Sanga quanti errori! Vicenza ringrazia e sbanca il Cambini, 45-65

Esordio casalingo amaro per Il Ponte Casa d’Aste Milano che cade contro Vicenza pagando un primo quarto da cineteca degli orrori. Troppa tensione ed eccessiva precipitazione che regalano di fatto 15 minuti alle venete che ringraziano scappando sul più 20. Tardivo il risveglio Orange che partorisce piccoli parziali senza però mai rientrare realmente in partita nonostante il sorprendente recupero lampo, dall’infortunio, di Sara Canova. Sberla che potrà essere salutare in vista della dura trasferta di Udine dove le ragazze di coach Franz Pinotti dovranno ritrovare gli equilibri e la forza mentale vista a Selargius. Da rimarcare invece la splendida cornice del Cambini, colmo di passione con i ragazzini del minibasket che hanno incitato sino al 40′ le loro beniamine garantendo, nonostante la sconfitta, uno straordinario clima di festa.

CRONACA – Partenza letargica da entrambe le parti, attacchi macchinosi che partoriscono poco a nulla. Vicenza fa qualcosa in più nel mini parziale iniziale, 4-0 confezionato da Ferri e Brcaninovic, risponde finalmente Guarneri con un promettente 2+1. Resta l’unico acuto Orange per oltre 10 minuti, le ospiti prendono il largo ancora con la giovane stella bosniaca (26 alla sirena finale), il più 21 (7-28) di metà secondo periodo suona come un KO anticipato per le padrone di casa. Coach Pollice si gioca la carta a sorpresa Canova, una tripla tutta energia di Giulietti rianima il calorosissimo pubblico milanese, 16-33 all’intervallo. Dopo la pausa lunga una rabbiosa fiammata di Canova (8 punti filati) regala l’ultimo brivido Orange, 30-41. Ancora una volta i troppi, banali, errori da sotto, conditi da diverse amnesie difensive, rilanciano le quotazioni della VelcoFin che prende di nuovo il largo. Inutili i tentativi di Rossi e compagne di rientrare nel match, ancora Brcaninovic chiude i giochi, 30-50.

PINOTTI.Una partita di basket è come una partita a scacchi. E non stare seduti al tavolo rende più difficile muovere i pezzi. Mi vergogno dei primi due quarti per l’atteggiamento con cui ci siamo presentati in campo. Me ne assumo tutte le responsabilità, dato che sono il loro allenatore, e per questo chiedo scusa per non avere rappresentato al meglio una via, un quartiere e una città che meritano un cuore molto più grande di quello mostrato stasera. Ringrazio gli 80 bambini presenti per il loro meraviglioso sostegno. Spero di riuscire a vederli tutti ancora festanti, come oggi, sin dalla prossima partita, e di poterli far divertire con una squadra ed un gioco molto, molto, diverso”.

IL PONTE CASA D’ASTE MILANO – VELCOFIN VICENZA 45-65 (3-17, 16-33, 34-52)
Milano: Pozzecco 5 (1/6, 1/1), Martelliano 4 (1/9), Novati (0/1, 0/2), Picotti 4 (2/9, 0/5), Guarneri 12 (5/9); Canova 10 (0/3, 2/4), Rossi 4 (2/2, 0/2), Giulietti 4 (0/1, 1/1), Grassia 2 (1/2), Quaroni, NE: Trianti e Perini. All. Pollice.
Vicenza: Destro M 2, Monaco 5, Destro F. 5, Brcaninovic 26, Stoppa 11, Ferri 12, Santarelli 2, Zanetti 2. All. Chimenti.
Tiri da 2: M 12/41, V 12/37; tiri da 3: M 4/15, V 9/14; tiri liberi: M 9/15, V 14/14; rimbalzi: M33 (off 13, Picotti 9), V 40 (off 13, Brcaninovic 10); assist: M 14 (Pozzecco 6), V 14 (Mingardo e Santarelli con 3)

Pinotti, la Scuola Sanga Milano e il Femminile a 360°

Agosto, ma c’è chi non stacca mai la spina e lavora già per la prossima stagione che è alle porte. Approfittiamo per sentire da una voce autorevole, il pensiero educativo del Sanga. A volte può far bene fermarsi, anche solo per un attimo, a riflettere e scambiare idee. Mettendo nero su bianco, ci si sforza di presentare un metodo che può anche essere non condiviso, ma sicuramente permette di applicarlo e migliorarlo, molto più di tante parole campate in aria.

Coach Pinotti ha voglia di spiegarci in cosa consiste la Scuola Basket del Sanga Milano?
Partiamo dal minibasket, principale fonte e motore di ciò che viene dopo. Abbiamo per la maggior parte tutti Laureati in Scienze Motorie e/o Istruttori Nazionali. Maschile e Femminile insieme fino a produrre gruppi solo maschili e solo femminili, sin dalle Libellule, alle Gazzelle per finire il percorso elementare con la categoria Esordienti. Chiediamo ai nostri Istruttori che le ragazze escano dal percorso di minibasket con una serie di caratteristiche psicofisiche basate sul cognitivo, ma anche sull’apprendimento dei fondamentali di pallacanestro eseguiti già secondo uno stile che, pur rispettando la fascia di età evolutiva, dia quei primi rudimenti indispensabili per non ricominciare tutto da capo nella prima categoria di pallacanestro che è l’U13. Certamente la capacità di anticipazione e scelta viene da noi enfatizzata in particolar modo, perché crediamo al metodo del “problem solving” sin da piccoli. Non abbiamo bisogno di automi esecutori, quanto di essere pensanti e intelligenti che abbiano la libertà e la capacità di scegliere cosa è meglio per risolvere un problema di gioco che si presenta all’improvviso. Il nostro è un gioco situazionale in evoluzione temporale.

Cosa succede dall’U13 in avanti?
Dal punto di vista dei risultati succede che magari i nostri gruppi di minibasket che fino all’anno prima rifilavano dei “ventelli” alle loro pari età, cominciano a soffrire le società cosiddette “blasonate” che in questa categoria fanno incetta del circondario e oltre, per colmare quelle lacune che non sono riuscite a colmare con il lavoro in palestra. E qui comincia la forbice tra le società che lavorano reclutando e basta e le società che (minibasket o non minibasket) assemblano talenti prendendole già pronte a destra e a manca, con un grosso lavoro di “pubbliche relazioni” che supera e sopravanza il lavoro in palestra. Su questo punto al nostro interno abbiamo deciso di “fondere” le due pratiche: 1) continuare a far crescere le nostre “bimbe” senza disperderne nessuna e 2) provare a ricercare talenti che davvero ne valgano la pena, che possano rafforzare i gruppi già esistenti, aiutando anche il gruppo stesso a migliorare. Di certo, questo è sicuro, non ne perdiamo nessuna delle nostre. Perché il nostro patto con i genitori e le famiglie è sacrosanto. E non c’è stellina che tenga, che possa obnubilare la buona pratica del far innamorare le ragazze di questo meraviglioso sport. Qui noi non svendiamo l’anima alla dea Vittoria. Proviamo a costruire persone, oltre che giocatrici, pur sapendo che anche noi abbiamo una squadra di vertice in serie A, che necessità di qualità fatta in casa.

Tutte le categorie del settore giovanile hanno quindi ugual valore e stessi obiettivi?
Tutte le categorie del nostro settore giovanile hanno pari dignità e lo stesso diritto a essere considerate il centro dei nostri obiettivi di formazione e crescita. C’è una progressione scolastica con obiettivi e metodi tarati sull’età e sulle capacità. Ma se nell’U13 e U14 perseguiamo la formazione del gruppo squadra, con grande attenzione alla crescita dei fondamentali individuali e di squadra, senza puntare alla “vittoria” a tutti i costi; nelle categorie cosiddette “elite” U16 e U18 proviamo a fare selezione per privilegiare un lavoro che porti la maggior parte delle nostre ragazze ad essere pronte per un campionato senior di alto livello. E questo significa provare a uscire dalla Lombardia per aumentare l’esperienza formativa, sino a spingerci al confronto con le migliori scuole italiane ed europee. Negli ultimi anni le nostre giovani hanno viaggiato per l’Europa, oltre che ospitare selezioni provenienti dalla Spagna, Francia, Ungheria, Bulgaria, Lettonia, Svizzera, Russia e scuole dell’Est in genere. Noi crediamo molto all’esperienza del confronto per imparare e crescere.

Non ci ha ancora parlato del gruppo U20, che pur tanto ha vinto negli ultimi anni…
Vincenti certamente, ma l’U20 è il termine di un percorso giovanile che introduce il percorso senior. Non è un caso se negli ultimi anni la nostra prima squadra di serie A contempla nel roster quasi per intero le migliori ragazze del gruppo U20. E’ il corretto percorso secondo il nostro pensiero, che porta le nostre giovani a confrontarsi gradualmente e secondo le proprie capacità del momento, in categorie “adulte” che ti insegnano ciò che il giovanile non potrà mai insegnarti: quella furbizia, malizia che solo l’esperienza senior ti può insegnare. Anche prendere quella giusta dose di “legnate” legali, aiuta il percorso. Ed ecco perché le nostre ragazze giocano praticamente su tre fronti:

1) U 20 con obiettivo Finali Nazionali ogni anno, per concludere il percorso giovanile con un lavoro di alta qualità che miri all’Eccellenza;

2) un campionato senior regionale (per noi quest’anno la serie C con l’obiettivo di vincere e salire in B) dove incontrare ottime atlete magari non più tanto giovani ma che, in quanto a malizia e furbizia, hanno ancora tanto da insegnare. Parliamoci chiaro, se hai un gruppo di qualità U20, alcune partite giovanili non insegnano nulla, perché vincere di 40/60 punti non affrontando problemi da risolvere, non serve assolutamente a nulla. Mentre affrontare partite di serie C o B, e parliamo di Lombardia naturalmente, insegna a molte ragazze a “svegliarsi” e tirar fuori quel carattere che sarà indispensabile avere per competere a livello di serie A. Non puoi improvvisarti campionessa se non hai fatto un certo tipo di gavetta. Di vere campionesse “nate pronte” come per esempio Cecilia Zandalasini (che pur è passata giovanissima dalla A2, prendendo anche sane e terapeutiche legnate, prima di entrare in pianta stabile in A1) se ne contano sulle dita di una mano, il resto ha bisogno di crescere giocando con la possibilità di muoversi secondo una progressione intelligente. Insopportabili sono alcune dichiarazioni o filosofie di pensiero di alcuni cosiddetti addetti ai lavori (più di partito preso che razionali), molto da “puzza sotto il naso” … che snobbano le serie senior regionali. Soprattutto in Lombardia, infatti, la qualità è quella giusta per una giovane che vuole crescere;

3) la serie A2 è il campionato perfetto per una giovane di qualità che voglia crescere. Ma anche gettare nella mischia una giovane a questo livello, senza l’adeguata preparazione psicologica, fisica, tecnica e mentale, significa aumentare il rischio di perderla per sempre. Il processo inibitorio del “allora non sono capace”, nel mondo femminile è sempre dietro l’angolo. E la percentuale di ragazze che smettono è sempre troppo alta, per lasciare a superficialità e pressapochismo il comando delle scelte. Occorre pazienza e gradualità. E in un mondo di consumisti come il nostro, te lo assicuro, questo è il percorso più difficile. Ancora oggi ci sono fenomeni da bar che ripetono concetti desueti del tipo : “ … e ma se a 17 anni non sei pronta per una serie A, è meglio che lasci perdere…” Dimenticandosi che di Meneghin, Macchi e appunto Zandalasini ne nascono una ogni tot anni … con buona pace di tutto quel mondo di sensibilità, gradualità, insegnamento, quella volontà di fornire sicurezze e certezze che fortificano, anziché giudizi che distruggono la persona prima ancora che la giocatrice… e qui i peggiori nemici sono, purtroppo oltre ad alcuni allenatori, anche alcuni stessi genitori che vorrebbero la propria figlia arrivare senza patire piccole e/o grandi amarezze-delusioni che fanno invece parte della Vita adulta.

Noi da quest’anno apriremo il Sanga Lab per tutto il giovanile, fatto si anche di studi statistici a tutto tondo sulle giocatrici della prima squadra, ma di studi video sulla tecnica di tiro per tutte le categorie, in funzione di un lavoro individualizzato che miri ad accorciare i tempi di apprendimento secondo il concetto che “… se vedo i miei errori, li correggo più facilmente… “

Sgombro subito il campo da ipocrisie, aggiungendo che in questa categoria noi cerchiamo, ogni anno, un paio di giocatrici “esterne” che ci aiutino ad aumentare il tasso di talento là dove ci difetta. Fornendo in cambio un percorso di formazione senior che contempli un investimento da parte nostra, in tempo individuale dedicato nel gruppo di serie A2, per quelle giovani che vogliono accrescere il proprio bagaglio introducendosi, adesso e subito, dagli allenamenti alla partita, in un livello alto del campionato di serie A2. Per noi questo è un investimento. Queste ragazze non sono nostre, ma diamo loro la possibilità di mettersi alla prova. Spesso queste atlete sono ritornate alle società di appartenenza portando in dote con se preziosi NAS : Claudia Colli, Ludovica Rossini, Cecilia Albano e Ilaria Zinghini tra le ultime giocatrici da noi lanciate in serie A, ma tante altre ancora come Ruisi, Rossi, Guarneri , Montuori, Gatti Valentina, Canova ecc…

Se le ragazze arrivano a costo zero, tornano alle rispettive società di appartenenza riportando in dote un valore aggiunto che si traduce in NAS, grazie al nostro lavoro. Se invece le società di appartenenza vogliono un “conquibus” in cambio, noi richiediamo la cessione del diritto sportivo, altrimenti saremmo degli stolti a lavorare per gli altri e nel contempo pagare per questo.

Diciamo che più di una Scuola Basket, sembra Lei stia parlando di una Scuola di Vita …
Perché c’è differenza? Lo sport è per me un laboratorio protetto di scuola di vita, dove imparare a rispettare le regole, ad accettare le dinamiche di gruppo. A vivere un’amicizia vera e non come se fosse scritta sul foglietto dei baci perugina. Dove si impara a superare le delusioni. Dove si accettano i propri limiti, per ripartire nel superarli dopo essersi messi al lavoro. Alcune esperienze che vivi nello Sport da giovane, te le porti dietro per il resto della Vita, amicizie comprese.

Perché una famiglia dovrebbe portare una bambina o una ragazza da voi?
Beh… prima di tutto perché magari non lo sai, ma abiti vicino a una delle nostre palestre, e sono ben dieci tutte situate a Nord – da Ovest a Est di Milano e tutte raggiungibili comodamente in metropolitana… visitare il sito e confrontare dove si abita…- ride di gusto coach Pinotti – poi perché hai capito che oltre a insegnare la pallacanestro ti diamo la possibilità di essere te stessa nel crescere come persona. Certo che se cerchi un percorso facile, come vorrebbero i cosiddetti “genitori spazzaneve”, quelli che anticipano il cammino dei propri figli spazzando e togliendo ogni possibile ostacolo, ecco allora è meglio che non vieni al Sanga – altra sonora risata – ma a parte gli scherzi, io, con molta poca modestia, credo che il Sanga sia un po’ come la “Apple” del Basket femminile. Arrivati nel panorama tra gli ultimi (Nd R – Minibasket nel 1997 e Basket dal 1999), abbiamo impresso un’accelerazione pazzesca, frutto di passione, competenza, anche “provvidenza” ed entusiasmo di un così numeroso gruppo di persone, che altri non sono stati in grado di attuare se non in tempi molto più lunghi. Dobbiamo avere la capacità di variare le nostre proposte e qualificare l’offerta. In una piazza come Milano, tra l’altro, in cui fare Sport e anche solo pensarlo, è una delle attività più difficili e costose, siamo passati da un oratorio (San Gabriele Arcangelo in Mater Dei costruita dall’Architetto Achille Castiglioni) alla serie A in soli 10 anni: 19 ottobre 1999 e Finale vinta al Pala Lido di Milano il 23 maggio 2009, davanti a oltre millecinquecento persone, con la benedizione del Presidente Dino Meneghin e guidati da Coach Stefano Fassina. Portare una giovane milanese al Sanga, dovrebbe rappresentare un onore oltre che un piacere. Noi non “vendiamo” e soprattutto non “promettiamo” nulla, non siamo “perfetti” ne “unti” dal Signore, però chiediamo di venire a provare a giocare, poi se ci si diverte, si rimane, altrimenti si cambia… Noi non ci sentiamo meglio di altri, ma sicuramente “diversi”.

Tornando al movimento femminile, vuole provare a lanciare un messaggio?
Vorrei dire che occuparsi di pallacanestro femminile è difficile. Siamo l’ultima ruota del carro, essendo sport al femminile, ma le società e gli addetti ai lavori dovrebbero “svecchiarsi” e togliersi di dosso tutti quei pregiudizi, quelle vecchie pratiche antipatiche del parlar male dell’altro e di tutti in generale, del collaborare solo quando c’è da guadagnare, del vedere nemici ovunque anziché compagni di viaggio. Siamo noi stessi il peggior male della femminile e finché ci presenteremo divisi nell’affrontare i temi importanti, saremo sempre perdenti. Abbiamo fatto del “lamento” il nostro principale modus operandi. Dovremmo agire di più e insieme, anche rischiando di sbagliare ma, vivaddio, con un po’ più di vita in corpo, più propositivi. Fare un passo indietro nel nostro piccolo orticello, per fare dei gran passi avanti tutti insieme nell’allargare il confine di tutto il territorio della pallacanestro femminile. Per superare alcune regole della Fip, basterebbe un manifesto di “gentlemen agreement”.

Ci sono tante brave persone, piene di passione e di entusiasmo, ma dovremmo imparare a riconoscere l’uno nell’altro una potenziale occasione per fare meglio, piuttosto che guardarsi in cagnesco e/o a seconda della necessità del momento, accordarsi più o meno a tempo, perseguendo piccoli e fragili vantaggi. Soprattutto dobbiamo evitare di inseguire i problemi. Dobbiamo operare con una programmazione certa che preveda ed eviti le incomprensioni, e dia certezze alle società che vogliono costruire. Si, si può fare! Ma insieme. Se vuoi collaborare per raggiungere un obiettivo, devi essere pronto a perdere qualcosa. Ma è un investimento, per guadagnare qualcosa di più grande e importante. Spesso vedo gente che per guadagnare un euro oggi, perde i cento euro di domani. Ecco, questa è scarsa lungimiranza e professionalità.

 

Vedo il professionismo come qualcosa di impossibile nel nostro mondo, ma un aumento di professionalità invece, sarebbe già un bel toccasana. Aumentare le competenze e diminuire i costi, sarebbero già due punti fondamentali per un programma di lavoro. Serve il dialogo, franco e sincero, e non il muro contro muro.

Se riusciremo un giorno a sederci a un tavolo, con fare collaborativo, noi tutte le società femminili di vertice e della base, allora potremmo diventare una “Forza” alla quale diventerebbe difficile opporsi. Ma finché ognuno cercherà piccoli e fragili vantaggi personali, ci ritroveremo sempre con un pugno di mosche in mano. Occorre un cambio culturale e di mentalità da parte nostra.

Ufficio Stampa Sanga Milano

Conferma e Auguri di Buon Compleanno per Valentina Giulietti al Sanga

Il prossimo anno sportivo sarò già il quinto in serie A2 per il play-guardia Valentina Giulietti, nata il 2 agosto del 1998. Esordisce il 14 dicembre 2013, a soli 15 anni, nella Biassono versione baby guidata da Coach Stefano Fassina, segnando 9 punti in 16 minuti, nella sconfitta patita a Torino (80-48). Ancora giocatrice del sempre giovane Biassono che retrocederà nel campionato successivo 2014/2015.

Arriva al Sanga Milano nell’agosto del 2015 e si trova in pianta stabile in un roster d’alta classifica, nonostante l’età media sia di soli 20.5 anni. Quell’anno il Sanga finirà nelle migliori otto d’Italia, eliminata solo dalla magica Broni che sbriciola ogni record salendo in A1, vincendo anche la Coppa Italia di passaggio, con tutte vittorie e zero sconfitte all’attivo. 

E’ del campionato appena terminato il quarto anno di Valentina in serie A2. Un biennio consacrato a vincere i due titoli Lombardi U20 e la quarta piazza nazionale alle spalle di Battipaglia Campione d’Italia, e da tanta gavetta in palestra in cui ha la fortuna di crescere accanto a giocatrici eccezionali.

Nonostante i numerosi successi con Biassono giovanile alle Finali Nazionali, Valentina Giulietti deve ancora dimostrare tutto il suo valore.

E’ cresciuta moltissimo negli ultimi due anni. Cresciuta in funzione di giocatrice senior, che non è la stessa cosa che giocare nel giovanile – sottolinea Coach Pinotti, suo mentore che l’ha voluta a tutti i costi con sé a Milano – Sono convinto che il prossimo anno, l’ultimo del settore giovanile, coinciderà con quel salto di qualità mentale, che contraddistingue le ottime giocatrici senior. Mi aspetto un cambio di mentalità definitivo. A volte non basta allenarsi, gli obiettivi bisogna volerli raggiungere, occorre lavoro e pazienza, e io mi aspetto un grandissimo campionato U20 che coroni il percorso giovanile, e quei minuti importanti che rafforzino la propria consapevolezza di essere una giocatrice determinante e volitiva, pronta per un lungo cammino di serie A”.

Tanti Auguri da tutto lo Staff Sanga Milano a Valentina che, oggi 2 agosto, compie 19 anni.

Ufficio Stampa Sanga Milano

Elena Quaroni un giovane Play alla corte di Pinotti

E’ con grande piacere che annunciamo la firma della giovane playmaker Elena Quaroni (1998), proveniente dalle cugine del Milano Basket Star. Elena farà parte del roster di serie A2 (insieme a Federica Pozzecco e Giulia Rossi, da cui avrà modo di imparare tutti i loro segreti) e guiderà il fortissimo gruppo U20 di Milano, impegnato anche nel Campionato di serie C come San Gabriele.

Elena è già stata protagonista due anni fa della finale vinta da Udine con Milano Basket Star per la promozione in serie A2, e ha alle spalle molti playoff e finali nazionali. Ci auguriamo che Elena possa trovare da noi, tutto quanto le serve per diventare una giocatrice importante. Di playmaker, il ruolo più difficile e raro in Italia dopo quello del Centro, ce n’è un sacrosanto bisogno, e non ce ne sono mai abbastanza. Ma occorrono doti che, tutte insieme, rappresentano l’essenza della pallacanestro. Il Play è l’allenatore in campo, e per questo deve esserci fiducia e feeling tra queste due figure.

E’ Coach Pinotti a sintetizzarne il concetto: “Benvenuta Elena. Arrivi a occupare un posto “meraviglioso e scomodo” che è stato di persone di straordinaria importanza nella storia giovanile del Sanga. Sii orgogliosa e meritati queste “chiavi del bus” per condurre il gruppo squadra a compiere il viaggio più lungo che tu possa avere mai immaginato…… fatti amiche tutte le tue compagne, perché è questo il segreto più grande. Buona Fortuna”

Paolo Re, Luigi Cesari e Antonio Pollice per far grande il Sanga

Grandi Cambiamenti a livello di allenatori, dal percorso giovanile sino alla prima squadra, per la compagine milanese. Premesso che il capo allenatore della serie A2 sarà per l’ottavo anno consecutivo Coach Franz Pinotti, i principali cambiamenti si verificano nello Staff Tecnico di supporto alla prima squadra e nel settore giovanile dei tre campionati elite.

Coach Paolo Re, Allenatore di grande esperienza e Formatore CNA per la Fip, nell’ultimo anno Capo Allenatore in serie A2 a Carugate, ma soprattutto un esperto di settori giovanili, sarà il nuovo Capo Allenatore dei due gruppi U18 e 16 entrambi elite. Il suo assistente per la U18 sarà Maurizio Salvaderi (per tutti Icio), mentre con le U16 sarà Niccolò Zappetti. U18 e U16 formano una sorta di Supergruppo, pur avendo gruppi e allenamenti separati di squadra, perché l’obiettivo è quello di formare alcune giocatrici che potranno, entro massimo un paio d’anni, diventare parte integrante della prima squadra. Coach Re porterà la sua esperienza, anche come formatore e coordinatore degli allenatori del giovanile.

Queste le prime parole di Coach Paolo Re al Sanga: “Ho accolto con molto entusiasmo la proposta di continuare la mia esperienza nel settore femminile , in una delle società più importanti della Lombardia.
Ringrazio per tanto Franz per avermi dato questa opportunità. Spero che, con la mie competenze e con la mia esperienza di allenatore/formatore di contribuire ulteriormente a far crescere uno dei settori giovanili femminili più prosperi d’Italia”.

 

Coach Luigi Cesari , è un Allenatore che ha grandissima esperienza del “gioco”, avendo studiato anche negli USA per oltre vent’anni, i segreti e le magie del basket d’oltreoceano. Ha allenato nel maschile e nel femminile, facendo già parte del Sanga Milano per ben due stagioni in serie A2, e guidando sia Broni che Carugate con Staff Tecnici e Squadre di grande spessore.
Torna a Milano nello Staff Tecnico di serie A, con l’esperienza di defensor coordinator, ma soprattutto come Responsabile del nuovo prodotto ideato da Coach Pinotti, il Sanga-Lab. Una sorta di Laboratorio di Video Analisi che non solo scoutizzerà le squadre avversarie, ma produrrà materiale video di supporto per migliorare attacco e difesa della prima squadra e, applicando un preciso metodo importato dall’america, curerà il Tiro delle giovani e giovanissime, aiutandole a perfezionare un fondamentale di grande importanza.

“Ritorno al Sanga – esordisce Coach Cesari – con una gran voglia di riprendere quel discorso tecnico iniziato allora con lo staff e la squadra, che spero aiuti a raggiungere gli obbiettivi futuri del Sanga Milano, e che migliori le giocatrici dal punto di vista delle letture individuali e della consapevolezza di squadra, sulla conoscenza del rapporto tra Spazio e Tempo, Conto di portare il mio contributo per far crescere una società in cui credo, e che merita traguardi sempre più importanti”.

 

Coach Antonio Pollice, già assistente in serie A2 lo scorso anno a Crema, nonché allenatore della selezione Universitaria ed esperto di settori giovanili, arriva con il compito di assistente in serie A e nel gruppo U20, gruppo che dovrà guidare da capo allenatore nel campionato di serie C, all’assalto dei playoff per provare a salire di categoria come San Gabriele. A2, U20 e serie C in una sorta di Supergruppo Senior, composto perlopiù da giovani con una grande esperienza maturata negli ultimi anni, e che dovranno mettere a frutto per il raggiungimento di ben tre obiettivi la cui asticella è stata posta volutamente in alto, per misurare le proprie ambizioni di giocatrici di alto livello.

Già carico il giovane allenatore e con tutte le buone intenzioni di contagiare il nuovo ambiente: “Sono molto entusiasta di essere approdato al Sanga Milano e non vedo l’ora di cominciare. Essere corteggiato dalla prima società di Milano nel femminile mi riempie d’orgoglio. Raccolgo i frutti di questi anni di gavetta ma soprattutto l’esperienza maturata lo scorso anno a Crema di fianco a Luca visconti che mi ha permesso di mettermi alla prova. Con Franz è bastato un breve colloquio per trovare subito l’accordo. Andró ad occupare un ruolo di grande responsabilità avendo in mano un gruppo U20 molto forte reduce da un quarto posto alle ultime finali nazionali, che dovrò guidare in un’esperienza senior che dovrà essere formativa e vincente. Gli obiettivi sono ambizioni e ci sono tutte le carte in regola per far bene. Entro in punta di piedi all’interno di uno staff molto professionale. Non mi resta che aspettare l’inizio di questa nuova avventura”.

Ufficio Stampa Sanga Milano

Giovedì Gara 2, due chiacchiere con Franz Pinotti

Archiviata gara 1 in terra pavese, facciamo il punto della situazione con Coach Franz Pinotti, anche Fondatore del variegato movimento (femminile, maschile, basket, minibasket e sociale) milanese.

Domenica scorsa è partito bene un Sanga determinato a vincere in casa dell’imbattuta Broni. Il subitaneo vantaggio di 0-5 per le milanesi con tripla di Picotti dopo il bel canestro di Da Silva, ha sorpreso non poco coach Sacchi e gelato il sangue nelle vene dei Viking. Una difesa dinamica ma ferrea, stava per imbrigliare la partita. Ma poi il talento delle ragazze biancoverdi, unito ai tre falli fischiati nel solo primo quarto a un’immensa Lavinia Da Silva (16p con 83% al tiro, in 20 minuti di gioco totali), hanno fatto saltare il piano partita delle milanesi.

Cosa è successo concretamente?
E’ successo semplicemente che senza Da Silva in campo, non potevamo tenere Maaja Bratka. Il lavoro sulle loro guardie stava dando i suoi frutti, Ma il piano contemplava la responsabilità solitaria di Da Silva sul loro centrone. Senza il nostro pivot titolare, abbiamo dovuto inventarci “li per li” una difesa diversa, e Bratka è stata brava ad approfittarne (18p 8rimb e 21 di val)”

Dalle tribune alcuni fischi arbitrali sono parsi incomprensibili…
Si confermo, anche dalla panchina. Ho visto un eccessivo accanimento contro la nostra Da Silva. Lei è una giocatrice straordinaria, oltre che una ragazza splendida sotto ogni punto di vista. Diciamo che nelle ultime partite è stata presa di mira da… “episodi sfortunati”. A partire da quel bruttissimo episodio razzista di cui è stata vittima a Marghera, fino allo stravagante “tecnico” preso a Broni per aver gridato alle proprie compagne SHOT! Che significa Tiro… in una normale azione di gioco. Tecnica che, non solo noi, adottiamo in difesa per avvertire le compagne di eseguire il taglia fuori.

E’ già ora di scendere in campo per la seconda partita, potrebbe essere l’ultima di quest’anno…
“Non è questo il problema. Noi abbiamo disputato una stagione straordinaria. Nessuno avrebbe puntato un solo euro su di noi ad agosto scorso. Abbiamo rivoluzionato il roster mantenendo solo Giulia Maffenini, e dato grandi responsabilità a un gruppo U20 di grande talento, abbiamo lavorato sodo e bene, non solo tecnicamente. Il gruppo squadra è compatto e piacevole da allenare. Abbiamo fatto della difesa un’arma implacabile. Ci siamo presi molti “scalpi” soprattutto qui nel nostro “Fortino” milanese del Pala Iseo. Quello che mi fa ben sperare per questa sfida, e soprattutto per la prossima stagione, è che abbiamo grandi margini di miglioramento. In questo momento il nostro quintetto è uno dei migliori di tutta le serie A2. ”

Si ma non mi ha ancora risposto. Giovedì con quale obiettivo scenderà in campo il Sanga? Quello di salutare il proprio pubblico, o quello di portare Broni alla terza partita?
“Per tutto l’anno siamo scesi in campo con un solo obiettivo: Vincere tenendo in mano il pallino del gioco. La realtà dice che Broni quest’anno ha vinto 31 partite consecutive (29+2), una Coppa Italia, ed è stata costruita per salire in A1. Forse la squadra più “sbagliata” da incontrare ai playoff. Ma è la legge stessa dei grandi numeri, a dire che la prima sconfitta si avvicina sempre più a ogni vittoria passata. Abbiamo grande rispetto delle pavesi, ma siamo anche consapevoli delle nostre grandi potenzialità. Chiediamo solo la benedizione della “Provvidenza”.

Parliamoci chiaro, e glielo chiedo non come allenatore ma come fondatore/dirigente. Cosa succederebbe se si avverasse il “miracolo” di eliminare Broni? Solo La Spezia vi separerebbe dalla serie A1…
“Premesso che siamo già entrati nel Fantabasket- ride Franz Pinotti- io non chiederò mai alle mie ragazze di perdere. Vorrebbe dire che quest’estate cercheremmo l’unico e vero grande miracolo del nostro basket femminile di ogni estate: trovare un budget adeguato per competere nell’anno successivo. Che sia A1 o A2. Certamente, e qui so già che mi farò molti nemici- ride ora ancor più di gusto il Pinotti- al movimento femminile farebbe solo un gran bene vedere grandi metropoli come Milano in serie A1. Anche Roma, naturalmente… ”

Gara 2 – Giovedì 5 maggio ore 20.30 al PALA ISEO di Via Iseo a Milano
Gara 3 – Domenica 8 maggio ore 18.00 al Pala Brera di Via Galileo a Broni

Ufficio Stampa Sanga Milano