GUARNERI & MARTELLIANO, PAROLA ALLA DIFESA

Tempo di bilanci di fine anno e ormai anche di fine girone d’andata (all’appello mancano solo le sfide con le venete Villafranca e San Martino) per il Sanga Ponte Casa d’Aste. Fra le tante luci e ombre a brillare è sicuramente stata la difesa che ha tenuto le avversarie a punteggi bassi, risultando spesso la chiave decisiva per ottenere il bottino pieno. Merito di guerriere come Roberta Martelliano e Stefania Guarneri, vere e proprie baluarde della retroguardia, sempre pronte a lottare sotto i tabelloni, a rubare e sporcare palloni, ad aiutare le compagne, senza disdegnare di portare acqua al proprio mulino con punti pesanti nei momenti chiave. Abbiamo cercato di conoscerle meglio in attesa della prima gara dell’anno 2018. 

  7 Marte e il Doc

5 Stefania Guarneri

Raccontateci brevemente la carriera, dove avete giocato prima del Sanga?

MARTELLIANO: “Ho iniziato a giocare in terza elementare nel mio paesino, Sarcedo vicino a Vicenza, ho giocato e fatto tutto il settore giovanile nel Famila a Schio e poi all’età di 18 anni ho fatto la mia prima esperienza in A2 ad Alghero per poi ritornare l’anno dopo vicino casa ,Vicenza, dove dalla serie B abbiamo conquistato la promozione in A2. Sono rimasta a Vicenza per tre anni e poi eccomi qui, a Milano, per il terzo anno”.

GUARNERI: “Ho iniziato a giocare nella città dove sono cresciuta, Novara, già dalla prima media sino a quattro anni fa. Poi la prima grande chance è arrivata proprio al Sanga, stagione 2014/2015 con la formula del doppio tesseramento, per poi fare un campionato con la maglia di Carugate”.

Fondamentale dove vi sentite più forti?

MARTELLIANO: “Beh, sicuramente la mano sinistra..

GUARNERI: “Sicuramente il rimbalzo, da brava lunga (ma non esattamente un centro) credo di cavarmela in questa specialità”.

Quello in cui potete migliorare?

MARTELLIANO: “Senza ombra di dubbio la mano destra!!”

GUARNERI: “Sicuramente devo lavorare sul tiro. Se la buttassi dentro un po’ più spesso forse Franz Pinotti ne sarebbe contento :’)”.

Primo bilancio personale della prima parte di stagione?

MARTELLIANO: “Posso citare una canzone di successo di qualche anno fa di Tozzi, Ruggeri e Morandi?? Si?? Allora dico “Si può dare di più”…eh eh eh

GUARNERI: “Abbiamo avuto tutte un po’ di difficoltà in alcuni momenti del campionato, poi da un mese a questa parte direi decisamente meglio”.

Il giocatore/giocatrice che ti ha ispirato da sempre?

MARTELLIANO: “Ehm, è possibile non averlo avuto?”

GUARNERI: “”In realtà mi sono avvicinata al basket grazie a mio fratello, quindi per me è sempre stato lui il mio riferimento. Solo successivamente ho iniziato a seguire qualcosa dei vari campionati”.

La partita più bella che avete giocato in carriera?

MARTELLIANO: “Vorrei tanto ricordarmene una ma la mia memoria non mi è mai di grande aiuto. Sono proprio un caso disperato”

GUARNERI:Ritorno al 2014, partita Sanga-Broni di regular season. Una gara bella, intensa e ricca di emozioni (poi vinta dalle Orange 58-51 n.d.r), con un pubblico caloroso e partecipe, sicuramente una delle partite che amo ricordare di più”. 

Sabato 6 gennaio si torna in campo (ore 18.00 Pala Giordani di Via Cambini 4 a Milano) per un match tra “prime della classe” con Alpo Villafranca Verona, e il Sanga ha tanta voglia di partire col piede giusto. 

 

San Gabriele Giovanili Elite: le tigrotte Under20 debuttano in campionato da campioni regionali in carica lunedì 17 ottobre in casa contro Pro Patria

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Il comitato Fip lombardo ha diramato i calendari relativi al primo campionato giovanile femminile 2016/17: categoria Under20. In campo come detentrice del titolo lombardo proprio la formazione del San Gabriele Milano che esordirà tra le mura amiche del PalaIseo lunedì 17 ottobre contro la Pro Patria Busto Arsizio. Questo il calendario completo che attende le neroarancio milanesi: 1° turno San Gabriele-Pro Patria (andata lunedì 17/10, ritorno lunedì 12/12); 2° turno Basket Como-San Gabriele (andata lunedì 24/10, ritorno lunedì 9/01); 3° turno Quartiere S. Ambrogio Milano-San Gabriele (andata martedì 1/11, ritorno lunedì 16/01); 4° turno San Gabriele-Virtus Casteggio (lunedì 7/11, ritorno lunedì 23/01); 5° turno Baskettiamo Vittuone-San Gabriele (andata lunedì 14/11, ritorno lunedì 30/01); 6° turno San Gabriele-Varese (andata lunedì 21/11, ritorno lunedì 6/02); 7° turno RIPOSO; 8° turno Origgio-San Gabriele (andata 5/12, ritorno lunedì 20/02); 9° turno San Gabriele-Milano Basket Stars (andata lunedì 19/12, ritorno martedì 28/2). Poi seguiranno playoff. Fase Regionale si concluderà entro il 27 febbraio 2017, poi spareggi il 13 marzo 2017, Concentramenti Interregionali il 20, 21 e 22 marzo 2017 mentre la Finale Nazionale si giocherà il 14, 15 e 16 aprile 2017.

Intervista doppia – La parola a Dario e Mattia

Questa settimana tornano le interviste doppie con una coppia imperdibile: Dario Lovino e Mattia Matteoni. Super impegnati con il minibasket e giocatori dei Tigers si raccontano in un’intervista davvero divertente!

Nome:‭
M: Mattia
D: Dario

Soprannome:
M: Svariati,‭ ‬dai diminutivi del nome‭ (‬Tia,‭ ‬Matti‭) ‬a‭ ‬“Figlio mio‭”‬ che non è proprio un soprannome ma un‭’‬apposizione,‭ ‬o molti altri che per questione di fascia protetta non posso spiegare.
D: Ne ho diversi: “Darione” perché fin da piccolo sono sempre stato un omone, quindi i miei compagni di squadra mi chiamavano così. Negli ultimi anni, in coppia col mio socio di intervista, sono “Figlio mio”. In realtà anche lui sarebbe “figlio mio”, quindi due figli e zero genitori!

Chi alleni e come va il campionato?
M: Un sacco di gente‭! ‬Fra poco prendo la residenza in Frigia‭!
Alleno i Pulcini‭ ‬Frigia‭ con ad Alice‭; ‬gli Scoiattoli‭ ‬Frigia‭ ‬con Dario da cui abbiamo tirato fuori due squadre ed entrambe stanno andando piuttosto bene‭; ‬gli Aquilotti‭ ‬Frigia‭ ‬sempre insieme a Dario che stanno andando molto bene‭; ‬gli Under17‭ ‬insieme a Laura che,‭ ‬nonostante alti e bassi ogni tanto regalano qualche soddisfazione e, infine, gli Under19‭ ‬con Roberto,‭ ‬che sono dei bravi ragazzi.
D: Dopo diversi anni passati a seguire le squadre under femminili assieme a Coach Giorgia Colombo, quest’anno alleno aquilotti e scoiattoli in Frigia, gruppi numerosissimi ma che stanno dando grandi soddisfazioni!

Come vi dividete il lavoro durante gli allenamenti‭?‬
M: Ormai abbiamo consolidato questa prassi:‭ ‬con gli Scoiattoli,‭ ‬che non sono mai meno di‭ ‬25,‭ ‬ci dividiamo sulle due metà campo lavorando autonomamente,‭ ‬dedicando l‭’‬ultimo quarto d‭’‬ora alla partitella.‭ ‬Con‭ ‬gli Aquilotti, invece,‭ ‬preparo io l‭’‬allenamento e ci dividiamo i compiti al momento,‭ ‬tenendo sempre un quarto d‭’‬ora per giocare.
Quindi direi che il lavoro è diviso‭ ‬50/50.‭ ‬Facciamo‭ ‬55/45‭ ‬va!
D: Siamo ben organizzati, con i 30 Scoiattoli ci dividiamo in due gruppi sulle due metà campo, organizzando un allenamento mirato in base alla diversa esperienza dei mini-atleti. Per gli Aquilotti mi affido alla sapienza di Mattia che prepara sempre ottimi esercizi da mettere in pratica assieme.

Perché hai iniziato ad allenare?
M: Come tutti,‭ ‬per passione.‭ ‬Poi dopo due anni in cui andavo principalmente per dare una mano mi sono iscritto al corso e sono diventato‭ “‬ufficialmente‭”‬ istruttore minibasket.‭ ‬Ne approfitto per ringraziare le persone con cui ho allenato in Frigia in questi anni:‭ ‬Ramon,‭ ‬la Giò,‭ ‬Dado,‭ ‬Luca,‭ ‬Mipo e tutto lo staff minibasket attuale.
D: Credo di avere iniziato andando ad aiutare a tempo perso l’allenatore della squadra di mio fratello. Poi evidentemente portavo cosi bene coni e cerchi che mi hanno proposto di farlo seriamente! Ho iniziato ad allenare quasi 10 anni fa in via Mattei gli Scoiattoli, che ora guidano la macchina e mi fregano il posto in squadra!

Descrivi l’altro in tre parole:‭
M: Alto,‭ ‬burlone,‭ ‬cinefilo.
D: Creativo, imprevedibile, affidabile.

Cosa pensi dirà di te?
M: ‬Ho paura tiri fuori qualche perla delle sue.
D: Qualche insulto amorevole.

Cos’è per te il mondo Sanga’s Tigers?
M: È‬ una grande famiglia,‭ ‬ed essendo una famiglia ci vogliono un grande dialogo‭ ‬ed una grande coesione‭ ‬affinché tutte le parti‭ (‬in questo caso settore maschile,‭ ‬femminile e minibasket‭) ‬vadano d‭’‬accordo.‭ ‬Direi che ci stiamo riuscendo egregiamente.‭
D: Un mondo dove tutti, dagli allenatori, ai dirigenti, ai giocatori e le famiglie condividono la passione per la pallacanestro e per i principi morali ad essa collegati.

Sei anche un giocatore, oltre che un istruttore?‬
M: Gioco,‭ ‬e sono allenato da coach Blatt(a‭)‬,‭ ‬ovvero Nick.
Il campionato‭ (‬Uisp Golden League‭) ‬è abbastanza impegnativo e sta andando maluccio‭ (‬al momento siamo ottavi su dieci squadre‭)‬,‭ ‬ma l‭’‬importante è pur‭ ‬sempre divertirsi e andare a fare una cena di costine all you can eat anche dopo una sconfitta di‭ ‬40‭ ‬punti.
Per chi legge e vuole venire a vedere del bel basket giochiamo le partite casalinghe in Frigia la domenica sera alle‭ ‬19.30.‭ ‬Visione sconsigliata agli stomaci deboli.
D: Gioco nel Tigers Uisp, squadra che l’anno prossimo compirà 10 anni e della quale mi reputo, assieme a Mattia, il fondatore morale.
Quest’anno ci siamo qualificati per il campionato golden per la prima volta nella nostra storia e stiamo pagando un po di inesperienza; a vittorie esaltanti alterniamo imbarcate clamorose. Ma la cosa fondamentale che ci rende sempre felici é descritta nella prossima domanda.

Post partita:‭ ‬dove, come, con chi‭?‬
M: Anche se mi prendono in giro perché a volte‭ (‬soprattutto dopo le partite casalinghe‭) ‬latito,‭ ‬il post-partita/allenamento tipo è andare dalla mitica Ile allo Sporting a bere una birra‭ (‬o anche due o più in caso di sconfitta pesante‭)‬.
Anche se ultimamente‭ (‬e per la linea non è proprio un bene‭) ‬si sta virando verso altri orizzonti come all you can eat sushi,‭ ‬costine,‭ ‬iguanodonti e similari.
D: Il motivo che spinge noi giocatori amatoriali a presentarci in palestra anche se in TV c’è la Champions League (problema che essendo milanista non si pone) o il cinema a 3€ é il post partita/allenamento. Solitamente il gruppetto dell’uscita post é capitanato dal sottoscritto, da coach Zappetti e dall’intervistatrice, che raccolgono le adesioni dei lavoratori da ufficio che molto spesso si rifugiano dietro a un “io domattina mi alzo 7 e non alle 10 come voi”. Alla fine 5-6-7-8 persone ci sono sempre: si parla di tutto, si mangia di tutto e non si beve di tutto (mammoletta chi prende la Coca).

Chi è per te l’altro‭?
M: momento Kleenex on -‭ u‬n vero amico,‭ ‬con cui ho passato‭ (‬e passerò,‭ ‬spero‭) ‬momenti indimenticabili,‭ ‬una persona su cui fare cieco affidamento e una delle più importanti della mia vita –momento Kleenex off,‭ ‬se esauriti ripetere l‭’‬operazione.
D: Ci conosciamo e frequentiamo da quando siamo all’asilo, quindi lo reputo come un fratello ormai.  Facciamo le vacanze insieme, i sabato sera insieme, purtroppo anche la doccia insieme dopo gli allenamenti, quindi più stretti di cosi non si può!

Per cosa lo prendi in giro più spesso?
M: Perché non porta le paste all’allenamento dopo aver preso il tecnico e, visto che la cosa accade con una certa frequenza, a fine dell’anno sarà costretto ad ordinare un servizio catering a cui tutti i lettori di questa intervista saranno invitati. E poi lo prendo in giro per la sua fobia per gli insetti. E perché non sa la Geografia, quello mi manda in bestia.
D: Solitamente ci prendiamo in giro per un sacco di cose: dai suoi approcci con le ragazze, al suo modo di guidare, alla sua diplomazia variabile, ma le cose più divertenti sono: minacciarlo inseguendolo con un pezzo di grana (ha la formaggiofobia) e cercare di attraversare piazza del duomo insieme a lui (piccionifobia), sono sempre risate assicurate!

Aneddoto o ricordo divertente dei vostri anni nei Tigers:
M: Ne racconto due:‭ ‬proprio riguardo alla fobia per gli insetti un mio vezzo è,‭ ‬ogniqualvolta ne trovo uno,‭ ‬tirargli addosso insetti mentre si fa la doccia.‭ ‬Quest‭’‬anno a Trezzano dopo la partita‭ (‬ovviamente persa‭) ‬ha passato un brutto quarto d‭’‬ora con‭ ‬una cimice.
Il secondo,‭ ‬invece,‭ ‬è accaduto qualche anno fa,‭ ‬non in partita o allenamento bensì al campetto.‭ ‬Durante un torneo al campetto di Piazza Farini,‭ ‬dopo un mio canestro segnato mi dice:‭ “‬Bravo,‭ ‬figlio mio‭”‬ un avversario ci guarda e,‭ ‬nonostante io e Dario abbiamo soltanto un anno di differenza,‭ ‬esclama:‭ “‬Ma è veramente tuo figlio‭?”.
D: Quattro anni fa abbiamo vinto una partita al supplementare perché gli avversari erano usciti tutti per 5 falli. La cosa incredibile é che 5 contro 2 eravamo ancora 80 pari e loro in due erano riusciti, poco prima, a farci canestro facendo rimessa dalla parte opposta del campo. Cose incredibili!

Come ti vedi fra‭ ‬5‭ ‬anni‭?‬
M: Con meno capelli,‭ ‬ma più saggezza.
D: Fra cinque anni mi vedo con un lavoro, una casa mia, qualche responsabilità in più ma la stessa voglia di fare e divertirmi!

Cosa vi piace fare nella vita quando non siete in palestra?
M: Mi piace cucinare (specialità: dolci, pasta fresca e pollo al curry), uscire con gli amici (che ahimè comprendono anche Dario) e fare il giudice alle gare di dressage. Una delle tre è falsa, sta a voi lettori indovinare quale!
D: Il basket é una grande passione ma non é tutto: ho una laurea magistrale in psicologia del lavoro, quindi a breve (speriamo) toccherà anche a me puntare la sveglia alle 7 del mattino. Tra le mie passioni anche il calcio, fantacalcio (dove combatto con Mattia e coach Zappetti) e, come il peggiore dei bambini, possiedo una collezione di quasi 1000 videogiochi!

Salutatevi‭:
M: Uè.
D: Figlio mio, sushi domani? O torneo alla Wii a casa tua?

Intervista doppia a… Lorena Villa e Ivan Lovino.

Questa settimana intervistiamo Lorena Villa e Ivan Lovino, che lavorano insieme allenando i gruppi giovanissimi del settore femminile, dalle Gazzelle alle U13, guidando le bimbe nel passaggio dal minibasket al basket.

Nome:
I: Ivan
L: Lorena

Soprannome:
I: ehm… due o tre! Ma mi nascondo dietro la legge sulla privacy! No va beh, il soprannome storico è ‘Padre’, ormai universale tra le mie conoscenze strette. Ultimamente anche ‘Albero’ tra i miei compagni di squadra… per la limitata mobilità che mi contraddistingue!
L: Petra, è il mio secondo nome ma lo usano i miei figli quando non do loro retta.

Di quali gruppi ti occupi:
I: Vice Coach Gazzelle, Esordienti e U13, tutti gruppi femminili.
L: U13, esordienti, gazzelle e libellule (tutte femminili).

Giochi/hai giocato? Che tipo di giocatore eri o sei?
I: Gioco ancora nei Tigers Milano, gruppo UISP. Sono un lungo vecchio stile, portatore instancabile di blocchi per improbabili pick&roll e mobilità attuale pari a quella di un albero!
L: Ho giocato dai 9 ai 30 anni e smettere mi dispiaciuto tantissimo ma facevo fatica a coniugare basket e figlia piccola. Ho provato a riprendere 2 volte in seguito ma in entrambi i casi mi sono infortunata, quindi ho appeso le scarpe al chiodo! Ho girato quasi tutti i ruoli, tranne forse il 5, ma quello che preferivo ero il play-maker: mi piace mettere ordine e avere il controllo della squadra. Ero una discreta tiratrice dalla distanza e un buon difensore, anche se negli ultimi anni picchiavo un po’ troppo, ma si sa, dove non arrivano le gambe..

Cosa ti ha spinto ad allenare?
I: Da giocatore sono uno che cerca sempre di leggere il gioco, di osservare i movimenti lontano dalla palla e capire quale può essere la mossa vincente. Meglio sfruttare questa lettura anche fuori dal campo!
L: Dopo alcuni anni lontana dal parquet, mia figlia Monica si è iscritta a Minibasket e anche la mia passione si è riaccesa. Non potendo più giocare ho optato per insegnare e ho scoperto che mi piace tantissimo, stare in palestra insieme alle bimbe/ragazzine mi diverte e mi fa stare bene, impedendomi di invecchiare e diventare una musona.

Allenate assieme, come vi suddividete i compiti?
I: Dipende dalla giornata. Di solito Lorena gestisce l’allenamento (nelle spiegazioni è molto più chiara di me). A me piace più concentrarmi sugli errori e sulle cose da correggere delle singole atlete. Ma anche a ruoli invertiti funzioniamo bene!
L: Non abbiamo una suddivisione vera e propria, io mi occupo un po’ più di U13 e delle piccoline e Ivan delle esordienti, soprattutto quando capitano concomitanze. Alleniamo insieme condividendo idee e proponendo esercizi che ci piacciono.

Passione extrabasket:
I: Cinema, sport in generale, musica, cani.
L: Leggere: amo i libri fantasy (lo Hobbit su tutti, ma anche le trilogie di Licia Troisi) e i tutti i libri di autori che scrivono storie particolari, Zafon il mio preferito.
Andare al cinema: adoro i film dei supereroi e in generale i film d’azione, fantascienza e comici, odio invece i polpettoni strappalacrime, non mi piace spendere i soldi per andare a piangere!

Descriviti in tre parole:
I: Impaziente, lavoratore, sognatore.
L: Positiva, solare, chiacchierona.

Descrivi l’altro in tre parole:
I: Gentile, disponibile, sempre sorridente.
L: Tranquillo, disponibile, simpatico.

Il tuo traguardo più grande fino a oggi?
I: Extrabasket la laurea; cestisticamente.. riuscire ad avere il tempo di giocare e divertirmi ancora con la palla a spicchi!
L: I miei tre figli, Michela, Alessandro e Monica, sono la cosa più bella che ho avuto e raggiunto, anche se quando mi chiamano Petra non li sopporto!!

Se potessi rinascere chi vorresti essere:
I: un gatto, per dormire tutto il giorno!!!!
L: J.K.Rowling, scriverei fantasy e avrei un sacco di soldi!!

Citazione preferita:
I: Mi scuso con i lettori ma al momento non me ne viene in mente una!
L: Fare o non fare, non c’è provare (Maestro Yoda – Star Wars).

Salutatevi:
I: CiaoCiao! Buone vacanze di Carnevale!
L: Ciao Ivan!

Intervista doppia M&M: Mipo e Maro si raccontano.

Questa settimana abbiamo pensato di esplorare il mondo del Minibasket in Orange e come bersagli dell’intervista doppia abbiamo scelto Mipo e Maro. Ecco cosa ci hanno raccontato di loro, tra palla a spicchi e tempo libero, con una buona dose di ironia e tanta simpatia!

Nome:
Ma: Mariangelo.
Mi: Mipo (e guai se scrivi qualcos’altro)!
Soprannomi:
Ma: “Maio” per gli amici di Codogno. Qualcuno, tra i più intimi, azzarda “Il (come usanza lombarda vuole) Mago”.
A Milano -e proprio per colpa della Mipo- sono costretto a girarmi anche se mi chiamano “Mari”, ma da qualche tempo -e questa volta per merito del Raffo- si sta diffondendo anche “Maro”. Inutile dire che preferisco la seconda versione: calabbbrese e virile.
Mi: quando ero piccola mia sorella al posto di Mariapaola diceva Pimipi (quando sono nata lei aveva un anno e mezzo). Poi e’ diventato Mipo. E da allora sono Mipo per tutti. Se mi chiamano Mariapaola non mi giro nemmeno!
Quali e quante squadre alleni:
Ma: Alleno tutto ciò che passa al Trotter (assieme a Chiara), in Bottelli e in Rinaldi (assieme a Jonathan); dai Pulcini agli Aquilotti. In campionato mi sto divertendo alla testa dei 2004 e 2005.
Mi: Alleno tutti i gruppi minibasket di Cesalpino, a partire dall’annata 2008 fino agli Aquilotti 2004. Al mio fianco c’è il mio fidato assistente Raffo. Insieme andiamo alla grande secondo me, io mi trovo davvero bene! Insieme alleniamo anche la squadra Esordienti maschile, annata 2003.
Da quanto alleni e perché hai iniziato:
Ma: Alleno da 13 anni. Ne avevo 19 e da poco mi ero iscritto a Scienze Motorie quando mi hanno chiesto di tenere un gruppo di bimbi dalla III elementare alla III media nella palestrina di San Rocco al Porto. Poi Piacenza, Bologna e Milano.
Mi: Alleno ormai da 7 o forse 8 anni. Ho iniziato un po’ per caso in università… Ho dovuto affrontare l’esame di basket con il prof. Mondoni e mi sono appassionata un sacco. Da lì ho deciso di frequentare il corso per diventare istruttore minibasket e, appena mi sono trasferita a Milano, ho iniziato subito ad allenare. È la mia passione!
Descriviti in tre parole:
Ma: Uh mamma, mi chiedi un doloroso sforzo di sincerità: egocentrico, permaloso e lascivo.
Mi: Esigente (prima di tutto con me stessa), ironica, indipendente.
Descrivi l’altro in tre parole:
Ma: Ora, invece, si tratterebbe di un doloroso sforzo di sintesi: impossibile descriverla in tre parole, non basterebbero le recensioni dei critici d’arte delle maggiori testate giornalistiche nazionali. Prendo in prestito Omero: “un virgulto di palma nel minibasket”.
Mi: hippy, saggio, galante.
Una caratteristica che gli/le invidi?
Ma: Senza dubbio quel suo tiretto a due mani dal petto, mutuato dal ruolo di alzatrice della pallavolo, che però sa sfoggiare nei momenti in cui nessuno se lo aspetta e lascia tutti basiti per aver segnato da qualche metro dietro la linea dei 3 punti. Per bravura/fortuna è seconda solo alla nostra Giorgina, che è riuscita a segnare da centrocampo di fronte a 400 bambini, altrettanti genitori e alle telecamere del TGR durante la visita degli Harlem Globe Trotter al PalaGiordani.
Mi: La capacità di porsi sempre alla giusta distanza dalle cose, dalle situazioni. Questa distanza permette di rivedere la situazione in chiave critica. Io molte volte mi faccio troppo coinvolgere dalle situazioni. Di lui invidio molto anche la barba!
Su quali aspetti/fondamentali ti piace di piu lavorare in palestra?
Ma: Trattandosi di Minibasket non è importante il Cosa, ma il Come. Se è ancora lecito separare i due aspetti, si può dire che la Forma preceda il Contenuto.
Mi: Con i più grandi, ed è il primo anno che mi avventuro un po’ più nel “basket”, dal punto di vista cestistico mi piace lavorare sulla tecnica e sulle collaborazioni, offensive e difensive. Credo che però noi istruttori siamo prima di tutto degli educatori e dobbiamo rendere la palestra una scuola di vita: mi piace insegnare ai miei bimbi a stare in gruppo, a giocare insieme rispettando le regole, a coltivare una passione, a formare una vera squadra. Certo, è molto difficile ma io e il mio supercoach Raffo facciamo davvero del nostro meglio!
Una tua passione extrabasket:
Ma: Il trombone. Provo a dedicare allo studio una buona parte del mio tempo libero: suono a casa, in palestra o sulle rive del Po.
Mi: beh la pallavolo, quella giocata intendo! Allenare pallavolo è davvero noiosissimo!!!
Weekend senza partite, che fate?
Ma: Cerco prima il Festival Jazz e poi la località verso cui partire: a novembre sono stato a quello di Berlino, in occasione del prossimo Carnevale Ambrosiano sono indeciso tra i Ping Machine a Parigi o Miguel Zenon a Pisa.
Ormai unire viaggio e concerto è diventata un’abitudine tale che gli amici, quando torno dalle vacanze, invece di chiedermi dove sono stato, saltano un passaggio e chiedono: “Chi suonava?”.
Mi: Al momento il sabato ho un corso in università ma altrimenti appena ho tempo volo in Liguria!
Cosa ti rende orgoglioso delle tue squadre?
Ma: Martedì, giovedì e venerdì finisco alle 20:10 piuttosto che le 20:00. È un orariaccio per i bimbi di 9-10 anni, ma mai nessuno che vada via prima, anche se da sotto il soppalco della palestra Trotter si sentono gli stomaci dei genitori brontolare. E forse non solo quelli.
Mi: Il fatto che siano dei gruppi affiatati, che in palestra si respiri aria positiva.
Caratteristiche fondamentali di un buon istruttore?
Ma: Costruire, mantenere, rinnovare e migliorare il gruppo; valorizzare il talento; dare l’opportunità di confrontarsi anche all’ultimo arrivato; avere una riserva inesauribile di fantasia.
Mi: Beh credo il possedere competenze. Non parlo solo di quelle tecniche ma anche e soprattutto di quelle educative, sociali e relazionali.
Citazione preferita?
Ma: «Posso permettermi di farle una domanda?… Poi gliene farò altre, di altra natura… Nei componimenti d’italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?».
 «Perché aveva copiato da un autore più intelligente».
 Il magistrato scoppiò a ridere. «L’italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica…».
 «L’italiano non è l’italiano: è il ragionare» disse il professore. «Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto».
 La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passò a un duro interrogatorio. Tratto da “Una storia semplicedi Sciascia.
Mi: “Non chiederti cosa la tua squadra puo’ fare per te, ma cosa tu puoi fare per la tua squadra”. Questa per quanto riguarda l’ambito sportivo; ma mi piace anche “Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza” tratto da “Il Piccolo Principe”.
Salutatevi:
Ma: Ciao Sciupy, se mi saluti con Mari o Maryboy ti auguro un improvviso attacco diarroico prima della prossima partita.
Mi: ciao Marijblade! Tvb!

Intervista doppia a Raffaele ‘Ganga’ Gennaro e Niccolò con due ‘c’ Zappetti: amici e colleghi super impegnati.

Tornano le interviste doppie e, terminato di conoscere le giocatrici della prima squadra, diamo spazio agli allenatori del Mondo Sanga’s Tigers. Questa settimana parliamo con Raffaele Gennaro e Niccolò Zappetti, amici e colleghi super impegnati, dal momento che allenano più gruppi, sia femminili che maschili, spaziando dal MicroBasket ai gruppi senior.

Nome e soprannome/i:
R: Raffaele. Il soprannome l’ho ereditato da mio padre: dato che entrambi fin da piccoli eravamo paffutelli e di buona forchetta, ecco il nomignolo Ganga che in calabrese vuol dire guancia :).
N: Niccolò, con due c, i miei genitori ci tengono… Soprannomi tanti, a parte i diminutivi, vezzeggiativi o troncamenti del nome (Raffo mi chiama Ni). Uno di questi è cestistico, vi racconto come è nato: gli amici del mare che ho conosciuto al campetto, una delle primissime volte mi hanno chiesto quale fosse il mio giocatore preferito, risposta (per me) ovvia Chris Mullin. Da allora mi chiamano così, molti di loro credo ignorino tuttora che non sia il mio vero nome.
Poi ce ne sarebbero altri (Caiazzo, Busecca, California…) ma preferisco lasciare un alone di mistero sulla loro provenienza!
Quali e quante squadre alleni (anche da assistente)?
R: Bella domanda! Quest’anno tra istruttore, assistente e preparatore ho un bel po’ di squadre, alleno il gruppo del MicroBasket, due gruppi Scoiattoli, due gruppi Aquilotti, il gruppo degli Esordienti, nel femminile do una mano come tuttofare nei gruppi U14, U15 e faccio atletica alle U17..infine alleno la mitica squadra dei SangaPapà.
N: Quest’anno sono impegnatissimo! Sono capo allenatore nel settore maschile di due gruppi senior (Promozione ed UISP) e degli U13, mentre nel settore femminile sono assistente U14, U15 ed U17.
Come stanno andando i campionati?
R: Di quale squadra?!?! Scherzi a parte, stiamo vedendo moltissimi miglioramenti nei vari gruppi del Minibasket, posso dire che siamo sulla buona strada e che siamo a buon punto. Mentre con gli Esordienti stiamo andando benissimo, crescita costante in allenamento e vittorie corali in tutte le partite.
N: I campionati maschili stanno andando meglio delle aspettative, l’obiettivo è confermarsi nei gironi di ritorno e togliersi qualche altra soddisfazione!
Le squadre femminili partecipano ai campionati Elite e stanno facendo fatica, nelle ultime settimane sono arrivate delle belle vittorie, speriamo che siano di buon auspicio!
Dai un voto alla stagione:
R: Siamo a metà dell’opera e per ora mi/ci regalo un 7,5, anche se credo che a fine stagione questo voto migliorerà.
N: Preferisco dare un voto alla fantasia delle domande: 4! (L’Ufficio Stampa ringrazia 🙂 )
Da quanto alleni e perchè hai iniziato?
R: Ho iniziato a fare l’istruttore quasi per sbaglio tre anni fa perché volevo mettere in pratica non solo tutto quello che ho acquisito durante le mie esperienze da “giocatore” (parolona), ma sopratutto concretizzare il mio percorso di studio. Per chi non lo sapesse sono laureando in Scienze Motorie.
N: Questa è la terza stagione, ho iniziato per caso grazie a Dario (Lovino). Un giorno ero in ferie e ci siamo trovati per pranzo, lui poi doveva andare ad allenare con la Giorgia (Colombo) in una palestra vicinissima a casa mia, allora ho pensato “Ma sì dai, vengo anch’io”!
Prima di diventare allenatore sei stato anche un giocatore? Che tipo di giocatore eri?
R: Da piccolo giocavo sia a basket che a calcio, fino ai 13 anni, poi la passione per il manto erboso ha avuto la meglio sulla palla a spicchi, che nonostante tutto non ho mai abbandonato da spettatore. Come giocatore ero il classico rompiscatole, aggressivo, un piccolo Gattuso per intenderci.
N: Ho giocato e, quando le caviglie non scricchiolano, ci provo ancora. Ero un buon tiratore, secondo chi mi chiama Chris Mullin avrei potuto fare lo specialista in NBA, in realtà ho fatto fatica a (non!) trovare spazio in serie C…
Siete entrambi assistenti di Giorgia Colombo: descrivetela dentro e fuori dal campo.
R: Oooh la Giò, lei è così, sia in campo che fuori, una bomba ad orologeria, molto esigente ma allo stesso tempo sempre disponibile. La Giò è la Giò.
N: Giorgia ha una passione smisurata per questo gioco e trasmette alle ragazze un’enorme carica emotiva, riesce a creare con tutte loro un rapporto davvero speciale. In palestra le piace lavorare sui fondamentali e meno sulla tattica.
Fuori dal campo è una persona solare che pensa a divertirsi e fare casino!
Su quali aspetti del gioco o fondamentali ti piace lavorare in palestra e quali proprio, se potessi, lasceresti sempre al tuo assistente?
R: Per quanto riguarda i piccoli non dispiace la formula del gioco-sport aggiungendoci anche un pizzico di tecnica in più, mentre per quanto riguarda le grandi mi piace lavorare sulla difesa a differenza della nostra Giò.  Odio fare solo una cosa, arbitrare: ecco perché spesso lascio il compito alla mia cara assistente, scusami Ali.
N: Lascio volentieri ai miei assistenti la parte organizzativa, burocratica e di comunicazione… Non mi piace rincorrere le persone al telefono, mandare e-mail e così via, quindi apprezzate lo sforzo che sto facendo per scrivere qua!!!
Sul campo non ho preferenze, anzi.. Se c’è qualcosa che non mi piace, ci metto ancora più impegno per trovare/creare esercizi utili e divertenti.
Non ci sono aspetti del gioco che si possono trascurare!
Una passione extrabasket?
R: Amo il calcio e il Milan, come il coach Boninsegna sono un ottimo degustatore di Birre, mi piace ascoltare del buon vecchio Rock e adoro i Tatuaggi, ne ho un bel po’.
N: La mia versione eremitica/letargica si divide tra sport (in TV), serie (TV) e videogiochi (sulla TV). Però sono anche capace di socializzare ed uscire con gli amici.
Citazione preferita:
R: Ne ho tantissime anche se la mia preferita forse è la più semplice, quella che ho conosciuto tramite un cartone animato, HAKUNA MATATA.
N: “The saddest thing in life is wasted talent” (Robert De Niro in Bronx).
Weekend senza partite, che fate?
R: Senza partite??? Quando?! Dove?! Beh approfitterei per far un bel viaggetto per staccare un po’.
N: Esistono?! Dormo. Oppure mi dedico ad una delle passioni extracestistiche di cui sopra.
Descrivi l’altro come allenatore:
R: Io lo chiamo il Saggio, spesso risolve con tutta la sua calma i vari quesiti che il campo ci offre, è il simbolo del: non serve agitarsi, le cose si risolvono tranquillamente. Lo descriverei come il Coach Zen.
N: Io e Raffo abbiamo frequentato lo stesso corso per istruttori minibasket. Ha più esperienza di me con i piccoli e ci confrontiamo spesso sugli esercizi da proporre. Ha molta fantasia e riesce sempre ad unire l’utile (parte didattica) al dilettevole (per i bimbi). Grazie agli studi in Scienze Motorie, ha seguito la preparazione fisica di diverse squadre, un’altra sfera di conoscenze che gli invidio molto, oltre a quelle eno-gastronomiche della sua terra natìa.
Salutatevi:
R: Ciao Saggio!
N: I nostri saluti di inizio allenamento sono dei cenni del capo con lieve movimento sopracciliare, in genere di dissenso. Alla fine invece mi lascio andare ad un “Ciao RRRa (come il Dio Sole dell’Antico Egitto o comunque delle sue parti), buon rientro a Cornarédo!

Intervista a Valli, Guidoni e Trianti: tra serie A, campionato giovanile e sogni per il futuro

Ancora un’intervista tripla, con le tre giocatrici del 1997 che fanno parte del roster della Serie A: insieme a Giulia Trianti, new entry di quest’anno, parliamo con Loriana Valli e Monica Guidoni, cresciute nel SangaMondo.

Nome:
M: Monica
L: Loriana
G: Giulia

Soprannome:
M: Moni, ma scrivilo senza y, mi raccomando.
L: Lori.
G: Giullu, Ciuly, Giuls, Triants.. poi Franz si diverte a trovarne altri mille…

Numero preferito e perché:
M: 23 perchè è sempre stato il mio numero fortunato (e di maglia, eccetto quest’anno).
L: il 7, l’ho avuto fin da piccola e mi è sempre piaciuto. Ora gioco con il 30 in U19 e con il 18 in A2, il 7 è della Capitana!
G: il mio numero preferito è il 22, numero con cui gioco. L’ho scelto a otto anni perchè era il numero del mio primo amore: Kakà.

Parliamo della scuola: cosa studi, qual è la tua materia preferita e quale invece proprio non sopporti?
M: studio al liceo scientifico. Mi piace la filosofia; non fa per me educazione fisica: mi costringono a fare le verticali e non sono il mio forte.
L: frequento il quarto anno del liceo scientifico ad indirizzo sportivo. La mia materia preferita è sicuramente educazione fisica, ma mi appassionano anche biologia e filosofia. Trovo invece infinitamente noiosa informatica!
G: sono in quarta liceo scientifico. Mi piacciono moltissimo inglese e storia; latino invece proprio non lo sopporto!

Cosa vuoi fare ‘da grande’?
M: non lo so proprio, ci sono un sacco di possibilità.
L: tantissime cose, mi piacerebbe molto diventare fisioterapista e personal trainer perchè adoro tenermi in forma e fare sport. Allo stesso tempo adoro mangiare e un altro sogno sarebbe fare la dietologa. Insomma, ho davvero tante cose per la testa, sono ancora troppo indecisa!
G: sono ancora molto confusa ma mi piacerebbe fare la fisioterapista.

Il basket giocato, tra campionato giovanile e serie A, richiede tanto tempo: come concili questo impegno con lo studio e gli amici?
M: tutto dipende dalle priorità che uno si prefigge. Serve anche una grande capacità organizzativa, anche se purtroppo non sempre basta!
L: conciliare tutto è davvero difficile, tempo per uscire con gli amici e svagarmi, tra basket e studio, se ne trova poco e ancora adesso sto cercando di trovare un metodo che mi permetta di fare tutto. Studio e sport a mio parere, per essere fatti bene, richiedono sacrifici continui: ormai sono abituata a questo ritmo di vita e devo ammettere che ho ottenuto dei buoni risultati. Vado fiera di ciò che faccio e i miei genitori ne sono orgogliosi.
G: conciliare tutto non è certo il mio forte, ci vogliono determinazione e buona volontà. Certo, bisogna fare qualche sacrificio.

Esordio in serie A: com’è stato o come te lo immagini?
M: ho esordito quest’anno contro Selargius, segnando anche due punti: nonostante la tensione direi bene, no?! Ero agitatissima!
L: il mio esordio in A2, con la fiducia di Coach Franz Pinotti, allenatore che conosco da quando in quarta elementare ho lasciato il tennis per iniziare con il basket, è stato lo scorso anno contro Biassono. Ero molto tesa, ma tutto sommato è andata bene, ho anche segnato 2 punti!
G: quando arriverà il momento sarò sicuramente molto agitata ma cercherò di entrare in campo decisa per ripagare la fiducia dell’allenatore.

Passione extrabasket:
M: leggere e mangiare sicuramente!
L: mi piace molto andare in palestra, ascoltare la musica, andare a ballare e passare del tempo con il mio ragazzo, Vittorio.
G: la musica, uscire con gli amici di sempre, guardare film con mia mamma e andare al palazzetto, perchè una passione extrabasket è sicuramente.. il basket! Non mi stanca mai!
 
La partita più bella che hai giocato?
M: tre o quattro anni fa contro la Comense, abbiamo perso 74-72 ma è stata davvero una partita memorabile.
L: la finale regionale U19 di due anni fa a Usmate. Abbiamo vinto solo di 1 punto, abbiamo giocato tutte con grinta e determinazione, è stata proprio una bellissima partita!
G: ce ne sono tante! Forse le più belle però sono alcune che ho giocato con il Geas: la finale scudetto di Bormio nel 2011, la finale del torneo di Chalon e quella che più di tutte mi ha fatta emozionare, la partita vinta di 2 contro Marghera all’interzona nel 2012 che ci ha permesso di andare alle finali nazionali.

Siete molto giovani ma già nel giro della serie A: che consigli dareste alle più giovani che vogliono arrivare anche loro a far parte della prima squadra?
M: mettere sempre al primo posto il divertimento ma impegnarsi al massimo ad ogni allenamento (ho fatto pure la rima!)
L: bisogna sempre allenarsi con costanza e con passione. È quello che ripeto sempre anche a mia sorella Laura, anche lei giocatrice del Sanga (in U13).
G: ci vogliono sicuramente molta voglia di fare, umiltà e capacità di mettersi in gioco.

Qual è la giocatrice più forte che hai affrontato?
M: probabilmente Martina Kacerik.
L: ce ne sono tante, non me ne viene in mente una in particolare.
G: fortunatamente ho sempre avuto l’onore di gocare con le giocatrici più forti. Tra le avversarie sicuramente una delle migliori è Mariella Santucci, di Magika.

Cosa sai fare meglio in campo? In cosa, invece, fai più fatica?
M: quello che mi viene meglio direi è sicuramente giocare spalle a canestro; il lato atletico invece non è proprio il mio forte!
L: il mio punto forte in campo è la difesa; faccio fatica invece a portare palla. Non è il mio ruolo e temo di perderla facilmente.
G: ho molto difetti e devo migliorare praticamente ogni aspetto del mio gioco. LA cosa che mi riesce meglio è la difesa, devo lavorare sulle penetrazioni e sul pick and roll. Dovrei anche migliorare sulla sicurezza nelle mie capacità: non avere fiducia in me stessa condiziona troppo il mio gioco.

E le altre due?
M: Lori riesce ad attaccare sempre con lo spazio e il tempo giusti, forse fatica un pochino a leggere gli improvvisi cambi di difesa delle squadre avversarie durante le partite; Giuli ha un tiro che le invidio tantissimo e come aspetto in cui fatica, non saprei, forse a volte gioca un po’ troppo in fretta per le persone lente come me! 😉
L: Monica è sicuramente una grande stoppatrice, forse deve migliorare la velocità nelle rotazioni difensive per provare a recuperare più palloni. Giulia ha un tiro da 3 micidiale (facciamo spesso delle gradiose sfide in palestra); ciò su cui deve lavorare è sicuramente la fiducia nei suoi mezzi, deve credere nelle sue capacità!
G: Loriana, la svampita numero uno, è molto brava a giocare dentro l’area, riesce sempre a farsi spazio e a trovare un buon tiro da sotto. Deve essere più sicura del suo tiro da 3 e più rapida nelle rotazioni difensive. Moni è molto brava nel gioco spalle a canestro; deve invece lavorare sull’aspetto psicologico del suo gioco, si abbatte troppo facilmente.

Manda un saluto ai tifosi:
M: Ciao a tutti! Spero che sappiate chi sono anche se non mi avete vista spesso alle partite!
L: Ciao a tutti! Siete di grande sostegno per tutte noi, ci fate divertire e ci spronate a fare sempre meglio!
G: Un salutone e ci vediamo a Carugate dove sarò pronta a cantare con voi! Grazie per il sostegno che ci date ogni volta.

L’intervista doppia si fa tripla: la parola a Bottari, Colli e Colella

Torna, dopo le feste, l’appuntamento con l’intervista doppia per conoscere meglio i componenti del Mondo Sanga’s Tigers. Questa settimana parliamo con le ragazze della Serie A2 ma le protagoniste non sono due come al solito, sono 3..come direbbero loro: sto male! Buona lettura, quindi, di quest’intervista tripla che coinvolge Federica Bottari, Gaia Colella e Claudia Colli.

Nome:
F: Federica.
C: Claudia.
G: Gaia.
Soprannome:
F: ne ho diversi..Bott, Botta, Fede.
C: Clod.
G: Gaga.
Studi? Cosa?
F: sì, studio Ingegneria al Politecnico di Milano.
C: sì, frequento il 5º anno di ragioneria.
G: sì, studio Comunicazione d’impresa.
Cosa ti ha portato al Sanga?
F: alla fine del liceo ho deciso di iniziare una nuova avventura lontano da casa e mi sono iscritta al Politecnico di Milano, però non volevo abbandonare la mia passione ed il mio Coach di Taranto si è messo in contatto con il Sanga per farmi giocare qui.
C: dopo il primo anno di esperienza in un campionato senior (A3 a Novara) mi è stata data la possibilità di fare un altro salto di qualità in un campionato difficile come quello di A2 al Sanga Milano: non ci ho pensato un attimo, ho detto subito di sì!
G: donvendomi trasferire a Milano per studiare ho chiesto ad un allenatore di Napoli di aiutarmi a trovare una squadra e lui mi ha subito proposto il Sanga.
Passione extrabasket:
F: non esiste passione più grande del basket, però nel tempo libero mi piace stare in compagnia dei miei amici e passare belle serate con loro!
C: oltre al basket?! Sicuramente ho una passione per la medicina che spero di iniziare a studiare l’anno prossimo all’università.
G: mi piace viaggiare e uscire con gli amici.
Cosa sai fare meglio in campo e in cosa devi migliorare?
F: devo migliorare sicuramente il tiro, per quanto riguarda ciò che so fare meglio secondo me è la difesa.
C: a questa domanda mi viene difficile rispondere perchè vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto ma forse un mio pregio è il primo passo sulla penetrazione in 1vs1 che puó mettere in difficoltà l’avversaria; sicuramente devo migliorare su tante cose ma principalmente devo lavorare sulla mia testa per stare sempre concentrata e serena, tutto parte da quella.
G: cosa faccio meglio in campo? supporto morale! Per il resto devo migliorare in tante cose, ad esempio il tiro.
Pregio e difetto in campo delle altre due:
F: di Claudia penso che quando attacca il canestro nessuno può fermarla, canestro assicurato; il suo difetto è la sua insicurezza in partita, deve fidarsi di sè e delle sue potenzialità così come fa in allenamento. Per quanto riguarda Gaia ha una buonissima tecnica e una buona visione di gioco, deve essere solo un po’ più cattiva e poi non ce n’è per nessuno!
C: Fede ha una buona visione di gioco e non abbassa mai la testa quando gioca, mentre di Gaia mi piace il tiro. Difetto di Fede? Che deve ricordarsi di difendere sempre la palla mentre palleggia! Gaia deve essere più decisa quando penetra perchè potrebbe essere devastante!
G: Fede non molla mai, ammiro la sua grinta però a volte è troppo insicura. Claudia se attacca il canestro come sa fare e gioca serena  è inarrestabile ma si abbatte troppo facilmente.
Raccontaci la tua partita più bella:
F: quella più bella è stata la finale dell’anno scorso con la mia squadra di Taranto per salire di serie, dopo una bellissima stagione!
C: di partite belle ne ho giocate veramente tante! Non ne ho una preferita ma ovviamente alcune sono indimenticabili come gli esordi in A3 o A2 o quelle giocate con la maglia della Nazionale per un’amichevole o un torneo. La prima che mi viene in mente è la finale scudetto vinta con Geas: il mio primo scudetto nelle giovanili accompagnato dalla canzone “We are the champions”, avevo i brividi, che emozione! Un’altra partita che ricordo è la mia prima Finale Regionale nel femminile: arrivammo seconde e in 3 partite realizzai 81 punti che mi permisero di entrare a far parte del progetto Azzurrina durato 2 anni.
G: la partita più bella che mi viene in mente l’ho giocata due anni fa contro una squadra di Napoli con cui perdevamo sempre; abbiamo difeso come delle pazze e siamo state tutta la partita in vantaggio e anche se poi l’abbiamo persa agli ultimi secondi aver condotto tutta la gara dimostrando di potercela fare l’ha resa indimenticabile.
Giocatore o giocatrice preferita:
F: il mio giocatore preferito è da sempre Rajon Rondo, troppo forte!
C: Giocatore preferito Stephen Curry per il suo talento sproporzionato mentre giocatrice direi Diana Taurasi e Lisa Leslie, la prima a schiacciare nella Lega.
G: Rajon Rondo e Marija Eric.
Dopo la partita che si fa?
F: beh dipende dal risultato della partita, se si vince si va fuori tutte insieme, se si perde a letto a pensare a tutti gli errori e a cosa migliorare!
C: se si vince cena di squadra e si festeggia; se si perde si va avanti e si pensa alla prossima!
G: dopo la partita pizzata di squadra da Solo Pizza!
Cosa vuoi fare da grande?
F: sicuramente qualcosa di inerente a ciò che studio, vedremo il futuro cosa ci riserva!
C: da grande?! Vorrei essere un medico, in particolare una neurochirurga (non chiedetemi perchè..) e continuare con la pallacanestro.
G: non lo so ancora con precisione ma vorrei lavorare nell’ambito del marketing.
Messaggio alla squadra in vista del derby con Geas:
F: ssstomaleee raga! Ahahah a parte gli scherzi spacchiamo tutto e giochiamo come sappiamo giocare, si deve vincere assolutamente!
C: non dobbiamo mollare, dobbiao giocare come nelle ultime partite, lottando su ogni pallone con testa e cuore. Per essere social, siamo una #bigfamily.. #ssstomaleee!
G: sstomaleeee!
Messaggio ai tifosi in vista del derby:
F: forza ragazzi, siete fondamentali domenica! Carichi come sempre, dobbiamo vincere insieme!
C: a nome di tutti e tutte penso di poterli ringraziare perchè ci seguono ovunque, sono venuti anche in Sardegna a spese proprie solo per passione. Ci danno una carica pazzesca e ci stimolano a fare sempre meglio per non deluderli! Siete illegali!
G: ci sono sempre e ci sostengono ma basta cori contro Napoli per favore!!

Intervista doppia a Laura Rossi e Andrea Piccinelli: provarci sempre, arrendersi mai!

Questa settimana vogliamo presentarvi due nuovi Allenatori del Mondo Sanga’s Tigers: Laura Rossi e Andrea Piccinelli, in passato nostri avversari e da settembre a capo delle formazioni U17 (Laura per il maschile, Andrea per il Femminile). Conosciamoli insieme!

Nome ed età:
L: Laura,‭ ‬31.
P: Andrea Piccinelli per tutti non solo nel mondo del parquet “Picci” o “Piz” fate voi… un old boy 45enne d’assalto.
Da quanto alleni e perchè hai iniziato:
L: Alleno costantemente da poco‭ (‬3‭ ‬stagioni‭)‬.‭ ‬Avevo collaborato con la mia società d‭’‬origine durante il liceo ma in maniera dilettantistica.‭ ‬Poi lo stop con il basket fino a un incontro casuale qui a Milano che mi ha rimesso in campo come giocatrice.
In quel periodo ho cominciato a coltivare l‭’‬idea che il mio posto in una squadra fosse un altro‭ (‬sia per la mia indole che per il mio scarso talento in campo,‭ ‬lo ammetto..‭) ‬e ho cominciato a dedicarmici seriamente.‭ ‬Non sapevo a cosa andavo incontro‭ .
Quello che sapevo con certezza è che volevo dare ai miei giocatori quello che non avevo avuto io e provare a migliorarli tutti,‭ ‬arrivare alla fine dell‭’‬anno e sapere di aver raggiunto un obiettivo in termini di crescita‭ ‬e,‭ ‬perché‭ ‬no,‭ ‬di risultati.
P: Alleno dalla stagione 1991-1992 ,quando ho preso la prima tessera da tecnico regionale a Como nel maschile. Ho iniziato perché il mio coach diceva che ero un allenatore in campo: si vede che parlavo (o rompevo) troppo… poi sono passato al femminile e ho allenato 11 anni nella mitica Comense, poi a Cucciago, Cantù, due stagioni super a Biassono, quindi ho tentato anche l’esperienza all’estero in Svizzera con belle soddisfazioni e da quest’anno eccomi sbarcato al Sangamondo! Perché alleno? Perché amo stare in palestra con le mie squadre a crescere con loro.
Preferisci allenare a livello senior o giovanile‭?
L: Domanda difficilissima.‭ ‬A livello senior erediti il lavoro‭ ‬di chi è venuto prima di te e devi lavorare sul gruppo,‭ ‬sull‭’‬alchimia,‭ ‬sulla fiducia e sulle sfumature.
A livello giovanile ti trovi davanti a tante individualità disomogenee che vanno introdotte al basket,‭ ‬al gioco corale.‭ ‬Vanno coltivate tecnicamente e psicologicamente,‭ ‬spesso ti trovi davanti ragazzi e ragazze che non hanno mai giocato e il primo compito è trasmettergli la passione.
Sapendo che forse un giorno qualche coach di squadre senior ti ringrazierà.
L‭’‬anno scorso sono riuscita a fare entrambe le cose e,‭ ‬seppur con enorme fatica e magari anche delusioni,‭ ‬credo che sia il giusto equilibrio per me‭ ‬perché‭ ‬i mondi si sono contaminati‭;‬ l‭’‬energia e l‭’‬entusiasmo giovanile‭ ‬mi hanno influenzato nell‭’‬approccio ad un campionato senior,‭ ‬l‭’‬esperienza e la tattica mi sono state d‭’‬aiuto nel campionato giovanile.
In sintesi:‭ ‬squadra senior con giocatori giovani,‭ ‬i sogni sono gratis!
P: Bella domanda. Dicono che preferisco dare spazio alle giovani anche quando alleno le squadre senior. Io dico che il basket è basket a qualsiasi età. Diciamo che mi piace far crescere le giovani… se poi sono aiutato da qualche senior in gamba tutto è più facile.
Quest’anno ho la fortuna di lavorare in prima squadra con giocatrici super come Silvia Gottardi, un esempio per tutte le giovani: lei è la conferma che il basket è senza età! E poi è una ragazzina!!!
Raccontaci qualcosa della tua squadra e del campionato:
L: La formazione U17‭ ‬Tigers credo ci riserverà grandi sorprese.‭ ‬Sono ragazzi di‭ ‬cuore e da quando abbiamo trovato la nostra quadratura siamo in crescita,‭ ‬anche se nelle ultime‭ ‬2‭ ‬uscite i risultati non ci hanno premiato.‭ ‬Ma abbiamo dimostrato di potercela giocare con squadre molto più quotate,‭ ‬di saper lottare e soprattutto reagire davanti alle difficoltà.
Il gruppo è composto principalmente da‭ ‬’98‭ ‬con l‭’‬aggiunta di‭ ‬2‭ ‬giocatori sotto‭ ‬età‭ (‬’99‭ ‬e‭ ‬2000‭) ‬che stanno ben figurando in campo. Il girone di qualificazione si è concluso domenica con‭ ‬3‭ ‬vittorie e‭ ‬6‭ ‬sconfitte.‭ ‬Disputeremo il campionato Silver da gennaio con formula andata/ritorno e faremo di tutto per chiuderlo in testa alla classifica e accedere così agli scontri diretti che portano al tabellone finale.‭ ‬Faremo del nostro meglio ora che gioca a nostro favore la consapevolezza dei mezzi che abbiamo.
P: Innanzitutto dico che ho trovato grande disponibilità da parte di un gruppo completamente nuovo costruito con tante giocatrici provenienti da realtà ed esperienze diverse. All’inizio non è stato facile assimilare metodologie e concetti nuovi ma stiamo lavorando tanto e soprattutto le ragazze stanno tutte crescendo molto sotto tutti i punti di vista. Ora vogliamo anche toglierci qualche soddisfazione in un campionato di alto livello come quello U17 Elite… Sono sicuro che arriveranno presto, le ragazze se lo meritano. Anche se sono convinto che i frutti del nostro lavoro si raccoglieranno più avanti!
Cosa non deve mancare mai in una tua squadra?
L: A livello mentale la voglia di superare sempre i propri limiti,‭ ‬che si traduce in partecipazione agli allenamenti,‭ ‬alla carica agonistica in partita,‭ ‬al desiderio costante di migliorarsi.‭
A livello di gioco posso rinunciare a tutto ma non ad un difensore che non molla‭ ‬1‭ ‬centimetro‭ ‬perché‭ ‬è dalla difesa che nasce tutto.
P: ‬quello che ripeto sempre è «energia, entusiasmo intensità e fame di migliorare”: la mentalità vincente non si compra al mercato ma la si può costruire giorno dopo giorno, costa
sacrifici, ma piano piano si allena. Il mio motto è provarci sempre senza paura di sbagliare: ma bisogna provarci però!!!
Oltre ad allenare lavori‭?
L: Collaboro con uno studio di design d‭’‬interni come libera professionista.‭ ‬Sono‭ ‬laureata in yacht design anche se ultimamente il mercato nautico è molto calato e ci dedichiamo principalmente al residenziale.‭ ‬Spero però di tornare presto a vedere il mare!
P: Sì sono giornalista e collaboro con un quotidiano comasco e con due settimanali provinciali.
Segui il calcio? Per che squadra tifi‭?
L: Fedelissima tifosa bianconera da quando ho visto giocare‭ ‬Michel‭ ‬Platini da piccola.‭ ‬Cerco di non perdermi mai le partite,‭ ‬basket permettendo..
P: Certo, ho anche giocato! Tifo Juve, ma ho capito di essere in minoranza qui a Milano…boh non so perché!
Che cosa farai nelle vacanze di Natale‭?
L: Dedicherò qualche giorno alla mia famiglia che è in Veneto e che vedo molto raramente.‭ ‬Poi ancora non lo so,‭ ‬vorrei staccare completamente e concedermi un viaggetto ma sarà una decisione dell‭’‬ultimo minuto.
P: Indovina! Tra tornei, amichevoli, allenamenti… insomma le passerò molto in palestra.
Hai un weekend libero dal basket,‭ ‬che fai‭?
L: Cerco di incastrarci tutte le attività che trascuro.‭ ‬Una gita fuoriporta,‭ ‬cinema,‭ ‬amicizie,‭ ‬casa‭…‬ e mi riposo.‭ ‬Poi preparo l‭’‬attività delle settimane successive e faccio il bilancio di cosa funziona e cosa no in palestra.‭ ‬D‭’‬altra parte i weekend liberi dal basket non esistono,‭ ‬si sa‭!
P: ‬Rivedo i vecchi amici e le persone care che trascuro durante la settimana…i vecchi amici sono pochi ma ci sono sempre!
Passione non sportiva‭?
L: Sono una persona generalmente curiosa,‭ ‬appassionata di design,‭ ‬viaggi,‭ ‬cucina.‭ ‬Ci provo col giardinaggio anche se il mio pollice killer non aiuta.
P: Fumetti e cinema.
A cena con chi e dove‭?
L: Con una persona speciale da‭ ‬Asola a San Babila,‭ ‬chi ti fa battere il cuore va viziato.
Con gli‭ ‬amici da Martino per cotoletta,‭ ‬vino rosso e un clima come a casa.
P: Con Alena Seredova ovviamente in riva al mio lago di Como.
Ultimo libro letto‭?
L: “La verità sul caso Harry Quebert” di Dicker.
P: “Vini e vinili” del mio amico e collega Maurizio Pratelli, lo consiglio!
Un augurio al Mondo Sanga’s Tigers‭?
L: Visto che siamo sotto le feste non possono mancare gli auguri di buon Natale‭…‬ e che l‭’‬anno nuovo sia carico di soddisfazioni‭ (‬e di referti rosa‭!).
P: ‬Tanta energia e positività… C’è un 2015 da vivere insieme… in campo!!!

Intervista doppia: Silvia Gottardi e Giulia Maffenini, fuoriclasse a confronto

Questa settimana l’appuntamento con l’intervista doppia ci riporta tra le ragazze della Serie A2, per parlare con Silvia Gottardi e Giulia Maffenini, le due bomber del Ponte Casa d’Aste: ecco cosa ci hanno raccontato!

Nome:
S: Silvia
G: Giulia
Soprannome:
S: Got
G: Maffe
Numero preferito:
S: 7, scelto perché era la metà del mio primo numero, il 14, che non potevo prendere a Priolo visto che lo aveva la capitana. Poi abbiamo vinto lo scudetto e allora non l’ho più mollato!
G: 8
Cosa sai fare meglio e qual è il tuo punto debole?
S: la cosa che faccio meglio è l’arresto tiro, il punto debole… le gambe che non sono più quelle di qualche anno fa!
G: la cosa che so fare meglio è attaccare il canestro… l’aspetto su cui devo lavorare di più invece è l’uso della mano sinistra, faccio un po’ fatica!
E lei?
S: lei è un talento fisico mai visto prima e ha un senso del canestro raro. Deve imparare ad essere più continua.
G: Silvia è un ottimo capitano e un punto di riferimento per me perchè ha tanta esperienza, sa leggere il gioco e ha un buonissimo tiro. Forse ora fa più fatica a reggere 40 minuti di gioco, ma a parte questo, è un’ottima giocatrice.
Giocatore o giocatrice modello:
S: adoravo come giocavano Silvia Todeschini e Penny Hardaway!
G: la mia giocatrice modello è Chicca Macchi, ha dei movimenti stupendi e mi ci rivedo un sacco… ovviamente devo ancora crescere e migliorare in un sacco di cose!
Primo e ultimo tatuaggio?
S: il primo era un delfino ma grazie a Dio l’ho coperto. L’ultimo una lumaca… per mia mamma.
G: il primo che ho fatto è quello che ho sulla caviglia. I miei nonni che non ci sono più si chiamavano con due soprannomi, fiorellino e farfallina: mi sono fatta tatuare una farfalla (la nonna) che si posa su un fiore (il nonno). Ora invece mi sto coprendo il braccio sinistro di tatuaggi old school, poi credo che per un po’ di tempo mi fermerò.
Chi ne ha di più?
S: Maffe, non c’è gara!
G: mi sa che ne ho più io, ma più o meno siamo lì!
Il tuo preferito dei tuoi e uno che ruberesti all’altra?
S: dei miei il mio preferito è la mia lumaca! A Maffe ruberei la matrioska!
G: il mio preferito è quello che ho sulla schiena, che rappresenta la mia famiglia e il basket, la mia vita.. Tra quelli di Silvia mi piacciono tutti quelli che ha, ma ogni tatuaggio è personale, quindi non ne copierei nessuno.
Lavori?
S: troppo!
G: sì, per ora curo una bimba di 5 anni, la porto all’asilo e la vado a riprendere ma mi piacerebbe lavorare in una pasticceria.
Se non avessi giocato a basket…
S: avrei fatto l’esploratrice! Viaggiare non mi basta mai!
G: probabilmente avrei giocato a calcio. Da piccola mi ero iscritta in una squadra ma mia mamma non voleva stare al freddo a vedere le partite. Così mi ha iscritta a basket con mio fratello, almeno per vedere le partite stava al caldo!!
Due impegni in casa… Cosa vi aspettate?
S: saranno partite toste vista la posta in palio! Dobbiamo per forza vincere per provare ad acciuffare quel quarto posto, in una formula che ci penalizza molto e che veramente trovo ridicola.
G: domenica contro Broni è una partita importante, si gioca in casa..dobbiamo assolutamente vincere!
Manda un messaggio alla squadra in vista della partita contro Broni:
S: ragazze sveglia: siamo forti e possiamo farcela se giochiamo assieme e senza paura!
G: dobbiamo giocare di squadra, essere unite anche nei momenti di difficoltà: è la chiave per vincere, insieme a una grande difesa.
Ora manda un messaggio all’altra in vista della partita contro Broni:
S: Maffe vola a canestro (dalla parte giusta 🙂 )! 40 punti non sono da tutti i giorni, ma 25 sono alla tua portata e ci servono da matti!
G: Silvia, inc***ati con me quando faccio ca…volate e mi vedi spenta, così mi ricarichi un po’!!
Cosa manca per dare una svolta alla stagione?
S: trovare l’amalgama giusta, che a causa di infortuni che non ci hanno permesso di allenarci spesso assieme non ancora abbiamo, e un pizzico di esperienza…che viene giocando!
G: spesso abbiamo cali di intensità per stanchezza, per delusione e per poca concentrazione. In questi momenti dobbiamo riuscire a essere unite e mettere assieme le forze di tutte e 12, solo così possiamo superare quelle fasi di blocco che ci hanno portato a perdere alcune partite. L’unione di tutto il gruppo per tutta la durata della partita ci permetterà sicuramente di fare bene!
Tiro decisivo, se segnate avete vinto, chi tira?
S: io, ovvio! Scherzi a parte… ho compagne veramente di carattere che sanno prendersi responsabilità. Maffe e Dunja su tutte!
G: lo tira Silvia!
Il tuo primo tifoso/la tua prima tifosa?
S: mio papà e mia mamma!
G: tifoso..direi mio nonno, mi ha sempre seguita, fin da piccola. Anche adesso quando riesce viene a vedermi ed è sempre un’emozione indescrivibile vederlo sugli spalti. La mia prima tifosa è mia mamma: mi ha sempre sostenuta insegnandomi che è con grande sacrificio e con un grande lavoro che si ottengono dei risultati e si possono realizzare dei sogni.

L’intervista doppia invade il settore giovanile. Parliamo con Luca e Giorgia.

Questa settimana abbiamo pensato di allontanarci per un attimo dal gruppo della Serie A e coinvolgere due allenatori del settore giovanile per il consueto appuntamento con l’intervista doppia. Le nostre vittime sono Giorgia Colombo, allenatrice dei gruppi femminili che partecipano ai campionati U15 Elite e U14, e Luca Boninsegna, allenatore della squadra U14 Elite maschile.

Nome ed età:
G: Giorgia…l‭’‬età non si dice,‭ ‬giovane dentro comunque‭!
L:Luca,‭ ‬28‭ ‬quasi‭ ‬29.
Cosa ti ha spinto a diventare allenatore‭?‬
G: Ho avuto un allenatore,‭ ‬anzi due,‭ ‬che mi hanno‭ ‬fatto innamorare di questo sport‭ ‬talmente tanto da dire‭ “‬da grande anch‭’‬io voglio trasmettere questa passione e questo entusiasmo, insegnando questo bellissimo gioco chiamato basket‭”. ‬Uno era Kigia,‭ ‬l‭’‬altro Morelli.
L: Domanda‭ ‬da un milione di euro‭…‬ Se parla il Luca‭ ‬serio,‭ ‬direi la‭ ‬curiosità di vedere come fosse il basket vissuto‭ ‬“dall‭’‬altra parte‭”‬ e il voler condividere‭ ‬una passione con altre persone provando a usare quello che so e imparo per rendere il percorso assieme il più bello possibile.
Se parla il Luca meno serio,‭ ‬direi assolutamente che uno dei motivi principali restano i giocatori che portano da mangiare in spogliatoio quando compiono gli anni‭…
Prima di allenare sei‭ ‬stato un giocatore‭? ‬Che tipo? Giochi ancora‭?
G: Non fatelo leggere alle mie nanette per favore‭ m‬a sì, giocatrice a tutti gli effetti‭!
Un po’ pazza,‭ ‬senza schemi,‭ ‬senza un‭’‬identità precisa,‭ ‬con molta fantasia e testa calda.
Gli allenatori non mi amano particolarmente,‭ ‬sono un po’ ingestibile‭ ‬non solo a livello di‭  ‬gioco ma‭ ‬anche a livello caratteriale. Sarei un play,‭ ‬mi piace fare assist‭ ‬e giocare Pick&roll‭ (‬solo con determinate persone eh eh‭) ‬e diciamo che non sono molto timida al tiro‭!
L:Per‭ ‬la sfortuna del basket sì.‭ ‬Il tipo di quelli che dieci assist sono meglio di venti punti segnati‭ (‬e ha il poster di John Stockton appeso alla porta‭)‬.‭ ‬Purtroppo ho smesso quest‭’‬anno,‭ ‬ma alcuni pazzi stanno cercando di convincermi a riprendere.
Oltre ad allenare lavori‭?
G: Sì, lavoro per un portale immobiliare,‭ ‬in centro a Milano. Mi diverto,‭ ‬a volte è un po’ faticoso incastrare tutto,‭ ‬ma cerco di organizzarmi il più possibile‭!
L:Collaboro con la Federazione Pallacanestro.‭ ‬Di certe malattie non ci si libera…
Entrambi allenate squadre che partecipano al campionato Elite:‭ ‬come cambia l’approccio ad allenamenti e partite,‭ ‬se cambia?
G: eh cambia parecchio‭! ‬Cambiano i ritmi di allenamento,‭ ‬perchè le partite richiedono più intensità,‭ ‬non tanto fisicamente quanto di testa: se si sbaglia l‭’‬approccio rischi di prendere un parziale importante e difficile da recuperare.‭ S‬i usa molta più tattica,‭ ‬si vedono più difese,‭ ‬si iniziano a inserire idee di gioco più costruite‭! È‬ sicuramente un campionato che richiede,‭ ‬soprattutto alle ragazze,‭ ‬maggiore impegno e determinazione…noi ancora dobbiamo dire la nostra,‭ ‬visto l‭’‬inizio un po’ titubante.
L: La voglia di andare in palestra a farsi il mazzo non è data dal livello del campionato,‭ ‬ma di sicuro‭ ‬in Elite‭ ‬il normale percorso di crescita tecnica‭ ‬è sollecitato da avversari più preparati da un punto di vista fisico e tecnico,‭ ‬perciò l‭’‬approccio cambia‭ ‬perché cerchi‭ ‬di rendere i ragazzi pronti a confrontarsi con‭ ‬un campionato più tosto di quello cui erano abituati e provi a mantenere alta la concentrazione‭ ‬nonostante le richieste mentali e tecniche siano superiori.
Come sta andando la stagione‭?
G: Potrebbe andare molto meglio. L‭’‬approccio al campionato Elite delle piccole‭ (‬2000‭) ‬non è stato facile e stiamo subendo troppo la pressione data dall’idea di partecipare a un campionato di questo livello. ‬Dobbiamo lavorare molto su carattere e mentalità.‭ ‬Le stesse difficoltà le abbiamo anche con le più grandi,‭ ‬le U17.
Le‭ “‬nanette‭”‬ (il loro soprannome affettivo‭), cioè le ‬2001-2002‭ ‬hanno iniziato alla grande.‭ ‬Il gruppo è nuovo,‭ ‬si è creato quest‭’‬anno con l‭’‬arrivo di molte‭ ‬2001,‭ ‬che vengono supportate dalle‭ ‬2002‭ ‬perchè ne abbiamo, comunque, ancora pochine.‭ ‬Sono un gruppo molto affiatato, con grande entusiasmo e voglia di far bene‭!
L:Ci siamo tolti qualche soddisfazione nonostante dei risultati ancora altalenanti,‭ ‬ma il bilancio è sicuramente positivo per come sta andando il lavoro in palestra nel giorno per giorno e per come i ragazzi‭ ‬continuano a dare vita a un gruppo super.
La partita più bella che ti ricordi?‭
G: Ne ho due se mi consentite. Partita memorabile U13 Sanga-Geas, con le annate‭ ‘‬98-’99, un‭ ‬gruppo fantastico‭!!‬Vittoria Sanga di‭ ‬4‭ ‬punti allo scadere. Siamo stati sotto per i primi‭ ‬2‭ ‬quarti,‭ ‬poi una piccola rimonta per arrivare a giocarcela punto a punto a‭ ‬2‭ ‬minuti dalla fine.‭ ‬Un canestro di Picarelli e uno di Caterina Peverelli ci hanno portato a‭ ‬+‭ ‬4‭ ‬a‭ ‬30‭ ‬secondi dalla sirena.‭
L‭’‬altra partita più bella è la vittoria‭ ‬contro Giussano,‭ ‬sempre U13‭ ‬ma con il gruppo‭ ‬2000,‭ ‬che ci ha consentito di diventare campioni regionali.‭ ‬Anche on questa occasione sotto tutta la partita,‭ ‬poi rimontone finale e vittoria‭!
L:4°‭ ‬di andata quest‭’‬anno:‭ ‬vittoria di due punti contro Lesmo al supplementare dopo quasi due ore e mezza di gioco.‭ ‬Ho anche rischiato di svenire,‭ ‬ma rivivrei tutto‭ (‬se non si potesse vincerla di‭ ‬20,‭ ‬ovviamente‭)‬.
C’è stata una partita in cui hai pensato:‭ ‬l’ho persa io‭?
G: più di una. Magari sbagli i cambi,‭ ‬chiami minuto troppo presto,‭ ‬non trasmetti alle ragazze la determinazione e la grinta giusta‭!
L: ‬Lo penso praticamente‭ ‬dopo ogni sconfitta.
Una tua passione ‘extrabasket’?
G: mi piace incendiare la cucina‭! Scherzi a parte, m‬i piace stare ai fornelli. Ho poco tempo‭ ma ‬appena riesco cerco nuove ricette.
L: Musica suonata e ascoltata,‭ ‬birra artigianale e Madrid.
Hai un weekend senza partite,‭ ‬che fai‭?
G: Ma ne esistono‭?! ‬Cerco di fare rifornimento di energie. Passo del tempo con la mia famiglia‭ (‬soprattutto mamma e papà, più mamma forse, sono molto mammona‭).
L:Se non ci sono aerei per Madrid,‭ ‬organizzo riunioni losche per fare una suonata o cercare musica dal vivo.
Un pregio dell’altro come allenatore:
G: Luca sa motivare molto bene i suoi giocatori,‭ ‬ha sempre le parole giuste per loro.
L: Ti travolge con la passione che ha e mette in quello che fa.‭ ‬È la prima impressione che ho‭ ‬avuto e che finora non si è mai smentita.
Qual è il fondamentale che preferisci allenare e uno che proprio non è il tuo?
G: Pare che un fondamentale piuttosto importante si chiami DIFESA.‭ N‬on che io sappia qualcosa a riguardo,‭ ‬ma ne ho sentito parlare. Per quello ci sono Nick e Raffo (Niccolò Zappetti e Raffaele Gennaro, assistenti di Giorgia coi gruppi U15 e U14, ndr),‭ ‬che ringrazio molto‭! ‬Io mi diverto di più ad allenare i fondamentali di attacco‭!
L: Vado matto per il gioco senza palla,‭ ‬un po‭’‬ meno per la difesa‭…
U‬n tuo giocatore non ti avvisa che salterà l’allenamento,‭ ‬che fai‭?
G: Porta da mangiare all‭’‬allenamento dopo..‭ ‬pane e nutella‭!!
L: ‬Lo mando da Giorgia.
Salutatevi:
G: Ciao Scoach‭! 😉
L: ‬Ciao Giorgina‭!!

Intervista doppia Falcone-Taverna: amici, scuola e palla a spicchi

Per il consueto appuntamento con le interviste doppie questa settimana abbiamo scelto due tra le più giovani della Serie A2 targata Il Ponte Casa d’Aste, due grandi amiche prima ancora che due semplici compagne di squadra: Carlotta Falcone, classe ’96 e Alice Taverna, ’98.

Nome:
C: Carlotta
A: Alice
Soprannome:
C: Otta
A: Ali
Età:
C: 18
A: 16
Se pensi alla scuola:
C: penso agli amici, in particolare a quelli del liceo con cui quest’anno concluderò un percorso.. Sono stati cinque anni lunghi e molto intensi, abbiamo avuto modo di legare sempre di più nel corso del tempo. È anche grazie a loro che sono quello che sono ora.
A: se mi dici ‘scuola’ mi vengono in mente lo studio e i miei amici.
Materia preferita e materia che proprio non ti piace:
C: a essere sincera non ho particolari preferenze o odi, mi piace studiare un po’ tutto. Ho sicuramente una facilità maggiore nello studio delle materie umanistiche, quali letteratura italiana e latina, arte e filosofia.. Ma anche quelle scientifiche mi appassionano, prima tra tutte la fisica, nonostante sia per me anche la più difficile da affrontare.
A: la mia materia preferita possiamo dire che è la matematica ma anche la storia non mi dispiace. Invece parlando di materie che non mi piacciono non ne ho una in particolare, forse l’inglese è la materia dove ho qualche difficoltà in più.
Interrogazione di latino…’nullius boni possessio sine amico iucunda est’, Seneca….che ne pensi?
C: Seneca è uno dei miei autori preferiti e penso che questa frase sia profondamente vera in quanto mette in luce come i momenti di bellezza si amplifichino se condivisi con amici veri, esperienza quotidiana ormai per me soprattutto nella pallacanestro, di cui ho emozioni fortissime ancora vive nella memoria proprio perché vissute con le amiche di una vita, o meglio di ogni giorno. Per citare anche un film che consiglio di vedere, “Happiness is real only when shared” (tratto da ‘Into the wild’).
A: sono d’accordo con Seneca, penso che le cose più belle sono quelle che ottieni e condividi con i tuoi amici e con i tuoi compagni di squadra, questo è uno dei motivi per cui adoro il basket.
Giochi sia con una squadra del settore giovanile (Alice in due, U17 e U19) sia con la Serie A, come metti d’accordo i tanti impegni, studio compreso?
C: per far coincidere tutto bisogna sapersi organizzare: lo studio lo suddivido, per quel che riesco data la mole del quinto anno, giorno per giorno e volta per volta; studio da dopo pranzo fino a che il cervello regge, e l’allenamento tardi non mi spezza i pomeriggi. A volte si fa la notte, ma non me ne lamento dato che i maturandi sono un po’ tutti sulla stessa barca. Per quanto riguarda il basket reputo le partite (e anche gli allenamenti) necessari nella mia quotidianità, anche se fanno perdere pomeriggi (per la serie a) o serate (per l’u19 e gli allenamenti), sono una valvola di sfogo potentissima per distrarsi anche un po’ dalla scuola.
A: inizialmente era difficile organizzare lo studio ma poi mi sono abituata e ora non è più un problema.
Tempo libero ne rimane? Che fai?
C: tempo libero ne rimane molto poco, ma mi piace spenderlo con le mie compagne di squadra o di scuola, oppure a casa a riposare un po’ e recuperare le forze spese nella settimana.
A: di tempo libero non è che ne rimanga molto, tra allenamenti e studio, ma se ho l’occasione di avere qualche ora libera la dedico ad uscire con gli amici o andare al campetto a fare qualche tiro, se il tempo lo permette.
Libro preferito?
C: Eneide, Delitto e Castigo e L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera. Libri contemporanei nessuno in particolare, anche se trovo D’Avenia particolarmente interessante.
A: “Bianca come il latte rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia
Che vuoi fare ‘da grande’?
C: la prospettiva è sicuramente quella di continuare gli studi. Ho ancora le idee molto confuse però, dunque mi servirò di quest’anno per decidere che università frequentare. Se invece si guarda al lavoro che vorrei fare.. Non ne ho nessuno di particolare in mente, ma mi piacerebbe fosse a contatto con la gente, non penso di essere adatta a stare tutto il giorno seduta davanti a un pc.
A: bella domanda, me lo sto chiedendo pure io, in questi anni ho cambiato più volte idea dall’architetto, all’avvocato, al RIS e infine al medico, dopotutto sono in terza superiore e ho ancora tempo per pensarci.
Qual è il tuo giocatore preferito?
C: nonostante possa sembrare un paradosso, non seguo molto né l’NBA né il campionato italiano.. Non ne ho proprio il tempo! A volte guardo le partite dell’Olimpia, ma non saprei dire quale sia il mio giocatore preferito. Probabilmente non esiste proprio!
A: Derrick Rose
La giocatrice più forte affrontata?
C: non per cadere nel banale, ma probabilmente la giocatrice più forte che ho incontrato è la mia coetanea Zandalasini.
A: due anni fa all’Interzona con l’Under 17 abbiamo affrontato la squadra di Parma, in cui giocava Chiara Bacchini, che è la giocatrice più forte che io abbia incontrato nelle giovanili classe ’98.
La compagna di squadra più forte?
C: le compagne di squadra più forti con cui io abbia mai giocato sono state sicuramente Susy Stabile, Michi Frantini e Manu Zanon. Mi hanno trasmesso molto sia dal punto di vista umano che cestistico, spronandomi nei moment difficili e insegnandomi a non mollare mai. Quest’anno la più forte è sicuramente Maffe, sia per il livello tecnico altissimo sia per la grande umiltà e la pazienza.
A: tutte le miei compagne sono molto forti, però la mia preferita è Maffenini, mi piace troppo il suo modo di giocare e l’intensità che mette negli allenamenti.
Cosa sai fare meglio in campo e in cosa devi migliorare?
C: sicuramente la difesa “pulita” non è il mio forte, sono ancora poco furba nella gestione dei falli e di questo spesso ne risento anche nelle partite giovanili in cui mi capita di uscire per aver commesso il quinto fallo. Ho ampio margine di miglioramento nel tiro, che non è mai stato il mio forte. Compenso però con tanta grinta e tanto coraggio nel penetrare, nonostante poi preferisca giocare con le lunghe approfittando delle distrazioni delle difese avversarie.
A: in campo mi viene bene giocare da lunga ma se ho l’occasione anche di tirare da fuori di certo non mi tiro indietro. Sicuramente la cosa che devo migliorare più di ogni altra è il mio carattere, per cercare di non perdere la testa (cosa che succede facilmente), invece dal punto di vista atletico sicuramente devo migliorare elevazione e velocità.
E l’altra?
C: Alice la conosco da tre anni ed è migliorata tantissimo, giocare con lei mi diverte perché ci capiamo al volo. Deve migliore sicuramente la capacità di restare lucida durante tutta la partita e non innervosirsi, ma ci stiamo lavorando insieme. Le riescono più che bene invece dei movimenti vicino al canestro che ormai sono suoi ed ha un ottimo tiro dalla media distanza.
A: di Carlotta mi piace molto la determinazione, non molla mai, la cosa che deve migliorare secondo me è la concentrazione in certe situazioni, parlo soprattutto delle partite u19) dove si fa prendere molto dalla tensione.
Saluta i tifosi, in vista anche della partita con Torino:
C: grandi ragazzi, urleremo così tanto (anche io dalla panchina) che gli altri vorranno uscire per il troppo chiasso!
A: ciao ragazzi, grazie per il vostro sostegno in tutte le situazioni e grazie di essere con noi anche in tutte le trasferte, siete unici!
Saluta l’altra:
C: ciao battito!
A: ciao Leoncino mio, ti voglio bene!