mentre il secondo, nonostante una buona partenza, ci vede soccombere di 6 lunghezze. Il terzo e decisivo quarto ci vede vincitori, grazie ad un migliore gioco di squadra e di lettura delle situazioni di gioco.  (6-13) (14-8) (2-15)
Il morale è a mille, e il pranzo incombe: meritato riposo e quattro partite che aspettano i nostri bimbi nel pomeriggio (di cui 3 una in fila all’altra)

La prima delle partite pomeridiane ci vede affrontare la Tezenis Verona: nonostante il lauto pranzo i nostri bimbi non paiono appesantiti e vincono tutti e tre i tempi (1-4) (4-8) (4-8)
Breve riposo e arriva la prima delle 3 partite consecutive, che ci vede protagonisti contro la Virtus Alto Garda. Anche in questo caso vittoria 3 tempi a zero, con un gioco ormai rodato e a tratti spettacolare, con tutti e 12 i giocatori a referto. (4-28) (2-13) (3-24)

A seguire la partita contro Trento, che ha tutta l’aria di essere la sfida decisiva per il primo posto.
Il primo quarto ci vede vincitori per 6-4, mentre il secondo viene perso 2-8.
Nell’ultimo e decisivo quarto entrambe le squadre, stanche dalla giornata, hanno poco feeling con il canestro e si conclude in pareggio 2-2. Partita dunque pareggiata, ma vinta da Trento per differenza canestri 10-16.

L’ultima partita del giorno ci vede avversari dell’Arcobaleno Minibasket.
Primi due quarti vinti con il minimo scarto (entrambi 4-2) e passerella finale nell’ultimo quarto in cui i nostri avversari vengono travolti con il punteggio di 3-28.

L’unica speranza per arrivare al primo posto era data dalla possibilità che Cernusco battesse Trento, ma i Bufali non ci fanno il favore e perdono 2 tempi a 1.

Arriva così la premiazione finale, con premi per tutti i partecipanti (bellissimo spot per lo sport) e le foto di rito.

Soddisfatto Coach Mattia: “Nonostante la stanchezza i sorrisi dei bambini non si sono mai spenti e, anzi, sono stati resi ancora più lucenti dall’esperienza della giornata  trascorsa e dalla consapevolezza di essere un gruppo formidabile, anche grazie al lavoro degli istruttori di ogni gruppo in palestra e dal supporto delle famiglie, che si sono dimostrate ancora una volta parte integrante del lavoro effettuato durante l’anno. Voglio menzionare da ultima, ma non per importanza, la bellissima organizzazione del torneo: la formula del “girone all’italiana”, le premiazioni che hanno visto coinvolte tutte le squadre, il fascino del giocare al PalaTrento, i gadget forniti e il pranzo organizzato sono stati tutti piccoli pezzi di una bellissima giornata. Per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a regalare queste belle emozioni ai bambini.
È sicuramente un’esperienza da ripetere nei prossimi anni proprio per la positività e per il clima creatosi durante le ore in palestra.

Intervista doppia – La parola a Dario e Mattia

Questa settimana tornano le interviste doppie con una coppia imperdibile: Dario Lovino e Mattia Matteoni. Super impegnati con il minibasket e giocatori dei Tigers si raccontano in un’intervista davvero divertente!

Nome:‭
M: Mattia
D: Dario

Soprannome:
M: Svariati,‭ ‬dai diminutivi del nome‭ (‬Tia,‭ ‬Matti‭) ‬a‭ ‬“Figlio mio‭”‬ che non è proprio un soprannome ma un‭’‬apposizione,‭ ‬o molti altri che per questione di fascia protetta non posso spiegare.
D: Ne ho diversi: “Darione” perché fin da piccolo sono sempre stato un omone, quindi i miei compagni di squadra mi chiamavano così. Negli ultimi anni, in coppia col mio socio di intervista, sono “Figlio mio”. In realtà anche lui sarebbe “figlio mio”, quindi due figli e zero genitori!

Chi alleni e come va il campionato?
M: Un sacco di gente‭! ‬Fra poco prendo la residenza in Frigia‭!
Alleno i Pulcini‭ ‬Frigia‭ con ad Alice‭; ‬gli Scoiattoli‭ ‬Frigia‭ ‬con Dario da cui abbiamo tirato fuori due squadre ed entrambe stanno andando piuttosto bene‭; ‬gli Aquilotti‭ ‬Frigia‭ ‬sempre insieme a Dario che stanno andando molto bene‭; ‬gli Under17‭ ‬insieme a Laura che,‭ ‬nonostante alti e bassi ogni tanto regalano qualche soddisfazione e, infine, gli Under19‭ ‬con Roberto,‭ ‬che sono dei bravi ragazzi.
D: Dopo diversi anni passati a seguire le squadre under femminili assieme a Coach Giorgia Colombo, quest’anno alleno aquilotti e scoiattoli in Frigia, gruppi numerosissimi ma che stanno dando grandi soddisfazioni!

Come vi dividete il lavoro durante gli allenamenti‭?‬
M: Ormai abbiamo consolidato questa prassi:‭ ‬con gli Scoiattoli,‭ ‬che non sono mai meno di‭ ‬25,‭ ‬ci dividiamo sulle due metà campo lavorando autonomamente,‭ ‬dedicando l‭’‬ultimo quarto d‭’‬ora alla partitella.‭ ‬Con‭ ‬gli Aquilotti, invece,‭ ‬preparo io l‭’‬allenamento e ci dividiamo i compiti al momento,‭ ‬tenendo sempre un quarto d‭’‬ora per giocare.
Quindi direi che il lavoro è diviso‭ ‬50/50.‭ ‬Facciamo‭ ‬55/45‭ ‬va!
D: Siamo ben organizzati, con i 30 Scoiattoli ci dividiamo in due gruppi sulle due metà campo, organizzando un allenamento mirato in base alla diversa esperienza dei mini-atleti. Per gli Aquilotti mi affido alla sapienza di Mattia che prepara sempre ottimi esercizi da mettere in pratica assieme.

Perché hai iniziato ad allenare?
M: Come tutti,‭ ‬per passione.‭ ‬Poi dopo due anni in cui andavo principalmente per dare una mano mi sono iscritto al corso e sono diventato‭ “‬ufficialmente‭”‬ istruttore minibasket.‭ ‬Ne approfitto per ringraziare le persone con cui ho allenato in Frigia in questi anni:‭ ‬Ramon,‭ ‬la Giò,‭ ‬Dado,‭ ‬Luca,‭ ‬Mipo e tutto lo staff minibasket attuale.
D: Credo di avere iniziato andando ad aiutare a tempo perso l’allenatore della squadra di mio fratello. Poi evidentemente portavo cosi bene coni e cerchi che mi hanno proposto di farlo seriamente! Ho iniziato ad allenare quasi 10 anni fa in via Mattei gli Scoiattoli, che ora guidano la macchina e mi fregano il posto in squadra!

Descrivi l’altro in tre parole:‭
M: Alto,‭ ‬burlone,‭ ‬cinefilo.
D: Creativo, imprevedibile, affidabile.

Cosa pensi dirà di te?
M: ‬Ho paura tiri fuori qualche perla delle sue.
D: Qualche insulto amorevole.

Cos’è per te il mondo Sanga’s Tigers?
M: È‬ una grande famiglia,‭ ‬ed essendo una famiglia ci vogliono un grande dialogo‭ ‬ed una grande coesione‭ ‬affinché tutte le parti‭ (‬in questo caso settore maschile,‭ ‬femminile e minibasket‭) ‬vadano d‭’‬accordo.‭ ‬Direi che ci stiamo riuscendo egregiamente.‭
D: Un mondo dove tutti, dagli allenatori, ai dirigenti, ai giocatori e le famiglie condividono la passione per la pallacanestro e per i principi morali ad essa collegati.

Sei anche un giocatore, oltre che un istruttore?‬
M: Gioco,‭ ‬e sono allenato da coach Blatt(a‭)‬,‭ ‬ovvero Nick.
Il campionato‭ (‬Uisp Golden League‭) ‬è abbastanza impegnativo e sta andando maluccio‭ (‬al momento siamo ottavi su dieci squadre‭)‬,‭ ‬ma l‭’‬importante è pur‭ ‬sempre divertirsi e andare a fare una cena di costine all you can eat anche dopo una sconfitta di‭ ‬40‭ ‬punti.
Per chi legge e vuole venire a vedere del bel basket giochiamo le partite casalinghe in Frigia la domenica sera alle‭ ‬19.30.‭ ‬Visione sconsigliata agli stomaci deboli.
D: Gioco nel Tigers Uisp, squadra che l’anno prossimo compirà 10 anni e della quale mi reputo, assieme a Mattia, il fondatore morale.
Quest’anno ci siamo qualificati per il campionato golden per la prima volta nella nostra storia e stiamo pagando un po di inesperienza; a vittorie esaltanti alterniamo imbarcate clamorose. Ma la cosa fondamentale che ci rende sempre felici é descritta nella prossima domanda.

Post partita:‭ ‬dove, come, con chi‭?‬
M: Anche se mi prendono in giro perché a volte‭ (‬soprattutto dopo le partite casalinghe‭) ‬latito,‭ ‬il post-partita/allenamento tipo è andare dalla mitica Ile allo Sporting a bere una birra‭ (‬o anche due o più in caso di sconfitta pesante‭)‬.
Anche se ultimamente‭ (‬e per la linea non è proprio un bene‭) ‬si sta virando verso altri orizzonti come all you can eat sushi,‭ ‬costine,‭ ‬iguanodonti e similari.
D: Il motivo che spinge noi giocatori amatoriali a presentarci in palestra anche se in TV c’è la Champions League (problema che essendo milanista non si pone) o il cinema a 3€ é il post partita/allenamento. Solitamente il gruppetto dell’uscita post é capitanato dal sottoscritto, da coach Zappetti e dall’intervistatrice, che raccolgono le adesioni dei lavoratori da ufficio che molto spesso si rifugiano dietro a un “io domattina mi alzo 7 e non alle 10 come voi”. Alla fine 5-6-7-8 persone ci sono sempre: si parla di tutto, si mangia di tutto e non si beve di tutto (mammoletta chi prende la Coca).

Chi è per te l’altro‭?
M: momento Kleenex on -‭ u‬n vero amico,‭ ‬con cui ho passato‭ (‬e passerò,‭ ‬spero‭) ‬momenti indimenticabili,‭ ‬una persona su cui fare cieco affidamento e una delle più importanti della mia vita –momento Kleenex off,‭ ‬se esauriti ripetere l‭’‬operazione.
D: Ci conosciamo e frequentiamo da quando siamo all’asilo, quindi lo reputo come un fratello ormai.  Facciamo le vacanze insieme, i sabato sera insieme, purtroppo anche la doccia insieme dopo gli allenamenti, quindi più stretti di cosi non si può!

Per cosa lo prendi in giro più spesso?
M: Perché non porta le paste all’allenamento dopo aver preso il tecnico e, visto che la cosa accade con una certa frequenza, a fine dell’anno sarà costretto ad ordinare un servizio catering a cui tutti i lettori di questa intervista saranno invitati. E poi lo prendo in giro per la sua fobia per gli insetti. E perché non sa la Geografia, quello mi manda in bestia.
D: Solitamente ci prendiamo in giro per un sacco di cose: dai suoi approcci con le ragazze, al suo modo di guidare, alla sua diplomazia variabile, ma le cose più divertenti sono: minacciarlo inseguendolo con un pezzo di grana (ha la formaggiofobia) e cercare di attraversare piazza del duomo insieme a lui (piccionifobia), sono sempre risate assicurate!

Aneddoto o ricordo divertente dei vostri anni nei Tigers:
M: Ne racconto due:‭ ‬proprio riguardo alla fobia per gli insetti un mio vezzo è,‭ ‬ogniqualvolta ne trovo uno,‭ ‬tirargli addosso insetti mentre si fa la doccia.‭ ‬Quest‭’‬anno a Trezzano dopo la partita‭ (‬ovviamente persa‭) ‬ha passato un brutto quarto d‭’‬ora con‭ ‬una cimice.
Il secondo,‭ ‬invece,‭ ‬è accaduto qualche anno fa,‭ ‬non in partita o allenamento bensì al campetto.‭ ‬Durante un torneo al campetto di Piazza Farini,‭ ‬dopo un mio canestro segnato mi dice:‭ “‬Bravo,‭ ‬figlio mio‭”‬ un avversario ci guarda e,‭ ‬nonostante io e Dario abbiamo soltanto un anno di differenza,‭ ‬esclama:‭ “‬Ma è veramente tuo figlio‭?”.
D: Quattro anni fa abbiamo vinto una partita al supplementare perché gli avversari erano usciti tutti per 5 falli. La cosa incredibile é che 5 contro 2 eravamo ancora 80 pari e loro in due erano riusciti, poco prima, a farci canestro facendo rimessa dalla parte opposta del campo. Cose incredibili!

Come ti vedi fra‭ ‬5‭ ‬anni‭?‬
M: Con meno capelli,‭ ‬ma più saggezza.
D: Fra cinque anni mi vedo con un lavoro, una casa mia, qualche responsabilità in più ma la stessa voglia di fare e divertirmi!

Cosa vi piace fare nella vita quando non siete in palestra?
M: Mi piace cucinare (specialità: dolci, pasta fresca e pollo al curry), uscire con gli amici (che ahimè comprendono anche Dario) e fare il giudice alle gare di dressage. Una delle tre è falsa, sta a voi lettori indovinare quale!
D: Il basket é una grande passione ma non é tutto: ho una laurea magistrale in psicologia del lavoro, quindi a breve (speriamo) toccherà anche a me puntare la sveglia alle 7 del mattino. Tra le mie passioni anche il calcio, fantacalcio (dove combatto con Mattia e coach Zappetti) e, come il peggiore dei bambini, possiedo una collezione di quasi 1000 videogiochi!

Salutatevi‭:
M: Uè.
D: Figlio mio, sushi domani? O torneo alla Wii a casa tua?

Intervista doppia M&M: Mipo e Maro si raccontano.

Questa settimana abbiamo pensato di esplorare il mondo del Minibasket in Orange e come bersagli dell’intervista doppia abbiamo scelto Mipo e Maro. Ecco cosa ci hanno raccontato di loro, tra palla a spicchi e tempo libero, con una buona dose di ironia e tanta simpatia!

Nome:
Ma: Mariangelo.
Mi: Mipo (e guai se scrivi qualcos’altro)!
Soprannomi:
Ma: “Maio” per gli amici di Codogno. Qualcuno, tra i più intimi, azzarda “Il (come usanza lombarda vuole) Mago”.
A Milano -e proprio per colpa della Mipo- sono costretto a girarmi anche se mi chiamano “Mari”, ma da qualche tempo -e questa volta per merito del Raffo- si sta diffondendo anche “Maro”. Inutile dire che preferisco la seconda versione: calabbbrese e virile.
Mi: quando ero piccola mia sorella al posto di Mariapaola diceva Pimipi (quando sono nata lei aveva un anno e mezzo). Poi e’ diventato Mipo. E da allora sono Mipo per tutti. Se mi chiamano Mariapaola non mi giro nemmeno!
Quali e quante squadre alleni:
Ma: Alleno tutto ciò che passa al Trotter (assieme a Chiara), in Bottelli e in Rinaldi (assieme a Jonathan); dai Pulcini agli Aquilotti. In campionato mi sto divertendo alla testa dei 2004 e 2005.
Mi: Alleno tutti i gruppi minibasket di Cesalpino, a partire dall’annata 2008 fino agli Aquilotti 2004. Al mio fianco c’è il mio fidato assistente Raffo. Insieme andiamo alla grande secondo me, io mi trovo davvero bene! Insieme alleniamo anche la squadra Esordienti maschile, annata 2003.
Da quanto alleni e perché hai iniziato:
Ma: Alleno da 13 anni. Ne avevo 19 e da poco mi ero iscritto a Scienze Motorie quando mi hanno chiesto di tenere un gruppo di bimbi dalla III elementare alla III media nella palestrina di San Rocco al Porto. Poi Piacenza, Bologna e Milano.
Mi: Alleno ormai da 7 o forse 8 anni. Ho iniziato un po’ per caso in università… Ho dovuto affrontare l’esame di basket con il prof. Mondoni e mi sono appassionata un sacco. Da lì ho deciso di frequentare il corso per diventare istruttore minibasket e, appena mi sono trasferita a Milano, ho iniziato subito ad allenare. È la mia passione!
Descriviti in tre parole:
Ma: Uh mamma, mi chiedi un doloroso sforzo di sincerità: egocentrico, permaloso e lascivo.
Mi: Esigente (prima di tutto con me stessa), ironica, indipendente.
Descrivi l’altro in tre parole:
Ma: Ora, invece, si tratterebbe di un doloroso sforzo di sintesi: impossibile descriverla in tre parole, non basterebbero le recensioni dei critici d’arte delle maggiori testate giornalistiche nazionali. Prendo in prestito Omero: “un virgulto di palma nel minibasket”.
Mi: hippy, saggio, galante.
Una caratteristica che gli/le invidi?
Ma: Senza dubbio quel suo tiretto a due mani dal petto, mutuato dal ruolo di alzatrice della pallavolo, che però sa sfoggiare nei momenti in cui nessuno se lo aspetta e lascia tutti basiti per aver segnato da qualche metro dietro la linea dei 3 punti. Per bravura/fortuna è seconda solo alla nostra Giorgina, che è riuscita a segnare da centrocampo di fronte a 400 bambini, altrettanti genitori e alle telecamere del TGR durante la visita degli Harlem Globe Trotter al PalaGiordani.
Mi: La capacità di porsi sempre alla giusta distanza dalle cose, dalle situazioni. Questa distanza permette di rivedere la situazione in chiave critica. Io molte volte mi faccio troppo coinvolgere dalle situazioni. Di lui invidio molto anche la barba!
Su quali aspetti/fondamentali ti piace di piu lavorare in palestra?
Ma: Trattandosi di Minibasket non è importante il Cosa, ma il Come. Se è ancora lecito separare i due aspetti, si può dire che la Forma preceda il Contenuto.
Mi: Con i più grandi, ed è il primo anno che mi avventuro un po’ più nel “basket”, dal punto di vista cestistico mi piace lavorare sulla tecnica e sulle collaborazioni, offensive e difensive. Credo che però noi istruttori siamo prima di tutto degli educatori e dobbiamo rendere la palestra una scuola di vita: mi piace insegnare ai miei bimbi a stare in gruppo, a giocare insieme rispettando le regole, a coltivare una passione, a formare una vera squadra. Certo, è molto difficile ma io e il mio supercoach Raffo facciamo davvero del nostro meglio!
Una tua passione extrabasket:
Ma: Il trombone. Provo a dedicare allo studio una buona parte del mio tempo libero: suono a casa, in palestra o sulle rive del Po.
Mi: beh la pallavolo, quella giocata intendo! Allenare pallavolo è davvero noiosissimo!!!
Weekend senza partite, che fate?
Ma: Cerco prima il Festival Jazz e poi la località verso cui partire: a novembre sono stato a quello di Berlino, in occasione del prossimo Carnevale Ambrosiano sono indeciso tra i Ping Machine a Parigi o Miguel Zenon a Pisa.
Ormai unire viaggio e concerto è diventata un’abitudine tale che gli amici, quando torno dalle vacanze, invece di chiedermi dove sono stato, saltano un passaggio e chiedono: “Chi suonava?”.
Mi: Al momento il sabato ho un corso in università ma altrimenti appena ho tempo volo in Liguria!
Cosa ti rende orgoglioso delle tue squadre?
Ma: Martedì, giovedì e venerdì finisco alle 20:10 piuttosto che le 20:00. È un orariaccio per i bimbi di 9-10 anni, ma mai nessuno che vada via prima, anche se da sotto il soppalco della palestra Trotter si sentono gli stomaci dei genitori brontolare. E forse non solo quelli.
Mi: Il fatto che siano dei gruppi affiatati, che in palestra si respiri aria positiva.
Caratteristiche fondamentali di un buon istruttore?
Ma: Costruire, mantenere, rinnovare e migliorare il gruppo; valorizzare il talento; dare l’opportunità di confrontarsi anche all’ultimo arrivato; avere una riserva inesauribile di fantasia.
Mi: Beh credo il possedere competenze. Non parlo solo di quelle tecniche ma anche e soprattutto di quelle educative, sociali e relazionali.
Citazione preferita?
Ma: «Posso permettermi di farle una domanda?… Poi gliene farò altre, di altra natura… Nei componimenti d’italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?».
 «Perché aveva copiato da un autore più intelligente».
 Il magistrato scoppiò a ridere. «L’italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica…».
 «L’italiano non è l’italiano: è il ragionare» disse il professore. «Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto».
 La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passò a un duro interrogatorio. Tratto da “Una storia semplicedi Sciascia.
Mi: “Non chiederti cosa la tua squadra puo’ fare per te, ma cosa tu puoi fare per la tua squadra”. Questa per quanto riguarda l’ambito sportivo; ma mi piace anche “Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza” tratto da “Il Piccolo Principe”.
Salutatevi:
Ma: Ciao Sciupy, se mi saluti con Mari o Maryboy ti auguro un improvviso attacco diarroico prima della prossima partita.
Mi: ciao Marijblade! Tvb!

1° torneo sangahdemy -torneo shy-

Si è svolto domenica 23 novembre sul parquet del PalaGiordani, prima della partita di Serie A2 femminile tra Il Ponte Casa d’Aste Sanga Milano e il Basket Castel Carugate (ricordiamo la vittoria per 71-68 dalle ragazze in orange di Coach Franz Pinotti), il 1° Torneo SangaHdemY, Torneo SHY, un torneo interno tra le squadre Aquilotti, formate da mini-atleti nati nel 2004 e nel 2005, dei diversi centri in cui è attivo il nostro Minibasket.
L’evento, guidato dai nostri Istruttori Mariangelo, Mipo, Raffo, Mattia, Chiara e Alice, ha visto la partecipazione di 6 squadre, suddivise in 2 gironi: nel girone A  Trotter ’04, Frigia e Bottelli; nel girone B Trotter ’05, San Giuseppe e Cesalpino.
Dopo una  prima fase a gironi, svoltasi sui due minicampi creati appositamente nel palazzetto dallo Staff, si sono poi svolte le tre ‘finali’ in base alla classifica dei due gironcini. Questi i risultati:
Girone A: Trotter 04 – Frigia 8-4; Trotter 04 – Bottelli 5-7; Frigia – Bottelli 3-9
Girone B: Trotter 05 – SanGiu 7-5; Trotter 05 Cesalpino 5-7; SanGiu – Bottelli 3-9
Finale V – VI: SanGiu vince contro Frigia
Finale III-IV: Trotter 04 vince contro Trotter 05
Finale I – II (a tutto campo): Cesalpino – Bottelli 7-5 (ricordiamo una spettacolare tripla di Alessandro Forghieri per la Bottelli allo scadere del primo tempino).

Dopo il torneo merenda e festa per tutti in attesa del match di Serie A.
Le due squadre finaliste hanno poi partecipato attivamente alla partita delle ragazze più grandi: la seconda classificata ha accompagnato le giocatrici durante la presentazione e ha fatto l’urlo prepartita con loro; la squadra vincitrice (la squadra di Mipo) è stata premiata e presentata durante l’intervallo. Durante l’incontro invece tutti i bimbi hanno partecipato al tifo guidato dalla Gradinata Agitata, chi in piedi, chi seduto, chi arrampicato sulle transenne per essere più vicino al campo.
Dati i 2 punti preziosi conquistati dalle ragazze della prima squadra, il SangaMondo ha potuto festeggiare una doppia vittoria: quella sul campo contro Carugate e quella di aver riempito di mini-tifosi le tribune del PalaGiordani. Tanti infatti i bimbi e le famiglie che hanno deciso di fermarsi in palestra per supportare le orange, in un clima di festa, coesione e amicizia.
Dal nome del torneo (eh già, shy, oltre a essere l’acronimo del nome del torneo, in inglese vuol dire ‘timido‘) lo Staff ha pensato di creare una simpatica iniziativa che vedrà coinvolti tutti i bambini del minibasket per dimostrare, attraverso le parole dei mini-atleti stessi, che il gioco-sport del minibasket è il migliore antidoto contro la timidezza e che davanti alla palla a spicchi la grinta e la voglia di fare hanno sempre la meglio. Stay Tuned!!