Sanga, occhio all’insidia Selargius

Torna al PalaGiordani Il Ponte Casa d’Aste Milano dopo la trasferta vincente a San Martino di Lupari. In arrivo nella tana delle Orange il San Salvatore Selargius. Palla a due sabato alle ore 17.00.

LE AVVERSARIE
Squadra sempre insidiosa il San Salvatore Selargius, sarde che arrivano dalla sconfitta interna, in una gara molto combattuta, contro l’ambiziosa Udine. Non mancano le frecce nell’arco di coach Fabrizio Staico: dalla sempre pericolosa play Arioli dal perimetro, alla nuova straniera Melissa Rondinella, sino all’ala/pivot Cordola, abile sia nelle assistenze ma soprattutto a rimbalzo.

QUI SANGA
Coach Pinotti: “Abbiamo molta fiducia e consapevolezza nei nostri mezzi. Fattore positivo ma che non deve illuderci di poter entrare in campo con eccessiva sicurezza, serviranno ancora una volta umiltà ed energia. Selargius ha diversi punti di riferimento in attacco, oltre alla lunga Valentina Fabbri, spiccano la veterana Arioli che sa fare male con il tiro da fuori, Cordola eccellente rimbalzista e la nuova italo canadese Rondinelli. Per cui se vogliamo pensare in grande non dobbiamo sbagliare partite insidiose come questa. Conterà il giusto approcC io e la mentalità da mostrare in ogni istante della partita.” 

MEDIA – Aggiornamenti sui canali social Sanga Basket e play-by-play sul sito ufficiale della Legabasketfemminile.

Sanga, a San Martino per chiudere l’andata in bellezza

Chiude in trasferta il girone di andata Il Ponte Casa d’Aste Milano, il Sanga va a far visita alla Fanola San Martino, palla a due sabato alle ore 21.00.

LE AVVERSARIE
Non inganni la classifica delle veronesi, padrone di casa che hanno lottato sino alla fine contro la più quotata Crema anche la scorsa settimana. Sempre in bilico la presenza di Keys, la decisione sulla presenza della lunga americana (attiva nel roster della FILA di San Martino di Lupari in A1) sarà dell’ultim’ora. Saranno la freschezza e la forza a rimbalzo della giovane lunga Baldi, classe 2000, e la letale realizzatrice dalla distanza Amabiglia, i pericoli da non sottovalutare per le Orange. Mancheranno tra le milanesi Guarneri (out per un problema al costato) e Giulietti, scavigliata durante la sfida contro Lodi nel torneo U20.

COACH PINOTTI
“Il parquet di San Martino evoca sempre emozioni particolari per noi del gruppo Orange, le finali promozioni del 2013 restano tra i ricordi più intensi di questi anni di A2. Sulla partita dovremo essere molto attenti alla loro transizione, le veronesi amano correre e cercare soluzioni rapide. Non sappiamo se ci sarà Keys, che è il loro vero punto di riferimento offensivo. Non mancano comunque giocatrici interessanti come la giovane lunga Baldi, oltre alla pericolosa tiratrice Amabiglia. Mi aspetto una loro pressione a tutto campo e tanta ricerca di contropiede. Ma ci abbiamo lavorato davvero molto e sappiamo cosa ci aspetta. Grande Rispetto per le padovane”. 

MEDIA – Aggiornamenti sui canali social Sanga Basket e play-by-play sul sito ufficiale della Legabasketfemminile.

RISING ORANGE: LISA STILO E ELENA CALCIANO

Nuova tappa del viaggio nel settore giovanile Sanga per conoscere da vicino altre due protagoniste che un giorno potrebbero ritagliarsi uno spazio importante nel basket italiano. Stiamo parlando delle Rising Orange Lisa Stilo, ala/pivot classe 2000 e di Elena Calciano, play/guardia del 1999, che si stanno distinguendo con buoni risultati nella serie C e nell’Under 20.

Da dove nasce la tua passione per il gioco, prime esperienze e contatti con il basket giovanile?

Stilo:“La mia passione per il basket nasce 12 anni fa, quasi per caso, quando ero in prima elementare. I miei genitori volevano farmi provare uno sport, magari di squadra, e le due opzioni che mi avevano proposto erano la pallacanestro e la pallavolo, anche per la mia altezza. Casualmente nella palestra della scuola che frequentavo, al Parco Trotter, vi era una società che teneva corsi di minibasket; si trattava proprio del Sanga. Così ho iniziato e non ho più smesso. A livello di esperienze e risultati nel giovanile, ricordo particolarmente il primo posto alle final four U13 e il terzo in quelle U14 nell’anno 2013, un’interzona con il gruppo U16 di due anni fa, la partecipazione al Trofeo delle Regioni 2015 e il quarto posto alle finali nazionali U20 dello scorso anno.

Calciano: “La passione per il basket è nata intorno ai 6 anni grazie a mio fratello, andavo spesso a vederlo giocare e non vedevo l’ora di sfruttare la pausa dell’intervallo per fare due tiri. Ho iniziato con un po’ di minibasket nella mia vecchia scuola elementare poi, verso i 10 anni, sono approdata al Sanga facendo tutto il percorso delle giovanili. Le esperienze che ricordo maggiormente sono il terzo posto conquistato alle Final Four U14 del 2013, il trofeo delle Regioni 2014 e le finali nazionali U20 dell’anno scorso”

Come ti trovi in questa esperienza Sanga?

Stilo: “Come appunto dicevo, gioco al Sanga da tanti anni, senza aver mai cambiato, praticamente, sono nata in arancione! In questi anni ho potuto contare sempre su una gran fiducia che mi è stata data dagli allenatori, a partire dalla possibilità di giocare con le categorie superiori. Questo sicuramente mi ha dato tanto, mi ha permesso di crescere e di stare a contatto con ragazze con un’esperienza ben maggiore della mia. Inoltre, dopo tutti questi anni posso dire più o meno di conoscere la maggior parte degli allenatori, a cominciare dal minibasket, e questo mi ha sempre fatto sentire a casa. Ormai, del mio vecchio gruppo di qualche anno fa, sono rimasta solo io, ma il calore resta sempre lo stesso e con le compagne mi trovo molto bene.

Calciano:Devo dire che al Sanga ho sempre trovato un ambiente accogliente e disponibile sia da parte degli allenatori (che ringrazio per la pazienza che hanno sempre avuto in particolare per il mio carattere non facile:), sia da parte delle compagne”

Fondamentale dove ti senti più forte?

Stilo: “Non saprei dirlo con certezza… Forse, dove riesco a essere più efficiente sono i rimbalzi, ma ho ancora tanto da imparare e da migliorare. Se c’è però qualcosa che si può definire un mio punto di forza, probabilmente è la costanza. Negli ultimi anni infatti ci sono stati momenti in cui le cose non andavano bene, ma posso dire di non avere mai mollato. Inoltre, mi piace molto ascoltare quello che gli allenatori e le compagne hanno da dirmi, cerco di cogliere e imparare tutto quello che posso”

Calciano:Ehm, mi verrebbe da rispondere “la fantasia” ma non essendo un fondamentale mi viene da rispondere il passaggio, anche se il più delle volte può rivelarsi un’arma a doppio taglio”

Quello in cui puoi migliorare?

Stilo: “Uno dei miei punti deboli è sicuramente il carattere. Spesso infatti non riesco a stare serena, mi manca un po’ di convinzione e fiducia in me stessa. Si tratta di una sorta di blocco, principalmente mentale, che in più occasioni mi ha molto limitata, e per me è fondamentale riuscire a superarlo. Ovviamente poi ho tantissimi altri limiti tecnici, che mi auguro di poter migliorare giorno per giorno, ma penso che questo sia l’ostacolo per me più difficile da affrontare.

Calciano:La difesa, senza ombra di dubbio”

Che passioni hai extrabasket e quanto spazio occupa il basket nella tua vita?

Stilo: “In realtà, essendo nel roster di tre categorie ed essendo spesso impegnata in partite o allenamenti, la mia vita gira tutta intorno al basket e alla scuola; cerco infatti di fare seriamente entrambe le cose. Per questo ho ben poco tempo da dedicare ad altro, anche se quando riesco mi piace passare del tempo con le amiche, magari in completo relax davanti ad un film”

Calciano:Il basket occupa molto spazio nella mia vita ma non mi è mai pesato. Il resto del tempo è tutto per l’Università, quel poco che rimane mi piace passarlo in compagnia degli amici.

Obiettivi personali di questa stagione?

Stilo: “Per quanto riguarda la mia categoria, l’U18, vorrei riuscissimo a prenderci qualche soddisfazione in più, riscattandoci da un girone di andata molto al di sotto delle aspettative. Obiettivo comune per la serie C è invece quello di giocarsi la qualificazione in B, mentre con l’U20 di raggiungere le finali nazionali e magari di migliorare il quarto posto dell’anno scorso. Per quanto riguarda invece i miei obiettivi personali, vorrei riuscire a conquistarmi qualche minuto in più con la serie C e in U20, e contribuire anche io al raggiungimento di questi risultati.

Calciano:Sicuramente provare a migliorare molti aspetti tecnici, che spesso mi limitano nel gioco. Inoltre la possibilità di allenarmi con le ragazze della serie A è fonte di fiducia da parte degli allenatori ma soprattutto mi da la possibilità di confrontarmi con ragazze più forti e da cui ho molto da imparare. Per quanto riguarda gli obiettivi a livello di squadra invece, nel campionato di serie C proveremo a giocarcela fino in fondo per la promozione, mentre nel campionato U20 obiettivo finali nazionali per migliorare il quarto posto dello scorso anno”.

13 Elena Calciano

UN SANGA PAZZESCO DOMINA E MATA VILLAFRANCA 61-55

Un Sanga da urlo si regala una Befana da sogno battendo 61-55 l’Alpo Villafranca e iniziando nel migliore dei modi il 2018. Una prestazione davvero convincente per le Orange che soffrono solamente negli ultimi 5’ minuti quando le veronesi provano il tutto per tutto e con un parziale di 15-0 rientrano fino al -3 dopo aver navigato sempre fra il -14 e il -18. Fra le milanesi ottima prova corale con una super difesa che ha mandato spesso in confusione le avversarie costringendole a tiri poco puliti. E c’è anche tempo e voglia per festeggiare il Maxibasket Milano Over 55 che nell’intervallo delizia il numeroso pubblico sfidando la Nazionale Maxibasket Over 60.

Fin dall’avvio si capisce che può essere la giornata perfetta con Maffenini, Canova e Pozzecco che, supportate da una difesa impenetrabile, in un attimo portano le compagne sul 10-0. La palla gira bene e veloce mentre dietro non passa uno spillo e i primi punti veneti arrivano dopo 3 minuti abbondanti. Pozzecco in regia chiama in causa tutte le compagne che rispondono presente e bucano spesso la retina. A metà quarto le Orange sono 16-10 e guidano con autorità, le venete provano a riemergere con le giocate di Zampieri e Vespignani ma una tripla di Martelliano a 30” dalla prima sirena le ricaccia indietro, 22-16 per la prima pausa. Milano tira con il 7/8 da due e con Canova sugli scudi conduce con merito anche perché dietro tutte fanno un gran lavoro, specialmente Trianti che stoppa per 2 volte Dall’Olio e poi si regala una bomba dalla distanza, imitata da Rossi e Martelliano ancora per un più 13 dopo un paio di minuti. Villafranca ricorre alla zona ma davanti non riesce mai a sfondare complice anche una coriacea Picotti che chiude ogni varco. Si chiude la seconda frazione con un siluro da 7 mt di Maffeninj per il 40-26. Dopo l’esibizione da applausi nell’intervallo degli Over che trattano la palla come dei globetrotter si riparte con Milano che continua a spingere e l’Alpo che prova a districare il bandolo di una matassa sempre più ingarbugliata. Dopo 4 minuti il tabellone dice Milano più 12, ma poco dopo un tecnico a Soave coach ospite, un antisportivo e un assist al bacio di Pozzecco per Picotti fanno volare le milanesi a più 18 prima di chiudere 52-36. Nell’ultimo quarto il Ponte Casa d’Aste rallenta il ritmo ma imperversa ancora da 3 con Novati, sempre molto precisa e in forma. Dopo 4 minuti Villafranca decide che o la va o la spacca e con Vespignani e Zampieri mette un parziale di 15-0 che fa tremare il folto pubblico del Pala Giordani. Il Sanga fatica, le venete arrivano anche a -3, ma non si pezza, Picotti freddissima fa più 5 a 1’15 dalla fine, Zampieri invece sbaglia 2 volte dalla linea della carità e cosi, quando Pozzecco si prende un antisportivo che costa il secondo tecnico a Soave, il pubblico e i tanti bambini sugli spalti possono esultare per un meritato 61-55 finale e per un’altra illustre vittima domata dopo Costa Masnaga.

DICHIARAZIONI POST GARA:

Coach Pinotti: “Una vittoria strameritata in una giornata speciale dove abbiamo ammirato le magie del Maxibasket Milano e della Nazionale Over 60. Le ragazze sono state bravissime e dimostrato che a pieno organico siamo davvero fra le squadre migliori del campionato. Voglio arrivare il più in alto possibile e con questo atteggiamento e questa fiducia possiamo farlo. In una partita cosi faccio fatica a trovare le migliori, da Maffenini a Picotti fino a Canova, Novati e Guarneri che ha avuto meno minuti del solito, tutte hanno rispettato il piano partita. Brava anche Giulietti che è entrata senza paura e si è fatta valere. Ora testa a San Martino”.

Tabellino:

Il Ponte Casa d’Aste Milano – Alpo Bk Villafranca 61 – 55 (22-16, 40-26, 52-36, 61-55)


IL PONTE CASA D’ASTE MILANO: Novati* 6 (1/2, 1/6), Pozzecco* 8 (1/5, 0/3), Guarneri 7 (3/6 da 2), Rossi 5 (1/1, 1/1), Martelliano 7 (2/5 da 3), Perini NE, Canova* 10 (4/6, 0/2), Maffenini* 11 (3/5, 1/2), Grassia, Giulietti, Picotti* 4 (2/3, 0/1), Trianti 3 (1/2 da 3)

Allenatore: Pinotti U.

Tiri da 2: 15/28 – Tiri da 3: 6/23 – Tiri Liberi: 13/20 – Rimbalzi: 32 4+28 (Maffenini 7) – Assist: 18 (Pozzecco 4) – Palle Recuperate: 8 (Novati 2) – Palle Perse: 15 (Martelliano 4)

ALPO BK VILLAFRANCA: Vespignani* 4 (1/4 da 2), Toffali 6 (3/5 da 2), Dell’Olio* 6 (3/10 da 2), Viviani NE, Zanella, Scarsi 4 (2/3 da 2), Pusceddu NE, Zanardelli NE, Zampieri* 24 (3/9, 2/5), Ramò* 3 (0/4, 1/3),Mancinelli* 8 (3/7 da 2), De Marchi NE

Allenatore: Soave N.

Tiri da 2: 15/44 – Tiri da 3: 3/8 – Tiri Liberi: 16/20 – Rimbalzi: 35 6+29 (Vespignani 7) – Assist: 14 (Vespignani 7) – Palle Recuperate: 5 (Vespignani 2) – Palle Perse: 18 (Dell’Olio 7) – Cinque Falli: Vespignani

Arbitri: Mura E., Canali S.

Grassia & Novati show, il Sanga brinda contro Albino, 64-52

Si regala un dolce Natale Il Ponte Casa d’Aste Milano, piega Albino ed incassa una vittoria che lascia le Orange in piena zona playoff a fine 2017. Gara sempre controllata dal Sanga che, nonostante le fiammate di Silva e Bonvecchio, riesce a tenere lontane le bergamasche. Eccellente impatto di Novati e Grassia protagoniste su entrambi i lati del campo, positiva, in attacco, Pozzecco, non sono mancate le zampate di capitan Maffenini per sigillare il successo.

LA GARA
Parte subito forte il Sanga con una difesa blindata che costringe a tanti errori la temuta Joseph, 8-0. Paura per Guarneri dopo un contatto proprio contro il poderoso centro inglese, botta che mette KO la guerriera di coach Pinotti. Ponte Casa d’Aste che sembra volare sul velluto, prime firme di Pozzecco e Grassia, imbeccata da una Novati ispiratissima in versione play aggiunto, 18-2. Timido risveglio orobico in avvio di secondo periodo, Silva si carica sulle spalle la Fassi, 24-15 a metà gara. Si bloccano le Orange, meno fluido l’attacco ancora una tripla di Pozzecco e la splendida intesa Novati-Grassia per il più 15, 42-27. Albino non molla e prova a rientrare in apertura di quarto periodo sorretto dalle iniziative di Bonvecchio e Lussana. Le ospiti non scollinano però oltre il meno 8, 51-43, l’adrenalina di Maffenini ed ancora Graassia per i punti della staffa, 59-48.

COACH PINOTTI: “Siamo molto contenti di aver chiuso bene il 2017 con una bella vittoria. Molto bene sia le senior che le nostre giovani giovani, che aspettiamo adesso per la grande sfida di U20 con Lodi il prossimo 8 gennaio. E’ un campionato difficile, come testimonia anche la sconfitta di GEAS a Villafranca, si alza l’asticella e vedremo di farci trovare pronti per la gara proprio contro Alpo alla riapertura di campionato”.

IL PONTE CASA D’ASTE MILANO vs FASSI ALBINO 64-52
(18-3, 24-15, 42-35)

IL PONTE CASA D’ASTE MILANO: Pozzecco 12 (5/9, 2/4), Maffenini 11 (4/7, 1/3), Canova 4 (2/4, 0/2), Picotti 4 (1/4, 0/1), Guarneri 2 (1/1), Rossi 3 (0/2, 1/1), Martelliano 5 (2/4, 0/1), Novati 12 (3/5, 2/4), Grassia 11 (5/7), Giulietti (0/1 da tre), Trianti, NE: Taverna. All. Pinotti

Tiri da 2: 21/40, Tiri da 3: 6/17, Tl: 4/11, Rimbalzi: 43 (Maffenini 9), Assist 18 (Novati 5), Recuperi 9 (Martelliano 3).

FASSI ALBINO: Silva e Bonvecchio 12, Lussana 9, Joseph 6, Marulli e DeVicenzi 5, Valente 2, Gionchile 1

Sanga ecco un altro derby, sfida a Carugate

I derby non finiscono mai per Il Ponte Casa d’Aste, per le ragazze di coach Franz Pinotti dopo Costa Masnaga è il turno del Carosello Carugate, palla a due sabato 9 alle 20.30.

LE AVVERSARIE
Sfida dal sapore particolare al Palasport di Carugate, Carosello ricco di ex Sanga a partire da coach Andrea Piccinelli, oltre alla neo arrivata Contestabile, Rossini ed Albano in campo. Squadra da battaglia quella carugatese, con un backcourt giovane e con potenziale, il pericolo ancora più rilevante sotto canestro con la lituana Zelnyte spesso protagonista di grandi partite.

CASA SANGA
Sanga in cerca del tris di vittorie in fila, dopo la vittoria sofferta di Bolzano e la gran gioia contro Costa Masnaga per le Orange (ancora senza Rossi) il derby con Carugate fissa ancora più in alto l’asticella. Mai facile passare sul campo delle rivali che, rinfrancate dal blitz ad Albino, vogliono consolidare la loro posizione di classifica. Ponte Casa d’Aste che sembra aver ritrovato qualità di esecuzione e momenti “clutch”, fattori che hanno regalato i due ultimi successi in volata. Serve applicazione ma anche tanta umiltà come predica coach Franz Pinotti: “Stiamo iniziando a raccogliere i frutti del lavoro delle ultime settimane. Guai però a rilassarsi, ci aspetta una bella battaglia a Carugate. Squadra ben allenata dal nostro amico Piccinelli e che ha ben tre convocate nel raduno nazionale. Sarà una sfida che ci servirà per capire se davvero possiamo continuare la nostra crescita”.

MEDIA – Aggiornamenti sui canali social Sanga Basket e play-by-play sul sito ufficiale della Legabasketfemminile.

Maffenini fa urlare il PalaGiordani, battuta Costa 68-65

Un Sanga tutto cuore piega in rimonta Costa Masnaga e si gode il ritorno di una super Maffe (16 punti e 12 rimbalzi). E’ infatti il capitano Orange a sparare la tripla in transizione che doma le rivali con meno di 1 secondo sulla sirena finale. Gara orgogliosa, e nettamente la migliore per spirito e qualità delle rivali, delle ragazze di coach Franz Pinotti che partono con il piede giusto nel primo dei quattro derby che aspettano Il Ponte Casa d’Aste a fine 2017.

LA GARA
Partenza da urlo per le Orange che trovano una Canova sinfonica in avvio, dell’ex di giornata e di Maffenini i sigilli del 10-3. Non mancano talento e punti nelle mani al quintetto di coach Pirola che risponde subito, primi squilli di Baldelli e Rulli, di Del Pero il sorpasso, 12-13. Fatica in area colorata Il Ponte Casa d’Aste con Mahlknecht che fa valere la sua legge, la risposta arriva ancora dal dinamico duo Canova-Maffenini, 23-21. Alza il ritmo Costa Masnaga con Baldelli, il play ospite e Del Pero timbrano il più 5 a fine primo tempo, 32-37. In apertura di ripresa il momento più difficile per le padrone di casa, Mahlknecht crea ancora problemi nonostante un’eroica Guarneri, Rulli è il motore del massimo vantaggio della B&P, 36-47. Orange colpite ma tutt’altro che domate, il quintetto “leggero” voluto da coach Franz Pinotti regge l’urto e tiene in partita Milano. I lampi di una positiva Grassia all’interno del meno 8 con cui si chiude la penultima frazione, 48-56. Costa non da il colpo del KO ed il Sanga trova energie insperate per un finale leggendario. Guarneri si esalta contro Mahlknecht, Novati, Pozzecco e Picotti (sin li opache) trovano le giocate più importanti, è sorpasso, 63-62. Le ospiti non ci stanno, Baldelli inventa il 2+1, risponde ancora Picotti pescata da Pozzecco, 65-65. La B&P affretta il tiro e lascia 8 secondi alle Orange, capitan Maffenini fa tutto il campo e poi si arresta per la tripla che fa esplodere il PalaGiordani, 68-65 con 5 decimi sul cronometro. C’è tempo per la rimessa della speranza per le lecchesi, i tifosi milanesi trattengono il respiro sulla bomba di Rulli ma il ferro respinge il siluro dell’overtime.

COACH PINOTTI: “Una partita davvero ben giocata, molto importante il recupero nel finale che inverte una tendenza dopo le sconfitte ad esempio con Marghera e Castelnuovo. Splendida reazione ma anche lucidità nei momenti chiave contro un’avversaria fortissima, che a mio parere gioca il miglior basket del girone Nord. Stiamo recuperando fiducia e consapevolezza nei nostri mezzi, altro segnale molto importante in vista dei prossimi tre derby lombardi che ci aspettano con Carugate, Crema ed Albino”.

IL PONTE CASA D’ASTE MILANO vs B&P COSTA MASNAGA 68-65
21-21 (21-21), 32-37 (11-16), 48-56 (16-19), 68-65 (20-9)

IL PONTE CASA D’ASTE MILANO: Pozzecco 4 (2/5, 0/2), Maffenini 16 (5/13, 2/3), Canova 15 (4/8, 2/4), Picotti 8 (3/7, 0/2), Guarneri 7 (2/7), Martelliano 5 (1/4, 0/1), Novati 3 (0/3, 1/2) Grassia 10 (4/7, 0/2), Quaroni, NE: Trianti, Perini e Giulietti. All. Pinotti

Tiri da 2: 21/54, Tiri da 3: 5/16, Tl: 11/16, Rimbalzi: 36 (Maffenini 12), Assist 20 (Pozzecco 7), Recuperi 10 (Maffenini 4).

B&P COSTA MASNAGA: Baldelli 18, Rulli 13, Del Pero e Mahlknecht 11, Visconti 5, Tibè 4, Meroni 3

Il Sanga tenta l’impresa contro Costa Masnaga

Super derby lombardo al PalaGiordani di via Cambini, il Ponte Casa d’Aste ospita l’ambiziosa Costa Masnaga. Palla a due sabato alle ore 18.00.

LE AVVERSARIE
Un solo KO ed otto vittorie per la squadra guidata da coach Pirola, unico neo la sconfitta contro Bolzano in trasferta. Nell’ultimo turno le lecchesi hanno travolto a domicilio Pordenone, in forma strepitosa Giulia Rulli autrice di 29 punti. Collettivo che impressiona quello della B&P che brilla in ogni settore: Mahlknecht un’assoluta garanzia in vernice, Baldelli spesso ispirata in cabina di regia, Visconti sempre pericolosa da fuori. Importante anche l’impatto di Del Pero e, dell’ex di giornata, Tibè dalla panchina.

CASA SANGA
La vittoria strappata a Bolzano ha dato vigore e nuove certezze alle ragazze Orange. Vera e propria impresa sarebbe quella di fermare la corazzata Costa Masnaga ma il ruolo di underdog potrebbe dare una grande spinta emotiva al Sanga come racconta coach Franz Pinotti: “Sappiamo che sarà una vera e propria montagna da scalare contro Costa Masnaga. Loro sono una squadra con tanto talento in ogni reparto, Rulli è in grandissima forma e tutto il quintetto produce un grande eccellente basket offensivo. Dovremo essere noi a cercare di bloccarle, entrando nelle pieghe della partita e non sbagliando nessun dettaglio. Dovremo farci trovare pronte per tutti e 40 i minuti, diversamente, contro una squadra del genere, è molto difficile riuscire a prevalere”.

MEDIA Aggiornamenti sui canali social Sanga Basket e play-by-play sul sito ufficiale della Legabasketfemminile.

Sanga Milano a Udine per ripartire

Vuole riprendere la marcia il Ponte Casa d’Aste Milano. Archiviata la dura sconfitta interna contro Vicenza c’è subito un altro impegno probante per la truppa di coach Franz Pinotti attesa alla prova di Udine (palla a due sabato alle ore 20.45).

 

L’AVVERSARIO – Squadra giovane e temibile quella friulana che nelle prime due giornate ha prima steso Castelnuovo Scrivia, per poi arrendersi al GEAS la scorsa settimana. Gioventù ma anche solidità con la presenza di Blazevic, vero punto di riferimento offensivo della Delser. Padrone di casa che saranno guidate in panchina da Malì Pomilio, ex celebre giocatrice della nazionale italiana e madre di Luca Fontecchio, ala dell’EA7 Milano.

CASA SANGA – Infermeria che non accenna a svuotarsi per Il Ponte Casa d’Aste: sempre ai box capitan Maffenini, ancora noie alla caviglia per Giulietti che sarà però nel roster di partenza. Ci sarà anche Canova, pur non avendo ancora completato il percorso riabilitativo per il dito della mano sinistra, stessa mano e problema invece ancora da risolvere per Giulia Rossi, una settimana di stop per il play Orange. Al rientro alla guida del Sanga, dopo le due giornate di squalifica, coach Franz Pinotti che sottolinea il valore di questa sfida: “Udine rappresenta una grande occasione per noi. Pur consci del valore di Udine, che ha una squadra interessante con Blazevic e Vicenzotti (autentica lottatrice) i punti di forza, dobbiamo trovare subito il modo di riprendere la marcia. Ripartire dalle buone cose, soprattutto in termini di concentrazione e di aggressività, che abbiamo mostrato nel secondo tempo con Vicenza, ritrovando coesione e mentalità vincente. Sono certo che questo gruppo, nonostante i tanti problemi fisici che ci attanagliano, sarà in grado di superare le avversità. Sta principalmente a noi ritrovare questo spirito e questa mentalità, ho fiducia che potremo mostrarle già da sabato. Importante non lasciare troppa transizione alle nostre avversarie, coach Amalia Pomilio è allenatrice esperta ed avremo di fronte un bel test da superare”.

MEDIA – Aggiornamenti sui canali social Sanga Basket, play-by-play sul sito ufficiale della Legabasketfemminile.

Pinotti, la Scuola Sanga Milano e il Femminile a 360°

Agosto, ma c’è chi non stacca mai la spina e lavora già per la prossima stagione che è alle porte. Approfittiamo per sentire da una voce autorevole, il pensiero educativo del Sanga. A volte può far bene fermarsi, anche solo per un attimo, a riflettere e scambiare idee. Mettendo nero su bianco, ci si sforza di presentare un metodo che può anche essere non condiviso, ma sicuramente permette di applicarlo e migliorarlo, molto più di tante parole campate in aria.

Coach Pinotti ha voglia di spiegarci in cosa consiste la Scuola Basket del Sanga Milano?
Partiamo dal minibasket, principale fonte e motore di ciò che viene dopo. Abbiamo per la maggior parte tutti Laureati in Scienze Motorie e/o Istruttori Nazionali. Maschile e Femminile insieme fino a produrre gruppi solo maschili e solo femminili, sin dalle Libellule, alle Gazzelle per finire il percorso elementare con la categoria Esordienti. Chiediamo ai nostri Istruttori che le ragazze escano dal percorso di minibasket con una serie di caratteristiche psicofisiche basate sul cognitivo, ma anche sull’apprendimento dei fondamentali di pallacanestro eseguiti già secondo uno stile che, pur rispettando la fascia di età evolutiva, dia quei primi rudimenti indispensabili per non ricominciare tutto da capo nella prima categoria di pallacanestro che è l’U13. Certamente la capacità di anticipazione e scelta viene da noi enfatizzata in particolar modo, perché crediamo al metodo del “problem solving” sin da piccoli. Non abbiamo bisogno di automi esecutori, quanto di essere pensanti e intelligenti che abbiano la libertà e la capacità di scegliere cosa è meglio per risolvere un problema di gioco che si presenta all’improvviso. Il nostro è un gioco situazionale in evoluzione temporale.

Cosa succede dall’U13 in avanti?
Dal punto di vista dei risultati succede che magari i nostri gruppi di minibasket che fino all’anno prima rifilavano dei “ventelli” alle loro pari età, cominciano a soffrire le società cosiddette “blasonate” che in questa categoria fanno incetta del circondario e oltre, per colmare quelle lacune che non sono riuscite a colmare con il lavoro in palestra. E qui comincia la forbice tra le società che lavorano reclutando e basta e le società che (minibasket o non minibasket) assemblano talenti prendendole già pronte a destra e a manca, con un grosso lavoro di “pubbliche relazioni” che supera e sopravanza il lavoro in palestra. Su questo punto al nostro interno abbiamo deciso di “fondere” le due pratiche: 1) continuare a far crescere le nostre “bimbe” senza disperderne nessuna e 2) provare a ricercare talenti che davvero ne valgano la pena, che possano rafforzare i gruppi già esistenti, aiutando anche il gruppo stesso a migliorare. Di certo, questo è sicuro, non ne perdiamo nessuna delle nostre. Perché il nostro patto con i genitori e le famiglie è sacrosanto. E non c’è stellina che tenga, che possa obnubilare la buona pratica del far innamorare le ragazze di questo meraviglioso sport. Qui noi non svendiamo l’anima alla dea Vittoria. Proviamo a costruire persone, oltre che giocatrici, pur sapendo che anche noi abbiamo una squadra di vertice in serie A, che necessità di qualità fatta in casa.

Tutte le categorie del settore giovanile hanno quindi ugual valore e stessi obiettivi?
Tutte le categorie del nostro settore giovanile hanno pari dignità e lo stesso diritto a essere considerate il centro dei nostri obiettivi di formazione e crescita. C’è una progressione scolastica con obiettivi e metodi tarati sull’età e sulle capacità. Ma se nell’U13 e U14 perseguiamo la formazione del gruppo squadra, con grande attenzione alla crescita dei fondamentali individuali e di squadra, senza puntare alla “vittoria” a tutti i costi; nelle categorie cosiddette “elite” U16 e U18 proviamo a fare selezione per privilegiare un lavoro che porti la maggior parte delle nostre ragazze ad essere pronte per un campionato senior di alto livello. E questo significa provare a uscire dalla Lombardia per aumentare l’esperienza formativa, sino a spingerci al confronto con le migliori scuole italiane ed europee. Negli ultimi anni le nostre giovani hanno viaggiato per l’Europa, oltre che ospitare selezioni provenienti dalla Spagna, Francia, Ungheria, Bulgaria, Lettonia, Svizzera, Russia e scuole dell’Est in genere. Noi crediamo molto all’esperienza del confronto per imparare e crescere.

Non ci ha ancora parlato del gruppo U20, che pur tanto ha vinto negli ultimi anni…
Vincenti certamente, ma l’U20 è il termine di un percorso giovanile che introduce il percorso senior. Non è un caso se negli ultimi anni la nostra prima squadra di serie A contempla nel roster quasi per intero le migliori ragazze del gruppo U20. E’ il corretto percorso secondo il nostro pensiero, che porta le nostre giovani a confrontarsi gradualmente e secondo le proprie capacità del momento, in categorie “adulte” che ti insegnano ciò che il giovanile non potrà mai insegnarti: quella furbizia, malizia che solo l’esperienza senior ti può insegnare. Anche prendere quella giusta dose di “legnate” legali, aiuta il percorso. Ed ecco perché le nostre ragazze giocano praticamente su tre fronti:

1) U 20 con obiettivo Finali Nazionali ogni anno, per concludere il percorso giovanile con un lavoro di alta qualità che miri all’Eccellenza;

2) un campionato senior regionale (per noi quest’anno la serie C con l’obiettivo di vincere e salire in B) dove incontrare ottime atlete magari non più tanto giovani ma che, in quanto a malizia e furbizia, hanno ancora tanto da insegnare. Parliamoci chiaro, se hai un gruppo di qualità U20, alcune partite giovanili non insegnano nulla, perché vincere di 40/60 punti non affrontando problemi da risolvere, non serve assolutamente a nulla. Mentre affrontare partite di serie C o B, e parliamo di Lombardia naturalmente, insegna a molte ragazze a “svegliarsi” e tirar fuori quel carattere che sarà indispensabile avere per competere a livello di serie A. Non puoi improvvisarti campionessa se non hai fatto un certo tipo di gavetta. Di vere campionesse “nate pronte” come per esempio Cecilia Zandalasini (che pur è passata giovanissima dalla A2, prendendo anche sane e terapeutiche legnate, prima di entrare in pianta stabile in A1) se ne contano sulle dita di una mano, il resto ha bisogno di crescere giocando con la possibilità di muoversi secondo una progressione intelligente. Insopportabili sono alcune dichiarazioni o filosofie di pensiero di alcuni cosiddetti addetti ai lavori (più di partito preso che razionali), molto da “puzza sotto il naso” … che snobbano le serie senior regionali. Soprattutto in Lombardia, infatti, la qualità è quella giusta per una giovane che vuole crescere;

3) la serie A2 è il campionato perfetto per una giovane di qualità che voglia crescere. Ma anche gettare nella mischia una giovane a questo livello, senza l’adeguata preparazione psicologica, fisica, tecnica e mentale, significa aumentare il rischio di perderla per sempre. Il processo inibitorio del “allora non sono capace”, nel mondo femminile è sempre dietro l’angolo. E la percentuale di ragazze che smettono è sempre troppo alta, per lasciare a superficialità e pressapochismo il comando delle scelte. Occorre pazienza e gradualità. E in un mondo di consumisti come il nostro, te lo assicuro, questo è il percorso più difficile. Ancora oggi ci sono fenomeni da bar che ripetono concetti desueti del tipo : “ … e ma se a 17 anni non sei pronta per una serie A, è meglio che lasci perdere…” Dimenticandosi che di Meneghin, Macchi e appunto Zandalasini ne nascono una ogni tot anni … con buona pace di tutto quel mondo di sensibilità, gradualità, insegnamento, quella volontà di fornire sicurezze e certezze che fortificano, anziché giudizi che distruggono la persona prima ancora che la giocatrice… e qui i peggiori nemici sono, purtroppo oltre ad alcuni allenatori, anche alcuni stessi genitori che vorrebbero la propria figlia arrivare senza patire piccole e/o grandi amarezze-delusioni che fanno invece parte della Vita adulta.

Noi da quest’anno apriremo il Sanga Lab per tutto il giovanile, fatto si anche di studi statistici a tutto tondo sulle giocatrici della prima squadra, ma di studi video sulla tecnica di tiro per tutte le categorie, in funzione di un lavoro individualizzato che miri ad accorciare i tempi di apprendimento secondo il concetto che “… se vedo i miei errori, li correggo più facilmente… “

Sgombro subito il campo da ipocrisie, aggiungendo che in questa categoria noi cerchiamo, ogni anno, un paio di giocatrici “esterne” che ci aiutino ad aumentare il tasso di talento là dove ci difetta. Fornendo in cambio un percorso di formazione senior che contempli un investimento da parte nostra, in tempo individuale dedicato nel gruppo di serie A2, per quelle giovani che vogliono accrescere il proprio bagaglio introducendosi, adesso e subito, dagli allenamenti alla partita, in un livello alto del campionato di serie A2. Per noi questo è un investimento. Queste ragazze non sono nostre, ma diamo loro la possibilità di mettersi alla prova. Spesso queste atlete sono ritornate alle società di appartenenza portando in dote con se preziosi NAS : Claudia Colli, Ludovica Rossini, Cecilia Albano e Ilaria Zinghini tra le ultime giocatrici da noi lanciate in serie A, ma tante altre ancora come Ruisi, Rossi, Guarneri , Montuori, Gatti Valentina, Canova ecc…

Se le ragazze arrivano a costo zero, tornano alle rispettive società di appartenenza riportando in dote un valore aggiunto che si traduce in NAS, grazie al nostro lavoro. Se invece le società di appartenenza vogliono un “conquibus” in cambio, noi richiediamo la cessione del diritto sportivo, altrimenti saremmo degli stolti a lavorare per gli altri e nel contempo pagare per questo.

Diciamo che più di una Scuola Basket, sembra Lei stia parlando di una Scuola di Vita …
Perché c’è differenza? Lo sport è per me un laboratorio protetto di scuola di vita, dove imparare a rispettare le regole, ad accettare le dinamiche di gruppo. A vivere un’amicizia vera e non come se fosse scritta sul foglietto dei baci perugina. Dove si impara a superare le delusioni. Dove si accettano i propri limiti, per ripartire nel superarli dopo essersi messi al lavoro. Alcune esperienze che vivi nello Sport da giovane, te le porti dietro per il resto della Vita, amicizie comprese.

Perché una famiglia dovrebbe portare una bambina o una ragazza da voi?
Beh… prima di tutto perché magari non lo sai, ma abiti vicino a una delle nostre palestre, e sono ben dieci tutte situate a Nord – da Ovest a Est di Milano e tutte raggiungibili comodamente in metropolitana… visitare il sito e confrontare dove si abita…- ride di gusto coach Pinotti – poi perché hai capito che oltre a insegnare la pallacanestro ti diamo la possibilità di essere te stessa nel crescere come persona. Certo che se cerchi un percorso facile, come vorrebbero i cosiddetti “genitori spazzaneve”, quelli che anticipano il cammino dei propri figli spazzando e togliendo ogni possibile ostacolo, ecco allora è meglio che non vieni al Sanga – altra sonora risata – ma a parte gli scherzi, io, con molta poca modestia, credo che il Sanga sia un po’ come la “Apple” del Basket femminile. Arrivati nel panorama tra gli ultimi (Nd R – Minibasket nel 1997 e Basket dal 1999), abbiamo impresso un’accelerazione pazzesca, frutto di passione, competenza, anche “provvidenza” ed entusiasmo di un così numeroso gruppo di persone, che altri non sono stati in grado di attuare se non in tempi molto più lunghi. Dobbiamo avere la capacità di variare le nostre proposte e qualificare l’offerta. In una piazza come Milano, tra l’altro, in cui fare Sport e anche solo pensarlo, è una delle attività più difficili e costose, siamo passati da un oratorio (San Gabriele Arcangelo in Mater Dei costruita dall’Architetto Achille Castiglioni) alla serie A in soli 10 anni: 19 ottobre 1999 e Finale vinta al Pala Lido di Milano il 23 maggio 2009, davanti a oltre millecinquecento persone, con la benedizione del Presidente Dino Meneghin e guidati da Coach Stefano Fassina. Portare una giovane milanese al Sanga, dovrebbe rappresentare un onore oltre che un piacere. Noi non “vendiamo” e soprattutto non “promettiamo” nulla, non siamo “perfetti” ne “unti” dal Signore, però chiediamo di venire a provare a giocare, poi se ci si diverte, si rimane, altrimenti si cambia… Noi non ci sentiamo meglio di altri, ma sicuramente “diversi”.

Tornando al movimento femminile, vuole provare a lanciare un messaggio?
Vorrei dire che occuparsi di pallacanestro femminile è difficile. Siamo l’ultima ruota del carro, essendo sport al femminile, ma le società e gli addetti ai lavori dovrebbero “svecchiarsi” e togliersi di dosso tutti quei pregiudizi, quelle vecchie pratiche antipatiche del parlar male dell’altro e di tutti in generale, del collaborare solo quando c’è da guadagnare, del vedere nemici ovunque anziché compagni di viaggio. Siamo noi stessi il peggior male della femminile e finché ci presenteremo divisi nell’affrontare i temi importanti, saremo sempre perdenti. Abbiamo fatto del “lamento” il nostro principale modus operandi. Dovremmo agire di più e insieme, anche rischiando di sbagliare ma, vivaddio, con un po’ più di vita in corpo, più propositivi. Fare un passo indietro nel nostro piccolo orticello, per fare dei gran passi avanti tutti insieme nell’allargare il confine di tutto il territorio della pallacanestro femminile. Per superare alcune regole della Fip, basterebbe un manifesto di “gentlemen agreement”.

Ci sono tante brave persone, piene di passione e di entusiasmo, ma dovremmo imparare a riconoscere l’uno nell’altro una potenziale occasione per fare meglio, piuttosto che guardarsi in cagnesco e/o a seconda della necessità del momento, accordarsi più o meno a tempo, perseguendo piccoli e fragili vantaggi. Soprattutto dobbiamo evitare di inseguire i problemi. Dobbiamo operare con una programmazione certa che preveda ed eviti le incomprensioni, e dia certezze alle società che vogliono costruire. Si, si può fare! Ma insieme. Se vuoi collaborare per raggiungere un obiettivo, devi essere pronto a perdere qualcosa. Ma è un investimento, per guadagnare qualcosa di più grande e importante. Spesso vedo gente che per guadagnare un euro oggi, perde i cento euro di domani. Ecco, questa è scarsa lungimiranza e professionalità.

 

Vedo il professionismo come qualcosa di impossibile nel nostro mondo, ma un aumento di professionalità invece, sarebbe già un bel toccasana. Aumentare le competenze e diminuire i costi, sarebbero già due punti fondamentali per un programma di lavoro. Serve il dialogo, franco e sincero, e non il muro contro muro.

Se riusciremo un giorno a sederci a un tavolo, con fare collaborativo, noi tutte le società femminili di vertice e della base, allora potremmo diventare una “Forza” alla quale diventerebbe difficile opporsi. Ma finché ognuno cercherà piccoli e fragili vantaggi personali, ci ritroveremo sempre con un pugno di mosche in mano. Occorre un cambio culturale e di mentalità da parte nostra.

Ufficio Stampa Sanga Milano

Good Luck Yanez

Salutiamo Coach Maurizio Mazzetto, pronto per salpare verso nuovi obiettivi. Di solito, ogni anno, esportiamo giocatrici che hanno lavorato bene con noi e che sono chiamate in altre società. Quest’anno esportiamo allenatori, che da noi hanno fatto bene, dato e ricevuto molto, e sono pronti per continuare la loro carriera ampliandone gli orizzonti.

Mazzetto è un uomo che mastica basket, conosce il gioco, ma soprattutto ha un grande spessore umano. Ci mancherà come persona. Auguriamo anche a Maurizio di trovare ciò che cerca. Le porte al Sanga per uomini come “Yanez” (soprannome coniato da Coach Picci) sono sempre aperte. La Vita è un percorso di crescita. Good Luck Yanez.

Buona Fortuna Picci

Arriva il momento in cui si sente il bisogno di “fare altro”. Non perché non ci si trovi bene, non perché manchi qualcosa in particolare, ma semplicemente perché l’uomo è stato creato con quel profondo desiderio di conoscere, di mettersi alla prova, di ricercare e provare a cambiare, anche quando apparentemente non ce ne sarebbe la necessità. Ma anche questa è la nostra grandezza di esseri umani. Non accontentarsi mai del già visto, del conosciuto. Siamo chiamati a “viaggiare”, e se non lo possiamo fare fisicamente (sceglieremmo una vita da nomadi), lo vogliamo fare cambiando le situazioni intorno a noi.

Coach Andrea Piccinelli ha espresso il desiderio di trovare nuovi stimoli. E noi lo vogliamo qui ringraziare per il generoso e competente apporto che è stato capace di dare al Sanga Milano, in questi ultimi tre anni. Il suo lavoro ha fornito basi solide al nostro settore giovanile, dato sicurezze che non avevamo. Ha decisamente contribuito a quella Scuola Basket Sanga che in questi anni, in molti, stiamo costruendo insieme. Una Scuola che fissa obiettivi chiari e traccia un cammino, fatto di lavoro e umiltà, per raggiungerli.
Auguriamo, di tutto Cuore, a Coach Andrea Piccinelli, di trovare ciò che sta cercando. Soprattutto di vivere con gioia ed entusiasmo una prossima “avventura”, qualunque essa sia: in Italia? All’Estero? Head Coach squadra senior? Responsabile di Settore giovanile? Di certo si libera un “pezzo da novanta” tra gli allenatori.
“Perdo un prezioso e competente compagno di viaggio e avventure – sottolinea Coach Franz Pinotti – che tanto è riuscito a dare a tutto il nostro mondo e, soprattutto alle ragazze che ha allenato. Ma lo capisco. Anch’io sono come lui per certi aspetti. Non si può fermare il Vento, non si può rinchiuderlo in un contenitore finito. Siamo gente da “mare alto” e non “da porto”. Come poi riusciamo a solcarlo questo mare, ognuno di noi fa le sue scelte. La pallacanestro è una, ma le Vite sono molteplici. Come sempre dico quando ci sono cambiamenti “forti”, anche per noi si apre una nuova sfida, trovare nuovi compagni di viaggio con cui condividere nuove esperienze tecniche ma, soprattutto, umane. A questo serve la Vita, come una sorta di Laboratorio per il Paradiso… Incontrarsi, riuscire a modificarsi lasciando il segno e lasciarsi, per poi rincontraci… migliori di prima.”
Buona Fortuna Picci.